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Alla cortese attenzione della Redazione,
Scrivo la presente per segnalare una vicenda di grave rilevanza sociale ed economica che sta coinvolgendo numerose famiglie nell’ambito dell’istruzione parentale (homeschooling) e degli asili parentali nella provincia di Venezia.
Vi chiedo formalmente la pubblicazione dei fatti garantendomi il totale anonimato al solo fine di tutelare la privacy e la serenità dei miei figli minori.
I FATTI
A metà agosto 2026, un gruppo numeroso di genitori si è visto costretto a presentare una formale e dettagliata querela presso gli uffici del 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Venezia nei confronti di una donna che gestiva una struttura di supporto all’infanzia e all’istruzione parentale in terraferma.
La persona in questione attirava le famiglie attraverso annunci social molto curati, proponendo servizi di consulenza online, asili parentali, piattaforme studio e tutoraggi privati, presentandoli come soluzioni ideali anche per ragazzi affetti da fobie scolastiche.
IL DANNO ECONOMICO E L’ASSENZA DI TRASPARENZA
Secondo quanto denunciato ufficialmente alle autorità, la gestione ha mostrato nel tempo gravi anomalie amministrative ed economiche. Dopo un iniziale periodo con pagamenti tracciabili, la titolare ha iniziato a pretendere dalle famiglie rette esclusivamente in contanti. Successivamente, ha richiesto e incassato cospicui anticipi di denaro in contanti per coprire le rette di molti mesi futuri (in alcuni casi fino a 4000 euro a famiglia per un totale di circa 30000 euro solo di quelli a nostra conoscenza).
Pochi giorni dopo aver incassato tali somme, la gestione ha interrotto improvvisamente ogni servizio dall’oggi al domani, comunicando la cessazione immediata delle attività ai genitori tramite un semplice messaggio di testo, adducendo improvvisi motivi personali. Da quel momento, la persona è sparita trattenendo tutti i risparmi versati in anticipo dalle famiglie, senza restituire un solo euro.
A seguito della chiusura, le verifiche avviate dai genitori hanno portato alla luce ulteriori e gravissimi elementi di opacità riguardanti la sicurezza della struttura, la contrattualizzazione del personale (impiegato come “volontario” ma operante come dipendente) e la reale provenienza dei pasti somministrati ai bambini.
L’APPELLO AI MEDIA
La segnalazione si rende oggi urgente poiché la persona in questione ha ricominciato a muoversi attivamente all’interno dei gruppi social dedicati all’istruzione parentale per intercettare nuove famiglie. Ha adottato una strategia precisa: bloccare preventivamente sui social tutti i vecchi genitori truffati, agendo così nell’ombra per non permettere a chi ha già denunciato di mettere in guardia i nuovi utenti.
Tutti i documenti, le ricevute dei pagamenti in contanti e la copia del verbale di ricezione della querela presentata alla Guardia di Finanza sono in nostro possesso e già al vaglio della magistratura.
lettera firmata
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