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Carta d’Identità si paga solo in contanti al Comune di Venezia. Lettere

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(Riceviamo e pubblichiamo)

Solo contanti per la carta d’identità e nessuna agevolazione per chi è in difficoltà
Il Comune di Venezia accetta solo contanti per il rinnovo della carta d’identità, una scelta che è non solo indice di arretratezza ma che crea potenziali rischi per i residenti, vista la situazione di emergenza sanitaria.
Sulla questione il consigliere comunale Paolo Ticozzi ha presentato un’interrogazione firmata da tutto il gruppo consiliare del PD.
“Sembra incredibile, ma il Comune di Venezia non si è ancora attrezzato per i pagamenti bancomat, e questo l’ho scoperto di persona. Qualche giorno fa ho dovuto rinnovare la carta d’identità e allo sportello sono stato costretto a dover pagare in contanti. Penso che sia un’arretratezza dei nostri uffici a cui dover porre velocemente rimedio. A maggior ragione in un periodo pandemico come questo in cui si deve ridurre al minimo passaggio di oggetti tra persone e in cui il Governo ha promosso iniziative per ridurre il contante come il cashback, è impensabile costringere i cittadini a dover usare esclusivamente il contante”.
“Mi sono scontrato con questo problema per il rinnovo della carta d’identità,

ma con l’interrogazione chiedo che venga fatta chiarezza sulle modalità di pagamento in tutti gli uffici comunali per sapere dove il contante venga utilizzato come unica modalità di pagamento. Riteniamo necessario che venga predisposto al più presto un piano per l’inserimento dei pagamenti elettronici in tutti gli uffici per tutte le spettanze del Comune”.
Il consigliere comunale Paolo Ticozzi ha presentato una seconda interrogazione chiedendo inoltre che il Comune rinunci ai diritti di segreteria pari a 5,42 euro per il rilascio della carta d’identità per i titolari del solo assegno o pensione sociale o per persone che si trovano in condizione di forte precarietà economica o di indigenza, come già avviene in diversi Comuni d’Italia, vista anche la situazione di crisi economica.
“Il Comune in questo periodo deve supportare in tutti i modi i cittadini che si trovano in condizioni di difficoltà economiche – spiega Ticozzi – altri Comuni hanno già applicato questo criterio: spero che possa essere presto messo in atto anche a Venezia, dimostrando una volta in più vicinanza ai tanti che in questo periodo si trovano in difficoltà”.

Paolo Ticozzi
consigliere comunale di Venezia

(foto da archivio)

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Redazione
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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Oltre a questo, aggiungo che in queste spese vanno aggiunte minimo 5 euro per le foto che viene scannerizzata e restituita (CIOÈ UNA SPESA INUTILE) mentre la prima volta che l’ho fatta (parlo della CIE) nel 2010 l’impiegato ti faceva la foto al momento con un camera collegata al dispositivo e andava direttamente nel programma, ora no come mai? La PA approfitta delle innovazioni dove gli conviene se va a suo favore; il cittadino invece subisce e basta per il più della volte

  2. al Signor Consigliere Comunale PAOLO TICOZZI: E’ una vera VERGOGNA che la carta d’identità si debba pagare. Il maneggio denaro è non solo mettere a rischio la salute degli impiegati d’anagrafe ma anche metterli in difficoltà con il reso. Negli uffici d’anagrafe delle ex-municipalità dove manca il capo ufficio questa è una vera lotta quotidiana, il fondo cassa è talmente basso che il primo utente che arriva se pone una banconota di grosso taglio non può essere accettata e deve uscire per fare moneta creando proteste da parte dell’utente ed imbarazzo all’impiegato comunale che non ha nessuna colpa. I servizi demografici sono stati accentrati il 1.1.2013, tolti i dirigente ed i capoufficio agli impiegati comunali tanto offesi e bistrattati è stato lasciato il compito di fare le mansioni superiori che non competono, oltre alle mille difficoltà amministrative e di legge. L’anagrafe dipende dal Ministero degli Interni e viene gestito dai Comuni, districarsi tra la molteplicità delle leggi non è compito dei livelli bassi ed i mille quesiti che si pongono allo sportello, a volte mettono in serie difficoltà gli operatori che non hanno in sede un superiore il quale ha il potere di addentrarsi nei garbugli delle leggi. Ora per una semplice operazione d’anagrafe il tanto decantato numero 041.041 ti manda da Venezia al Lido, questo è un passo per la chiusura delle sedi delle ex Municipalità come è successo alla Giudecca nel 2017, a Murano aperti solo 2 mattine per settimana, a Burano aperti solo 3 mattine per settimana, vorrei che il Consigliere Comunale del Comune di Venezia PAOLO TICOZZI desse importanza non solo al pagamento delle carte d’identità che sono il problema minore, i certificati storici di famiglia in bollo, a seconda del numero dei congiunti costa molto di più e mette in difficoltà ancora di più. Mi consenta Signor Consigliere Paolo Ticozzi i problemi degli uffici d’anagrafe sono molti e da approfondire con scrupolo. Cordiali saluti.

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