I problemi di Venezia: il prof. Mozzato ha scritto all’Unesco ma non ha ricevuto risposta

ultimo aggiornamento: 01/08/2019 ore 15:37

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I problemi di Venezia: il prof. Mozzato ha scritto all'Unesco ma non ha ricevuto risposta

L’Unesco promuove gli interventi su Venezia e le grandi navi a Marghera?
Ma sa come stanno veramente le cose?

Qualcuno del World Heritage ha letto i contro rapporti inviati dal sottoscritto e da altri soggetti che confermano la mancanza di “inversione di rotta” sul destino della città e dei suoi abitanti?


L’Unesco sembra promuova pure le navi a Marghera (pur non essendo più tale progetto in valutazione al Ministero…) e lo scavo del Canale per le grandi navi in Laguna? Ma sa quanta diossina, fosfogessi, metalli pesanti e quant’altro potrebbero smuoversi con gli scavi del canale e tornare in circolazione nelle acque della laguna, assimilati poi da pesci e molluschi per finire magari nelle nostre tavole?

Quali sono i miglioramenti EFFETTIVI (non teorici, ipotizzati, studiati o promessi) di cui Venezia avrebbe beneficiato e che hanno determinato tale decisione?

Il calo “inventato” dello smog, mentre invece il Biossido di azoto nei canali, che si unisce all’Ozono, mette a rischio la salute dei residenti, come indicato anche da nota inviata dalla Ulss 3 Serenissima al Comune il 20.7.2018?


La diminuzione del traffico di natanti, taxi e mototopi altamente inquinanti, o l’avvento dei motori ibridi o elettrici?

I tornelli apparsi qualche settimana e mai chiusi, mentre la città soffoca dai turisti?

La tassa di sbarco ancora inapplicata e rinviata (alle prossime elezioni…?)?

Gli imminenti possibili sfratti relativi all’applicazione della Legge Regionale 39/2017, o l’assenza di case per i residenti id affitto o in vendita accessibile?

Il continuo viavai di venditori di rose, grano per i colombi (vietato ai banchetti, ma “consentito” ad altri), palline molli con ftalati, tossiche per i bambini, in piena piazza San Marco, o a due passi da essa?

Gli alberghi che continuano a nascere a Venezia, o ancor più a Mestre (i cui nuovi ospiti, ormai circa 9.000, pur affollando all’esasperazione le linee di bus dalla stazione di Mestre a Venezia essendo meri pendolari anch’essi non pagheranno alcuna tassa di sbarco poiché ospiti all’interno del Comune)?

Il tram che si blocca spesso e i bus stracolmi di turisti pendolari, lasciati in sosta a Piazzale Roma (anche per 20 minuti con i finestrini bloccati o quasi assenti), sotto il sole e con 40 gradi a bordo?

I treni per le Dolomiti (Venezia – Calalzo, Venezia – Feltre, Venezia – Trento), pure esse patrimonio Unesco, ora raggiungibili persino con tre cambi di treno, mentre una volta era diretto?

La rimozione in riva a San Marco di un pezzo di cancello dei Giardinetti Reali per poi fare un pontile per i turisti di Alilaguna?

La chiusura continua di negozi di vicinato per dar spazio a negozi di “paccottaglie” per turisti?

Il continuo calo di residenti dovuto all’esodo, e la quasi assenza di nascite in centro storico dovuti al fatto che a Venezia è difficile trovare, nonostante i milioni di turisti e relativi soldi che portano, un lavoro decente e sicuro, e tantomeno un alloggio dove abitare?

Non riusciamo a farcene una ragione, perché il declino della città non sembra affatto fermarsi.

D’altra parte, dal dott. Bandarin e della sede Unesco di Venezia il sottoscritto non ha mai ricevuto, nonostante le e-mail inviate, una risposta, e già questo non presagiva a nulla di buono.

Inoltre, nessun riscontro ha avuto nemmeno la controrelazione inviata il 27.06.2019 dal sottoscritto all’Unesco World Heritage (una relazione con 53 allegati, prevalentemente documenti e dati ufficiali che possono ben testimoniare la prevalente inadeguatezza, se non assenza, di provvedimenti efficaci a tutela di Venezia e dei suoi abitanti).

Un “dossier” con decine di documenti e dati di fatto, e non certo un attacco politico, come qualcuno in Comune sosteneva. Piuttosto un attacco alla prevalente inerzia e all’inefficacia del provvedimenti adottati.

Si attende ora di sapere se dall’esito del Tavolo in Regione emergerà una moratoria per salvare Venezia dagli effetti negativi sulla residenzialità derivanti dalla nuova Legge Regionale 39/2017 e relativi “algoritmi”.

Per Venezia a mio avviso c’è ancora molto di cui preoccuparsi, secondo l’Unesco, a quanto pare, molto meno…

Prof. Fabio Mozzatto (Veneziano “D.O.C.”)

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