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mercoledì 20 Ottobre 2021

Banda manda in ospedale ragazzino per rapina: il “boss” ha 15 anni

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Si parla dell’aggressione di Mirano. Della violenta aggressione di Mirano.
In quattro (i due più vecchi 16 anni, gli altri 15) hanno aggredito in pieno giorno un coetaneo.
Lo hanno picchiato a sangue con calci e pugni fino a farlo finire in ospedale.
Bottino della rapina? Gli occhiali da sole e il cappello che il ragazzino indossava.
Il ragazzo, di Santa Maria di Sala, è stato aggredito nel centro di Mirano mentre percorreva con due amici via Gramsci.
Il terzetto di amici ha la sfortuna di incrociare una banda di una ventina di teppisti, mai vista prima, che subito li prende di mira.
I tre accelerano il passo temendo quanto poi successo, ma un piccolo gruppo di balordi si stacca dai 20 e comincia a seguirli.
In pochi attimi inizia l’aggressione al malcapitato mentre i suoi due amici vengono spinti via.

Quando i carabinieri arrivano sul posto la baby gang se l’è già battuta a gambe. Un ambulanza carica il ragazzino per portarlo in ospedale.
I militari cominciano subito le indagini e proprio i “trofei”, il cappello e gli occhiali a sole, rubati alla vittima assumono un’importanza cruciale.
La delicatezza delle indagini che coinvolgono minorenni non ha ostacolato il paziente lavoro di ricostruzione dei fatti che ha occupato per giorni gli investigatori.
I carabinieri si sono mossi nell’ambito dei gruppi di giovani di estrazione sociale diversa, divisi tra gioventù locale e “da fuori” ovvero da Mestre, per cercare di ottenere quante più informazioni possibile.
Dopo lunghe ore di colloqui e intreccio di informazioni nella tarda serata di ieri c’era finalmente luce nella vicenda.
I quattro aggressori sono stati quindi identificati e messi alle strette.

Alla fine, verranno denunciati in stato di libertà per concorso in lesioni personali e per uno dei più giovani, ma considerato il “boss”, anche di rapina.
Il quartetto violento? Due di 16 anni e due di 15.
Redazione – 29/09/21

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Incredibile rapina da parte di baby gang a Padova: il più piccolo della banda ha 11 anni.
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Ai carabinieri è toccata l’incredibile scoperta: nella ‘banda’ anche un 11enne
Si tratta di una notizia confermata per quanto incredibile: c’era perfino un bambino di 11 anni nella baby-gang – nel vero senso del termine – che ha rapinato sabato scorso in un parco pubblico a Padova due ragazzi dodicenni.
Le vittime sono state costrette a consegnare ai piccoli ‘malviventi’ i 50 euro che avevano.

>> vedi anche: Festino con droga, poi rapina a pugni in faccia e scariche di taser: baby gang in azione a Sant’Elena

I carabinieri della stazione di Vigodarzere (Padova), dopo la denuncia, hanno in breve individuato e denunciato i responsabili.
Si tratta tre minorenni, due di 14 anni e uno di 11.
Il terzetto è stato denunciato per rapina.
Incredibile anche il modus operandi della piccola banda: prima hanno teso un agguato ai due loro coetanei ai giardini pubblici.
Poi, sotto pressioni e minacce, anche brandendo un coltellino multiuso, alle due vittime è stato intimato di consegnare 50 euro.
I due ragazzini hanno raccontato a casa quanto accaduto e in seguito è scattata la denuncia.
I tre responsabili sono stati segnalati al tribunale dei minori.
Il più piccolo non è nemmeno imputabile data la giovanissima età.
Redazione – 19/07/21

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Baby gang in azione a Scorzè: minacciato giovane e rubate scarpe lasciandolo a piedi nudi per strada
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Baby gang: minori minacciano un giovane fermato per strada e gli rubano le scarpe, lasciandolo scalzo e lontano da casa.
Un fenomeno di allarme sociale, quello delle baby gang, che torna a farsi sentire nel territorio veneziano.
Questa volta non si tratta di giovanissimi che picchiano le persone per strada ma di baby rapinatori.
E’ questa “categoria” che ha derubato delle scarpe nuove un coetaneo per strada.

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Un colpo sull’impronta di quelli che avvenivano a Milano, dove gruppetti di giovani e giovanissimi derubavano altri ragazzi di felpe, cellulari e scarpe, per l’appunto.
I fatti.
La rapina avviene a Scorzè, in provincia di Venezia, a fine febbraio 2021. Due minori di 16 anni fermano un loro coetaneo.
Anche quest’ultimo ha 16 anni, è residente a Zero Branco, in provincia di Treviso, e ai piedi indossa delle scarpe Nike appena acquistate e visibilmente nuove, del valore di 200 euro.
Proprio a quelle sono interessati i due prepotenti che con le minacce e le intimidazioni riescono a terrorizzare la vittima e farsele consegnare.
Il ragazzino di Zero Branco ha paura di essere ammazzato di botte, al punto da togliersi le Nike e consegnarle ai due, restando scalzo per strada, lontano da casa.
I due, ottenuto il bottino, scappano via subito.

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Dopo pochi giorni, ai primi giorni di marzo, la vittima della rapina sporge denuncia per l’accaduto e i carabinieri di Zero Branco iniziano ad indagare sulla vicenda, riuscendo a risalire ad uno dei due sedicenni che ha commesso il crimine, a quello che materialmente ha preso in consegna le Nike per poi scappare a bordo di un autobus a Mestre.
Si tratta di uno studente sedicenne mestrino, di origine marocchina, che non avendo ancora la macchina e la patente vista la giovane età, è rientrato a casa, dopo il colpo, a bordo del mezzo pubblico.
I carabinieri di Zero Branco riescono a risalire al domicilio del sedicenne di Mestre che alla fine confessa l’accaduto.
Le Nike però non sono più in suo possesso, lo studente racconta ai militari di averle cedute ad un amico che vive a Favaro Veneto, in cambio di un altro paio di scarpe.
A questo punto i militari raggiungono l’abitazione del secondo giovane, uno studente di 16 anni kosovaro residente a Favaro, e lì trovano le Nike rubate.
Entrambi gli studenti hanno precedenti penali e vengono denunciati a piede libero al Tribunale dei Minori: quello di Mestre dovrà rispondere della rapina e quello di Favaro di ricettazione.
Le scarpe Nike sono state restituite dai carabinieri al legittimo proprietario.
Redazione – 06/04/21

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