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Beppe Grillo 'esce' dal Movimento 5 Stelle, via il nome dal simbolo

Beppe Grillo ‘esce’ dal Movimento 5 Stelle. Una scelta di coerenza, di serietà, che però scatena un piccolo terremoto con il post di metà mattina.
Beppe Grillo annuncia la sua scelta di togliere ogni riferimento alla sua persona dal logo dei Cinque Stelle, lanciando contemporaneamente un voto online sul blog per tracciare il nuovo simbolo. Si tratta di un momento storico del Movimento e della politica del Paese, una tappa di un percorso iniziato oltre un anno fa con la creazione del direttorio.

Lo aveva annunciato e alla fine ha mantenuto la promessa. Beppe Grillo fa un passo indietro dalla sua creatura politica e toglie il suo nome dal simbolo del Movimento per consentirgli di camminare da adulto sulle proprie gambe.

“Ci ho messo la faccia, il nome e anche il cuore, ma oggi che il Movimento 5 Stelle è diventato adulto e si appresta a governare l’Italia credo che sia corretto non associarlo più a un nome, ma a tutte le persone che ne fanno parte. Per questo voglio cambiare il simbolo eliminando il mio nome” proclama sul suo blog annunciando l’avvio di un sondaggio tra gli iscritti per decidere se sostituire il suo nome sul simbolo con quello della pagina web del movimento oppure se lasciarlo in bianco.

E la base, a malincuore vota. In oltre 30 mila, su 40 mila votanti, decidono di mettere al posto del suo nome l’indirizzo http del Movimento. L’alternativa era non mettere nulla.
Il nome di Grillo resta invece sul blog: beppegrillo.it rimane la ‘porta’ di accesso al pubblico sul mondo del Movimento.

Intanto, però, quello che doveva essere il passaggio simbolico della crescita del M5s da creatura nelle mani dell’ex comico ad un moderno movimento nelle mani dei cittadini si trasforma in una riconferma del ruolo imprescindibile del leader. Deputati e senatori plaudono al grande gesto. “Grazie Beppe. Sei l’uomo più generoso che conosca” confessa Luigi Di Maio. “E questo colloca Beppe Grillo tra gli uomini più grandi della storia d’Italia” commenta la senatrice Elena Fattori. “Lascia il movimento ai cittadini, diventando egli stesso cittadino… ovviamente speciale. Cade il nome, non cade Grillo, non cade il progetto e non cade un sogno” afferma la collega Serenella Fucksia che paragona il gesto di Grillo al “compito di ogni buon padre”.

Anche la base è addolorata. “Hai creato un miracoloso Movimento di società civile che in pochi anni è riuscito a dar voce alla parte sana ed onesta del nostro paese. Oh capitano mio capitano…” gli scrive un attivista sul blog prendendo a prestito il verso della poesia di Whitman resa celebre da Robin Williams.

“Ho votato perché mi viene chiesto. Resta il fatto che non avrei voluto” protesta un altro. Qualcuno esagera: “Ho bisogno che il garante Beppe Grillo ci metta la faccia. E’ come evangelizzare la Bibbia mettendo da parte la parola di Gesù, non ha senso!”.

Alla fine ci pensa Roberto Fico a mettere un freno alle preoccupazioni e dare la carica: “Beppe Grillo resterà il garante del M5S. Da oggi tutti coloro che partecipano a questo incredibile progetto, eletti e non, hanno una responsabilità in più”.

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