Cane azzanna alla gola bambina di tre anni, morta la piccola Astrid di Pordenone

ultimo aggiornamento: 26/05/2015 ore 06:17

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Cane azzanna alla gola bambina di tre anni a Pordenone. Ancora una storia di cronaca che vede coinvolta una razza di cani ritenuta pericolosa tenuta con disinvoltura dai “padroni” e ancora una volta ci va di mezzo una vittima piccola.
La bambina azzannata dal cane aveva tre anni ed era di Pordenone.
E’ morta la piccola, presa alla gola dal cane con il quale probabilmente credeva di poter giocare.
La bimba, con la cuginetta, portava da mangiare al pastore belga dello zio: Cloe, pastore belga dal pelo nero.
In uno di quei momenti che neanche gli psicologi degli animali sanno spiegare, il cane, anzichè essere socievole con la bambina, l’ha vista forse come un nemico e quando la piccola Astrid si è avvicinata con la ciotola del cibo l’animale è scattato travolgendo quell’esile corpicino che si muoveva lentamente con la precarietà tipica dei bambini di tre anni e l’ha azzannata alla gola, il punto più vitale del nemico da colpire per l’istinto animale.
La piccola Astrid ha gridato fintanto che ha potuto e la scena che si è parata davanti agli adulti che sono accorsi è stata raccapricciante. La mamma, che si trovava in casa, ha tentato un disperato intervento per frenare l’emorragia mentre lo zio trascinava il pastore belga fino a rinchiuderlo nella sua gabbia. Pianti, urla, disperazione finchè compare il dottore dell’ambulanza. Poi la corsa disperata all’ospedale di Pordenone dove però i medici hanno potuto solo constatare la morte di Astrid, fino a pochi minuti prima bambina felice di tre anni che amava correre e giocare nel giardino della zia.

Luogo della tragedia quel giardino della zia che si trova a San Martino al Tagliamento, venti chilometri da Pordenone. Sul cancello un avvertimento che suona quasi beffardo per la tragedia che sconvolto la villetta: «cani da guardia addestrati, non avvicinarsi e non entrare».
In quel giardino Astrid giocava con la cuginetta più grande, otto anni. In quel giardino c’erano anche i due cani, Cloe e una femmina di pastore tedesco, Niba, che fino a ieri non avevano dato preavviso di pericolosità particolari.
Poi, l’imponderabile. Il cane che attacca la bambina per motivi che non saprà mai nessuno e che non racconterà mai nessuno, visto che l’unica testimone alla tragedia è stata la cuginetta di otto anni che si trova ancora sotto choc per la scena spaventosa alla quale ha assistito.
Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri di Pordenone che hanno già raccolto le versioni di genitori e zii della piccola e, per quanto possibile, della cuginetta.
E mentre tornano alla mente le parole del Codacons che da tempo chiede un «patentino obbligatorio per i proprietari di cani potenzialmente pericolosi», si apprende che la Procura di Pordenone ha aperto un’inchiesta sul fatto, per il momento senza indagati.
Il cane che ha azzannato alla gola la bambina, uccidendo la piccola Astrid, è stata posto sotto sequestro giudiziario e portata in un canile.
Le indagini dovranno ora stabilire se vi sono eventuali responsabilità nella sua mancata custodia. Doveva il pastore belga essere libero nel giardino dove stavano giocando le due bambine? Lo dirà un magistrato ora.


Mario Nascimbeni

26/05/2015

Riproduzione vietata

(foto: repertorio)


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Una persona ha commentato

  1. Tragedia in tutti i sensi.
    Tragedia per la bimba e i suoi genitori. Terribile tragedia.
    Tragedia per il cane, che ha vissuto l’aggressione, che vivrà la separazione dal proprietario, l’ingresso in canile e il nuovo affido.
    Tragedia per il proprietario, che si separa da un cane.

    Tragedia da ogni punto di vista. In questo non voglio salire sullo scranno del giudice e non voglio attribuire nessuna responsabilità.
    Mi dispiace per quello che è successo.
    Ritengo che fatti come questo debbano far capire a tutti l’importanza di una corretta socializzazione ed educazione cinofila, sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza di farsi seguire sempre seguire da esperti che non utilizzino col cane metodi violenti o coercizione.

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