Conservatorio e Belle Arti: “Danni incalcolabili: servono separazione e statuto autonomo”

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Conservatorio e Belle Arti: "Danni incalcolabili: servono separazione e statuto autonomo"

Giovanni Giol, Presidente del Conservatorio di Musica di Venezia, e Fabio Moretti, Presidente Accademia di Belle Arti di Venezia, entrambi rappresentanti di +Mestre+Venezia e sostenitori del SI al referendum per ottenere i Comuni autonomi di Venezia e Mestre, commentano la situazione dei loro istituti e le priorità per Venezia.

Giovanni Giol, Presidente del Conservatorio di Musica di Venezia: “Abbiamo ricevuto un colpo durissimo in una situazione già difficilissima, se non invertiamo la rotta rischiamo di scomparire”

“L’alta marea di questi giorni è sicuramente un evento eccezionale, ma detto questo occorre sottolineare che Venezia può e deve fare molto di più per tutelare cittadini e patrimonio artistico, vero volano economico di questa città”.

“I danni e i disagi non solo sono davvero notevoli, ma anche permanenti e incalcolabili. La sede del Conservatorio, Palazzo Pisani, con i suoi 11.000 metri quadrati è per dimensione il secondo edificio di Venezia dopo Palazzo Ducale”.

“Supereremo anche questa difficoltà, ma occorre che la buona volontà di tutti sia meglio organizzata. A questo fine è ormai diventato indispensabile che Venezia abbia uno statuto speciale per gestire rapidamente le specifiche caratteristiche e necessità della città. Credo anche che se Venezia avesse un’amministrazione dedicata unicamente a risolvere i problemi della città potremo avere più energie per affrontare le difficoltà che si fanno ogni giorno sempre più grandi.”

“L’acqua salata della laguna è entrata nel Conservatorio e ha messo fuori uso la centrale elettrica così come il riscaldamento. Il sale è penetrato nei mobili e nei pavimenti. I muri andranno avanti per mesi a trasudare umidità. Guardo con tristezza mobili storici che non so come e quando poter far restaurare”.

Il Conservatorio ha sede qui da 120 anni e siamo una delle eccellenze di questa città e una delle scuole di musica più importanti al mondo, capace di attrarre studenti e insegnati da ogni angolo del pianeta. Quest’anno abbiamo potuto svolgere le lezioni solo grazie al contributo e alla generosità dei privati, il contributo del MIUR è minimo e quello del Comune nullo, possiamo però uscire da questa situazione con l’energia e la determinate volontà di un’amministrazione impegnata ad affrontare solo le priorità di Venezia”.

Fabio Moretti, Presidente Accademia di Belle Arti di Venezia: “Serve uno Statuto Speciale per Venezia”.

“Oggi, ovunque volgiamo lo sguardo, cogliamo i segni della realtà veneziana, una città bellissima e unica al mondo, ma estremamente fragile.”

“Noi veneziani siamo i custodi pro tempore di questo immenso patrimonio e dobbiamo attivarci al più presto per indirizzare il futuro della città verso l’ottenimento di uno Statuto Speciale che ci permetta di governare realmente le molte emergenze di Venezia”.

“Solo con uno Statuto Speciale potremo contrastare il continuo spopolamento della città e attrarre imprese ed abitanti. Un percorso che passa necessariamente dalle capitali della politica: Roma e Bruxelles. E’ in queste città che risiedono le istituzioni che possono permettere l’ottenimento dei necessari incentivi fiscali per rendere Venezia più attrattiva e non solo per il turismo.”

“L’Accademia di Belle Arti di Venezia è un luogo di studio ambito, su 1.400 studenti ben 360 provengono dall’estero. Potrebbero essere molti di più ma mancano spazi e risorse per soddisfare le domande d’iscrizione. Con la giusta normativa potremo anche noi dare un maggiore contributo allo sviluppo”.

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