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Christa Pike, condannata alla pena capitale per un omicidio commesso a 18 anni, ha ripreso conoscenza e parla dopo un tentativo di esecuzione fallito nello Stato del Tennessee. Lo hanno riferito i suoi avvocati, Randy Spivey e Kelly Gleason, definendo l’episodio «uno sviluppo senza precedenti».
La donna, oggi 50enne, era stata sottoposta a due somministrazioni di pentobarbital nella camera della morte del Riverbend Maximum Security Institution di Nashville. Secondo le ricostruzioni fornite dai giornalisti presenti, la procedura si è protratta per quasi due ore, dalle 19 alle 20.56 ora locale.
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Testimoni riferiscono che Pike è rimasta cosciente dopo l’inizio della somministrazione del farmaco. Avrebbe parlato e cantato insieme alla sua guida spirituale e, dopo la prima dose, avrebbe continuato a muoversi e a respirare in modo rumoroso.
Davanti al prolungarsi della procedura e al manifestarsi di anomalie, gli avvocati della donna hanno presentato un’istanza per bloccare l’esecuzione. La richiesta è stata seguita dal trasferimento di Pike in ospedale.
I legali hanno inoltre denunciato le condizioni in cui la detenuta è stata trasportata e trattenuta. «Resta ammanettata e incatenata alle caviglie pur avendo subito gravi lesioni alle braccia» dovute alle flebo che avrebbero dovuto essere letali, hanno scritto Spivey e Gleason, sottolineando la gravità delle ferite riportate.
Sulla prognosi, gli avvocati hanno invitato alla prudenza: «Come minimo dobbiamo aspettarci tempi lunghi per la ripresa. Siamo però incredibilmente grati al team medico dell’ospedale che ha curato Christa in modo eccezionale», si legge nella nota dei difensori.
Il caso ha subito ripercussioni a livello istituzionale. Il governatore repubblicano del Tennessee, Bill Lee, ha disposto la sospensione di tutte le esecuzioni nello Stato almeno fino alla fine dell’anno, decisione motivata dall’anomalia registrata durante la procedura su Pike.
Il farmaco utilizzato, il pentobarbital, è il composto impiegato nelle esecuzioni letali nella maggior parte degli Stati che mantengono la pena di morte. In questo episodio, però, la somministrazione non ha prodotto l’esito atteso, scatenando immediate contestazioni e accendendo il dibattito sui protocolli adottati.
Il tentativo di esecuzione e il suo esito hanno attirato l’attenzione di osservatori e avvocati su più fronti, soprattutto in relazione alle modalità operative e alle condizioni fisiche in cui la detenuta è stata mantenuta anche dopo il malfunzionamento.
Dal punto di vista processuale, la vicenda ha già prodotto azioni legali: la istanza presentata dagli avvocati di Pike per sospendere l’esecuzione ha portato al trasferimento immediato della donna in una struttura ospedaliera.
La notizia del suo risveglio in ospedale è stata confermata dagli stessi legali, che hanno seguito gli sviluppi fin dalle prime fasi della serata in cui si è svolta la procedura. Dopo l’istanza degli avvocati, Pike è stata trasferita in ospedale e oggi si è risvegliata.
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