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Il Palazzo Ducale, simbolo veneziano per eccellenza

“Eccolo ancora una volta davanti a lui, l’approdo indescrivibile, l’abbagliante insieme di fantastiche costruzioni che la Serenissima offriva allo sguardo ammirato del navigatore in arrivo: la meraviglia lieve del Palazzo e il Ponte dei Sospiri, le due colonne sulla riva col leone e il santo, il fianco splendente del tempio favoloso…”. (Thomas Mann “La morte […]

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“Eccolo ancora una volta davanti a lui, l’approdo indescrivibile, l’abbagliante insieme di fantastiche costruzioni che la Serenissima offriva allo sguardo ammirato del navigatore in arrivo: la meraviglia lieve del Palazzo e il Ponte dei Sospiri, le due colonne sulla riva col leone e il santo, il fianco splendente del tempio favoloso…”.
(Thomas Mann “La morte a Venezia”, 1912)

Il Palazzo Ducale (Fig. in alto) di Venezia rappresenta il simbolo dello splendore della Serenissima, nucleo culturale per eccellenza, laddove per quasi mille anni ci fu la sede del potere, in cui venivano svolte importanti attività politiche.
Si tratta di un tesoro inestimabile, dove l’arte e la storia si fondono in un meraviglioso connubio. Con le sue preziose sale e i pregiatissimi dipinti, è un luogo permeato di significati e simboli.
Fu il centro del governo più imponente e dall’aspetto scenografico che sia mai esistito, in cui vennero ospitate grandi personalità che hanno creato la storia di Venezia.

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Composto da tre corpi di fabbrica, il Palazzo si sviluppa con l’ala verso il Bacino di San Marco, che comprende la Sala del Maggior Consiglio, l’ala in direzione della piazza con la Sala dello Scrutinio e il lato opposto, costituito dall’ala rinascimentale, con la residenza del Doge e le Sale del governo.

Le origini del Palazzo risalgono all’810, quando il ducato veneziano si trasferì da Malamocco all’insula di Rivoalto.
La costruzione attuale è il frutto di una lunga serie di modifiche e ristrutturazioni durato alcuni secoli.
Il Palazzo fu distrutto da vari incendi e ricostruito in stile veneto-bizantino nella seconda metà del XII secolo e ampliato alla fine del duecento.

Tra il 1340 e il 1565, subì nuovi ampliamenti che interessarono altre ali della struttura.
Durante la notte del 20 dicembre 1577 il Palazzo fu colpito da un altro dei tanti incendi, ossia quello che bruciò la Sala del Maggior Consiglio e quella dello Scrutinio, dove vennero distrutti dipinti di Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Tiziano Vecellio, il soffitto decorato dal Pordenone, il celebre affresco di Guariento raffigurante il Paradiso e la Battaglia di Lepanto di Tintoretto.

Il Palazzo è costituito da numerose e opulenti stanze dette Sale Istituzionali, dove in passato si legiferava, si riuniva il patriziato, oltre a essere la sede del Doge fino al 1797, quando avvenne la caduta della Repubblica di Venezia a seguito della conquista di Napoleone Bonaparte.
La sala più importante è rappresentata dalla Sala del Maggior Consiglio, che misura 53 metri di lunghezza e 25 metri di larghezza, con una capienza di millecinquecento persone.

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Il Palazzo è interamente decorato dalle opere dei più noti artisti dell’epoca, come Paolo Veronese, Jacopo e Domenico Tintoretto, Jacopo Palma il Giovane, Jacopo Bassano, Andrea Vicentino, Gerolamo Gambarato, Giambattista Tiepolo e Tiziano Vecellio, il cui scopo era quello di celebrare le vicende della Serenissima Repubblica, richieste e approvate dagli organi di governo.

La conformazione del Palazzo è molto complessa e articolata. È circondato da un portico con archi a sesto acuto e da un soprastante loggiato, anch’esso costituito da archi inflessi trilobati di influenza orientale e con colonne che sono il doppio rispetto a quelle situate in basso.
Le due facciate del palazzo, una prospiciente sulla parte inferiore di Piazza San Marco e l’altra rivolta verso il bacino, possiedono una pregiata decorazione arricchita da intarsi marmorei rosa, nonché da eleganti trafori quadrilobati.
I merli che s’innalzano come coronamento, ingentiliscono il profilo con le statue e i pinnacoli del balcone, che contribuiscono a dare un aspetto sontuoso a questo capolavoro ammirato da secoli. 

Nel cortile del Palazzo è situata la celebre Scala dei Giganti progettata da Antonio Rizzo ed eretta tra il 1483 e il 1485. Il nome deriva dalle maestose statue marmoree che raffigurano Marte e Nettuno create da Jacopo Sansovino per rappresentare la potenza di Venezia.
La Scala dei Giganti continua con la lussuosa Scala d’Oro, ricca di decorazioni in stucco bianco e foglia d’oro.
Tra il Palazzo e la Basilica di San Marco si trova la Porta della Carta (Fig. in basso), l’ingresso monumentale costruito a partire dal 1438 da Giovanni e Bartolomeo Bon, il cui stile è un trionfo del Gotico fiorito, ricco di sculture e superfici decorate.
Nei pinnacoli sono raffigurati le Virtù Cardinali e l’Evangelista Marco su cui emerge l’immagine della Giustizia con spada e bilancia. Sopra il cornicione spicca la statua del doge Francesco Foscari inginocchiato innanzi al Leone di San Marco.
Fu l’architetto Antonio Contin, che nel XVII secolo congiunse le Prigioni Nuove, che dal Palazzo conducono fino al Ponte dei Sospiri, dove i reclusi passavano per raggiungere le carceri chiamate i Piombi per via del rivestimento del tetto.
Nel 1923 il Palazzo dei Dogi divenne un celebre museo.

Palazzo Ducale, la Porta della Carta. Foto di Manuela Moschin
Palazzo Ducale, la Porta della Carta. Foto di Manuela Moschin

Manuela Moschin
Manuela Moschin
Manuela Moschin, scrittrice. Laureata in Storia dell’Arte - Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali, (Ca’ Foscari, Venezia). Curatrice del Blog librarte.eu, dedicato all’arte e alla letteratura, nel 2021 pubblica "Atman", raccolta di poesie. A maggio 2022 la raccolta di storie "Risveglio" (in collaborazione con altri autori), poi il saggio "Le Metamorfosi di Ovidio nell'arte" (Edizioni Espera). Facebook
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