L’incontro dei locatari turistici: “Lo spopolamento di Venezia? Colpa di chi muore”. La rabbia di Gasparinetti

ultimo aggiornamento: 13/11/2019 ore 01:52

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Italia Nostra, Sos a Unesco, Venezia muore

Si è tenuto ieri l’incontro pubblico dell’Abbav (l’associazione per l’Apertura e Gestione di B&B ed Appartamenti) provocatoriamente chiamato #ancaminovadovia (in risposta alla manifestazione #minovadovia che aveva fatto scendere in piazza circa 2.000 veneziani che reclamavano il diritto di abitare in città).

Un centinaio di persone hanno così rivendicato che la proprietà è privata quindi può essere gestita come si vuole. Perché no con affitti brevi e locazioni turistiche a Venezia? D’altra parte chi ha investito in questo settore ora si aspetta il reddito che ne deriva, con il quale magari, deve mantenere la famiglia.

Presente al manifesto delle locazioni turistiche di Venezia, l’assessore al Turismo, Paola Mar. “Sono qui – ha dichiarato l’assessore – per trovare un punto di equilibrio ascoltando le vostre proposte. Mi sono spesa in prima persona per la tutela della qualità del settore, e per questo motivo il 14 luglio scorso ho discusso personalmente con l’assessore regionale Caner, giungendo al regolamento sulle fosse settiche ‘di attività turistico ricettive adibite a B&B e di unità ammobiliate ad uso turistico non classificate svolte in forma non imprenditoriale’. Quest’ultimo non può certo mettere in difficoltà chi lavora e lavorerà bene”.

Parole che hanno rassicurato la platea composta da locatari di appartamenti turistici e affittacamere, dato che proprio lo spauracchio della regolamentazione sulle fosse settiche era stata la molla che li aveva fatti venire allo scoperto ‘scendendo in piazza’.

D’altronde, secondo l’opinione degli imprenditori turistici, la colpa dello spopolamento di Venezia va ricercato su altri fronti. Come quello dei decessi, ad esempio.

“Tutta colpa di chi muore?”, “È il decesso dei residenti la colpa dell’esodo (verso San Michele?)…?”
L’affermazione fatta durante l’incontro è duramente contestata da Marco Gasparinetti, fondatore del Gruppo25Aprile Venezia, del comitato “Venezia mia futuro” e di altre iniziative a favore di veneziani e residenzialità.

“Tralasciando l’abuso della parola d’ordine “MiNoVadoVia” che è marchio registrato della nostra pagina Twitter, come Gruppo25aprile riteniamo necessario ristabilire la verità dei fatti, quali risultano da un monumentale accesso agli atti dell’anagrafe comunale che copre 12 anni”.

“L’analisi di tali dati, dimostra come il saldo migratorio abbia inciso mediamente per il 30% sul saldo negativo complessivo, con l’aggravante che a non trovare casa a Venezia sono le giovani coppie in età da figli, ossia la generazione che potrebbe invertire il saldo “naturale” fra nati e morti – a meno che qualcuno non voglia trasferire agli oltraottantenni il duplice obbligo “non morire” e “moltiplicatevi”. Di conseguenza, il saldo migratorio incide a sua volta sul saldo cosiddetto ‘naturale’ “.

“Il nostro impegno è invertire le cause di questo esodo, che sicuramente sono molteplici e comprendono la mancanza di occasioni di lavoro non collegate alla monocultura turistica – e non solo la mancanza di case. Chi si limita a negarlo con affermazioni come quella di cui sopra, invece, sta solo perseverando nel tentativo di manipolare la stampa e l’opinione pubblica”.

“I dati in nostro possesso sono frutto di un accesso agli atti dell’anagrafe comunale elaborata da ricercatori indipendenti (Margherita Belgioioso) contrariamente alle curiose congetture dei “tecnici” ABBAV, che con l’affermazione di cui sopra hanno perso ogni credibilità” conclude Gasparinetti.

Ma un’inversione di tendenza della situazione deve essere cercata e Gasparinetti lo sa bene. “A Venezia manca la visione di insieme, manca un progetto di ampio respiro. In assenza di un progetto complessivo (che sarebbe compito della politica intesa come Polis) ognuno continua a difendere i propri interessi corporativi organizzandosi in lobby. Come Abbav, che è contro Ava (Associazione albergatori veneziani) e il resto del mondo. Di questo passo si arriverà al naufragio e poi al cannibalismo come in tutti i naufragi da film (dell’orrore)”.

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