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Teatro Fondamente Nuove addio. Un’altra sconfitta di Venezia

Nuova inquietante chiusura: il Teatro Fondamente Nuove. Davvero una costrizione di cui la città non può dirsi fiera, dal momento che è a causa delle istituzioni, del Comune, che il Teatro Fondamente Nuove sta calando il sipario. A fine mese l’Associazione Vortice concluderà l’attività iniziata nel 2003. L’annuncio desolato del direttore del Teatro Enrico Bettinello […]

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Teatro Fondamente Nuove addio. Un'altra sconfitta di Venezia

Nuova inquietante chiusura: il Teatro Fondamente Nuove. Davvero una costrizione di cui la città non può dirsi fiera, dal momento che è a causa delle istituzioni, del Comune, che il Teatro Fondamente Nuove sta calando il sipario.

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A fine mese l’Associazione Vortice concluderà l’attività iniziata nel 2003. L’annuncio desolato del direttore del Teatro Enrico Bettinello si somma alla chiusura di altri teatri che sono usciti di scena nell’indifferenza generale, come se la città non avesse bisogno di vivere momenti artistici di valore importante e significativo per la sua stessa esistenza.

Perché l’Amministrazione comunale ha permesso che il Teatro La Murata a Mestre, con il Teatro al Parco della Bissuola, il Momo, l’Aurora di Marghera spegnessero le luci e chiudessero le porte, perché non è intervenuta?

L’Assessore al Bilancio Michele Zuin spiega il noto motivo “Non ci sono finanziamenti, dobbiamo fare delle scelte e valutare le priorità”.

Si apre a questo punto un vero e proprio interrogativo che riguarda la qualità della cultura in questa città. Interessa ai cittadini che un teatro come Fondamente Nuove, fucina di esperienza e sperimentazione artistica offerta al “pubblico” da artisti di gran pregio, da Compagnie e artisti rinomati ( da Babilonia Teatri Carolyn Carlson…), debbano rinunciare a svolgere il proprio lavoro? Che molti giovani artisti, autori, portatori di esperienze, idee, trasformazioni artistiche siano penalizzati sul nascere?

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Nel 2013 il Comune aveva riservato a Fondamente Nuove, 90 mila euro l’anno e successivamente sono diminuiti, fino ad essere azzerati per l’anno in corso.
L’assessore Zuin si rammarica e la situazione non cambia. Tuttavia la politica culturale della città, come sostiene lo stesso direttore del Teatro Stabile del Veneto Massimo Ongarato, va interpretata strategicamente, non basta l’attenzione sul Teatro Goldoni, La Fenice, esistono risorse che non vanno penalizzate, gli artisti non vanno mortificati e forse sarebbe utile un ragionamento proprio sulla Cultura in generale, che va ripensata, rifinanziata, basti ricordare l’appello della Fondazione Querini Stampalia rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la sua recente visita in città.

Il Consigliere comunale Nicola Pellicani (Lista Casson), scriverà un’interrogazione rivolta a Sindaco e Giunta, affinché la Cultura venga affrontata e ripensata nelle sue espressioni più vere e nella sua capacità di rispettare tutti i soggetti che la rappresentano e sappia interpretare e dar risposta ai bisogni della città.

Andreina Corso | 16/05/2016 | (Photo d’archive) | [cod teatrove]

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