5 x 1000
HomeLETTERE AL GIORNALE"La "Banana" di Cattelan venduta. Un insulto all'arte e a noi giovani"....

“La “Banana” di Cattelan venduta. Un insulto all’arte e a noi giovani”. La lettera

Mentre in molte parti del mondo c’è chi lotta, ancora oggi, per garantirsi un pasto quotidiano, la “Banana” di Maurizio Cattelan, una banana da 30 centesimi affissa al muro con del nastro adesivo e venduta per 6,2 milioni di dollari viene celebrata come Arte Concettuale. Un gesto provocatorio che non solo insulta chi vive in […]

Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!

Clicca qui e iscriviti subito

Gratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!

Mentre in molte parti del mondo c’è chi lotta, ancora oggi, per garantirsi un pasto quotidiano, la “Banana” di Maurizio Cattelan, una banana da 30 centesimi affissa al muro con del nastro adesivo e venduta per 6,2 milioni di dollari viene celebrata come Arte Concettuale. Un gesto provocatorio che non solo insulta chi vive in condizioni di povertà, ma svilisce anche il significato stesso di arte, dimenticando il valore di tecnica, dedizione e studio.

È un’offesa agli artisti del passato e a tutti quei giovani che oggi investono passione e sacrificio per costruire un percorso creativo, trovandosi di fronte un sistema che premia la provocazione superficiale anziché la vera maestria. Che siano studenti di un Liceo Artistico o di un’Accademia di Belle Arti, o semplicemente autodidatti senza alcun titolo formale ma con anni di esperienza, verranno sottovalutati da un pensiero artistico sopravvalutato.

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.

Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274

Scopri come fare

Pensiamo a Giovanna Garzoni, che nelle sue nature morte conferiva alla frutta un’aura di sacralità, o a Michelangelo Merisi (Caravaggio), che nei suoi dipinti trasformava la frutta in simbolo di vita, decadenza e fragilità, con un realismo che richiedeva anni di studio e pratica.

L’opera di Maurizio Cattelan non è altro che una provocazione: non contro il sistema, ma verso chi ancora crede che l’arte abbia bisogno di bravura e significato. Dice bene Vittorio Sgarbi: l’arte in questo caso è “un percorso che in qualche modo toglie materia all’opera e la fa diventare puro pensiero, una cosa mentale”. Ma questa smaterializzazione svuota il concetto stesso di arte e lancia un messaggio scoraggiante ai giovani artisti, che scommettono su se stessi per dare senso alla propria creatività, vedendo invece premiato il nulla fine a sé stesso.

Una banana da milioni di dollari che diventa simbolo di una cultura che ha perso il contatto con la realtà e con il vero valore dell’arte, che scambia il banale per genio creativo.

Salvo Di Noto,
21 anni, alla ricerca del bene

Riceviamo e pubblichiamo
Riceviamo e pubblichiamo
Le segnalazioni dei lettori: un canale aperto a disposizione di tutti. scrivere a: redazione@lavocedivenezia.it
LEGGI TUTTO
RIPRODUZIONE VIETATA
sono vietate anche le riproduzioni parziali di titoli, testi, foto, attraverso sistemi automatici (cd aggregatori)

La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. Ognuno ha diritto di fare queste cavolate. Non fanno danni a nessuno. Ma chi la applaude, chi la compera, chi la commenta tanto…ma dove siamo arrivati , cosa vogliamo dimostrare? Chi siamo noi di qua dell, opera? È come jà storia del re nudo. Siamo diventati una massa non pensante.

Notizia interessante? Scrivi cosa ne pensi tu...

Scrivi qui la tua opinione
Il tuo nome o uno pseudonimo

Persa qualche notizia? Le ultime:

La Voce di Venezia radio

Se non è partita la musica clicca play sul triangolino in basso
In onda ora
ON AIR NOW
vai alla HOME PAGE