martedì 18 Gennaio 2022
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“Cucina veneziana? Bangladesh. Negozi? Cinesi. Ma quale nostra ‘economia fiorente’ del turismo?”. Lettere

HomeVivere a Venezia"Cucina veneziana? Bangladesh. Negozi? Cinesi. Ma quale nostra 'economia fiorente' del turismo?". Lettere

In risposta alla lettera: “Nessun veneziano che conosco tornerebbe a vivere a Venezia”.

Ristoranti con cucina veneziana? Cuochi e camerieri Bangladesh. Negozi souvenir? Ancora Bangladesh e/o cinesi. Commesse attività commerciali? Ragazze dell’est Europa, e per piacere non ditemi che i nostri ragazzi disoccupati non hanno voglia di lavorare, si è visto la fine che ha fatto Venezia con il crollo del turismo.

Ma quale nostra economia fiorente, non ci si può fossilizzare solo sul turismo e lo stiamo vedendo tutt’ora. Io quando vado (andavo) in vacanza cerco di portarmi a casa un ricordino intelligente, qualcosa di tipico e artigianale del posto; pensando di essere turista a Venezia cosa mi offrirebbe la città Calamite da appendere al frigo formato ponte di Rialto o mascherina di carnevale che nulla hanno a che fare con il tradizionale carnevale settecentesco veneziano.
Tutto rigorosamente made in PRC, oppure vetri di murano che se non sono firmati da un maestro vetraio (con costi inavvicinabili) possono essere anch’essi cinesi o polacchi.

Vogliamo parlare poi dei pochi servizi igienici a pagamento (1€50cent a persona) per i quali una famiglia di 4 persone in un’intera giornata a Venezia si trova a spendere una ventina di euro? Ah già, ma c’è l’alternativa del bar (tra l’altro non tutti provvisti di toilette) che magari ti fanno pagare 5 euro per una coca cola.

Alla fine anche i veneziani hanno le loro colpe. E sto parlando di quelli che si sono tuffati nel profitto degli affitti brevi avendo magari ereditato qualche immobile e di ex commercianti che hanno venduto le loro attività non più molto redditizie agli stranieri ecc ecc…

Dimenticavo questa è la GLOBALIZZAZIONE… bea roba.

(lettera firmata)

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26 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Quanti discorsi inutili. La verità è una sola. Per 2 lire in più i veneziani hanno svenduto anche la loro madre. Poi non si può certamente pretendere che imprenditori cinesi o albanesi corrano ad assumere personale italiano in regola e correttamente retribuito.

  2. Venezia è solo un grande affare come un’ altro….andate a Londra o a Parigi, per esempio, e poi ne riparliamo. Ormai tutto il pianeta è solo un grande business per pochi. State a casa e non spendete niente, ammesso che abbiate da spendere il che non è certo visti gli stipendi da miserabili che girano vedrete come cambieranno le cose, e vedrete quanti cambieranno mestiere, ammesso che ne abbiano uno. Finché la gente va ingiro per il mondo e il turismo a Venezia porta 25 milioni di persone, chi se ne frega se i prezzi sono esagerati….ma poi non venite a lamentarvi (operatori del turismo) che la gente si porta anche il pittale da casa. La “gubbana” è finita e ne vedremo delle belle. Intanto sto in attesa, e me la godo a passeggio per Venezia e al massimo mi prendo un toast, pastina caffè e acqua minerale con euro 7,50.
    Roberto Scardala

  3. Che noia mortale questa narrativa di cliché sulla nostra città.
    A Venezia abbiamo un’offerta enorme sia dal punto di vista commerciale che alimentare. Se si vuole comprare qualcosa di ‘tipico” non si hanno certo problemi. Se si vuole mangiare bene non ci sono certo problemi. I negozi turistici, i bar turistici, i ristoranti che ti chiedi come mai esistano persone che possano sedercisi esistono in tutte le capitali del mondo. Solitamente chi vede solo questi aspetti nella nostra città ha una visione estremamente provinciali e non ha visto il resto del mondo. Il discorso sui prezzi poi… Di solito è fatto da gente che ha passato la vita a 50 metri dal campanile del proprio paesino. La cosa dei bagni pubblici poi non la capisco proprio. Viaggio parecchio, ma i bagni pubblici non li ho mai usati.

  4. Processo inarrestabile che sta accadendo in tutte le città storiche “d’arte” del mondo, a mio parere sostenuto da anche chi ci vive …e poi si lamenta, ma intanto prende l’ affitto…

  5. La venezia di cinquant’anni fa aveva un altro sapore,era autentica
    Con i suoi abitanti, le sue chiese la sua originalità in ogni angolo
    Poi è sopravvenuta l’ingordigia
    Ed il risultato è questo

  6. Buongiorno. Sono d’accordo con tutti quelli che siano sta povera Città.
    Perché non ci sono controlli seri?
    Perché chi chiede 10-12-20 mila euro di affitto ai negozianti non viene applicata una aliquota mostruosa in modo da rendere la ingordigia in penalità?
    Ed i cinesi perché comprano tutto? Probabilmente perché a loro è concesso tutto. Da chi?
    Una volta un bar poteva aprire l’attività solo a 200 mt da un altro. E così per le altre attività commerciali.
    Come fanno a vivere negozi a tutto un euro e pagare l’affitto, bollette, stipendi …….?
    A proposito. Come hanno potuto far finta di niente quando al posto di Olga Asta, in Piazza San Marco, hanno aperto una attività di paccotiglia-?
    Sindaco pro domo sua e dei suoi…
    Guarda caso i gondolieri, poveretti, che lavorano 7-8 mesi all’anno in nero e dichiarano ZERO , se li è portati in Consiglio Comunale?
    E noi che siamo la vita reale di Venezia…. contiamo NULLA.

  7. Ancora che vi lagnate voi veneziani ? La verità è che dei vostri avi, non avete ereditato un picchio. La maggior parte di voi è capace solo di vivere lucrando sul turismo di massa, e fare lo snob, oppure di vivere lagnandosi e volendo case gratis. Ma andate a quel paese. Se ci sono cinesi,albanesi, Bangla si vede che loro avevano molta più voglia di lavorare di voi. Poi non ho capito; perché il Bangla o l’albanese non possono aprire un attività, altrimenti degrada ? Ma dove sta scritto? Razzismo a più non posso proprio….

  8. Io da proprietario di “muri” dico solo una cosa. Mi sono trovato i cinesi in casa che mai avrei voluto. Perché, sappiatelo, quando viene ceduta l’attività, il Locatore non ha parola in merito. Si deve tenere quel che capita.
    E per di più, per colpa della pandemia, (causata, ironia della sorte, dai cinesi!!!) , sono 2 anni che non mi paga l’affitto. Poi sono i veneziani gli approfittatori, vero?

    • Direi. Vivete di rendita sulla fatica altrui e volete anche decidere il titolare della licenza a chi deve dare la sua attività? Non piangete tanto il morto, che ne conosco di suoi “colleghi” che hanno sfrattato onesti lavoratori perché volevano lucrare di più. Fossi il Governo vi metterà l’IMU quadruplicata e il divieto di sfratto se non per lavorarci voi direttamente.

  9. Pensare positiv!
    Venezia é viva.
    Lacucina veneziana esiste ancora.
    Viviamo i momenti!
    Arrivederci a Venezia.
    Saluto e auguri di buon anno 2021.
    Federico Mosello

  10. Per fare tornare com’era, si dovrebbe intanto chiudere Auchan, Panorama, Castorama,nave de vero, decathlon e Amazon. Abbassare gli affitti delle case, alzare le paghe. Così un artigiano,un commerciante potrebbe aprire assumendo personale che a sua volta spenderebbe i sui soldi dai commercianti e artigiani veneziani. Si può fare? No. Dunque, si parla per niente.

  11. Venezia dovrebbe essere autonoma e i denari del turismo dovrebbero rimanere a disposizione per incentivare i residenti autoctoni, divieto assoluto di vendita di attività commerciali a stranieri solo affitto in modo da non disperdere il patrimonio.

  12. Abbassare quote locali con tasse superiori per il padrone del fondo che rischia meno di un imprenditore. Dare priorità lavoro ai veneziani alzare paghe almeno del 10%. Case se veneziani incentivi a chi vende del 10%

  13. Per l’indigeno veneziano è solo sopportazione, provate a venire a Murano o a Burano un giorno qualsiasi, per andare a lavorare o tornare da scuola è più facile prendere al lotto che salire su un vaporetto MENTRE ALLA CASSA CI SONO I SOLITI NOTI evasori fiscali.

  14. Quando un negozio chiude ed un’altra attività apre chi deve concedere i permessi per il cambio d’uso? Ci sono zone di Venezia in cui mancano botteghe fondamentali per la vita quotidiana (elettricisti, ferramenta, riparazioni/vendita scarpe e banalità del genere) però si è permesso di aprire decine di bar, vendite di dozzinali souvenir, maglierie da quattro soldi. Dove abito io ci sono 10 bar tutti attaccati uno all’altro, dove prima c’erano rivendite di scarpe, ferramenta, macelleria, verduriere. Ringrazio l’attenta congrega politica che regge Venezia.

  15. Io amo Venezia ,mi piacerebbe anche avere un alloggio anche se modesto per poterci abitare anche tutto l’anno …Cosa impossibile dati i costi In effetti per interessi vari la città ora è in mano a cinesi che squalificano la qualità dell’artigianato veneziano Invece di mettere tornelli e fare pagare una tassa ai turisti sarebbe meglio che comune e regione incentivassero i veneziani a rimanere a lavorare nella loro città calmierando i prezzi e valorizzando le loro capacità e tradizioni mi rendo conto che è una utopia L’unica cosa che importa a chi governa sono i soldi

  16. Enclave di San Polo, comunisti radical chic con il conto in banca nello gonfio di soldi i ereditati,proprietà e tanta spocchia contro i foresti….. gli stessi che hanno osato aggiungere un ponte dove non serviva a nessuno se non a rivalutare le vecchie poste finite in mano- guarda il caso!- ai Benetton…..
    No se questa è la Venezia che deve rimanere -perché quella del popolo è stata spinta all’esterno – è bene scompaia
    Veneziano da oltre sette generazioni ed ultimo nato in isola, anzi al Lido per comodità di una estate più fresca che a Cannaregio, ma oramai di terraferma….

  17. Bravo, si è proprio tutto così penso hai quasi menzionato tutto città voluta e diventata così grazie ai meschini “padroni dei muri’ la stanno vendendo un pezzo alla volta compreso il palazzo della regione

  18. Io, da veneziano, tornerei a vivere a Venezia, senza se e senza ma.
    Era così più di cinquant’anni fa, e sarà ancora così tra cinquant’anni….
    La città è unica e magica.
    Generazioni di tedeschi, turchi, greci, armeni ed ebrei hanno commerciato in città.
    Adesso ci sono i cinesi…. domani chissà…

  19. Buongiorno sulla risposta ,di tornare ad abitare a Venezia riconfermo io ci tornerei …e sono perfettamente d’accordo che il made Murano, con tanto di marchio on ha servito a nulla le mascherine non c’entrano nulla col carnevale di Venezia,anni fa x avere una licenza x bar o chioschi negozi di souvenir era durissima,gli artigiani si ritiravano su negozi magazzino poter esercitare i proprietari di negozi che acconsentivano ad affittare ad un artigiano erano rari,io ho avuto la fortuna di un bel negozietto,che il proprietario cambiò d’uso declassando,da commercio ad laboratorio….ma era un tormento continuo giornaliero di visite dei vigili della finanza,e dell’ufficio igiene ,permessi etc..etc..chi è stato artigiano come me sa cosa intendo….ora chiunque sia del luogo x aprire negozio o bar ristorante ci pensa cento volte,diciamo che la colpa è stata al 90 xcento dei veneziani .e lo é tutt’ora.
    Per quanto riguarda i souvenir cinesi etc sarebbe un discorso molto complesso….intraprendere un dibattito,su questo argomento e sugli interessi che ci sono sotto,meglio tagliare.Comunque Venezia é in mano a molti benestanti e perbenisti Veneziani che parlano parlano no qua no la no TAV e tanti no vax .Che non pensano alle persone che veramente abitano e che vorrebbero abitare Venezia pur con l’acqua alle caviglie,veneziani doc artigiani veri,degni de sto toco de barena.

  20. D’accordo su tutto. Proprio per questo i veneziani dovrebbero valorizzare ristoranti e attività varie gestite dai propri concittadini, ma purtroppo spesso non avviene.

  21. Concordo pienamente.
    Il guadagno immediato senza alcuna programmazione è tipico del Veneto.
    Ancora più grave a Venezia con l’assenza delle istituzioni. Sono quelli che dalla città Fiera hanno incamerato con pochi meriti ed ora chiedono sostegni. Non vedo una svolta a tale andazzo.

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