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LA “CULTURA” DELLE PAROLE IN LIBERTA’ E DELL’AUTOREFERENZIALITA’
Scriveva Goethe che “nulla è più terribile di un’ignoranza attiva”. E trovo piuttosto grave e imperdonabile in proposito che nei vari talk-show televisivi che vanno per la maggiore, seguiti da milioni di telespettatori, il Grande Pensatore tedesco non riscuota in genere molto credito se, come spesso accade, essi non si peritano di ammannirci il logorroico e inconcludente bla-bla di taluni politici, sindacalisti e giornalisti, nonché quanto passa per la testa di occasionali, improbabili e poco credibili opinionisti,
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il cui comun denominatore pare essere ormai divenuto, ahinoi, il malvezzo di esprimere con sicumera e saccenteria le proprie opinioni e rivendicazioni, e talvolta la propria rabbia e il proprio livore, a prescindere dalla loro legittimità e fondatezza: senza, cioè, le necessarie e opportune considerazioni oggettive che ogni questione, grande o piccola che sia, richiederebbe necessariamente e preventivamente per correttezza e onestà intellettuale.
Le quali, ove vi fossero, va da sé che ci eviterebbero di doverci sorbire nostro malgrado la ormai consueta marea quotidiana di parole in libertà, pressoché invariabilmente infondate e autoreferenziali.
Enzo Pedrocco
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Giusto, le tecniche del tipo “persuasori occulti” ricordano quelle oratorie-retoriche utilizzate dai Sofisti, contro le quali si batteva il buon Socrate utilizzando la “dialettica – maieutica”…..per fortuna nella nostra mano abbiamo ancora l’arma del telecomando.
E ribadito dal suo allievo Platone sulle critiche alla democrazia ….