Separazione Venezia Mestre provoca crisi nella maggioranza di Brugnaro

A Venezia un nuovo grande albergo. “Alla faccia del blocco tanto sbandierato…”, dicono i primi commenti, ma la realtà è che non paiono infrante regole delle attuali normative.

Vero è, allo stesso tempo, che l’annuncio di chiusura alla possibilità di cambi di destinazione d’uso degli edifici veneziani (comunemente conosciuto come: stop a nuovi alberghi) sembra andare in direzione opposta agli interessi stessi di Comune e Regione sempre più attive nel monetizzare proprietà proprie (scusate il gioco di parole). Proprietà che vengono cedute a facoltosi imprenditori per la trasformazione in strutture ricettive, come dimostrano i recenti casi della scuola ex Poerio, sede dei vigili in Piazzale Roma, per il Comune, e di vari palazzi tra cui Palazzo Balbi per la Regione.

Siamo quindi all’alba di una nuova attività alberghiera in città: questa volta il Consiglio comunale ha dato il via libera al cambio d’uso dell’edificio delle suore di San Giuseppe a Cannaregio.

Nelle pieghe del provvedimento l’iter autorizzativo.

“Il Consiglio comunale ha approvato un intervento edilizio di ristrutturazione e cambio d’uso ad attività ricettivo-alberghiera di 2 porzioni di unità edilizie di un immobile del sestiere di Cannaregio a Venezia. L’intervento interessa una superficie lorda commerciale totale di 231,66 metri quadrati che si suddivide in una parte di 75,38 metri quadri e un’altra di 156,28. Il permesso di costruire in deroga, ai sensi dell’articolo 14 del DPR 380/01 “Testo Unico Edilizia”, è stato approvato con il voto favorevole di 19 consiglieri a fronte di 10 contrari”.

“Con il pronunciamento dell’assemblea si conclude l’iter dell’istanza presentata al Comune il 19 aprile 2017, quindi in precedenza alla delibera numero 25 del 15 giugno 2017 approvata dal Consiglio stesso che istituisce il blocco del cambio automatico di destinazione d’uso, dando facoltà al parlamentino locale di concederlo o meno. Nello specifico, la richiesta approvata oggi interessa le due porzioni laterali di un immobile per cui già i proprietari avevano ottenuto l’ok al cambio di destinazione d’uso a turistico-ricettivo per la sua area centrale nel marzo 2017. Con quel nulla osta venne autorizzata la realizzazione di 17 camere, cui ora se ne aggiungeranno ulteriori 6, oltre a servizi igienici e spogliatoi per il personale”.

“L’operazione, che ha già ottenuto l’ok della Soprintendenza ai beni culturali, comporterà, a fronte del cambio di destinazione d’uso, il pagamento a favore del Comune di un contributo straordinario di 114mila euro da parte dei promotori, come “bilanciamento tra interessi pubblici e convenienza del privato”. I proponenti dovranno pagare a Ca’ Farsetti anche 8mila euro come oneri di urbanizzazione e contributo di costruzione”.

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