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Violenze sulla compagna a Venezia, arrestato 52enne: le ha stretto una cintura al collo nell’ultima lite

Custodia cautelare per un veneziano di 52 anni accusato di ripetuti maltrattamenti sulla compagna. L'ultimo episodio dopo una lite in un

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Una drammatica escalation di violenze domestiche si è conclusa con l’arresto di un uomo di 52 anni a Venezia, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della compagna. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato eseguito dai Carabinieri di Venezia in collaborazione con il Nucleo Natanti, su disposizione della Procura della Repubblica.

L’indagine ha rivelato un quadro inquietante di abusi sistematici perpetrati tra luglio 2024 e febbraio 2026, periodo durante il quale le forze dell’ordine sono dovute intervenire ripetutamente presso l’abitazione della coppia. Le vessazioni, sia fisiche che psicologiche, erano diventate una costante nella vita della vittima, sottoposta a continui atteggiamenti aggressivi e minacciosi.

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Scopri come fare

Il culmine della violenza si è raggiunto pochi giorni fa, quando quello che doveva essere un tranquillo aperitivo con amici in un bar veneziano si è trasformato in un nuovo episodio di brutalità. Una discussione apparentemente banale è degenerata al rientro nell’abitazione, dove l’uomo ha scatenato la sua furia contro la compagna con una serie di aggressioni fisiche.

La violenza è culminata in un tentativo di strangolamento: l’indagato ha stretto una cintura attorno al collo della donna, desistendo solo all’ultimo momento. Non pago, ha continuato a infierire sulla vittima con calci mentre giaceva a terra. Solo la prontezza della donna nel chiamare i soccorsi ha evitato conseguenze potenzialmente più gravi.

Il personale medico, intervenuto insieme alle forze dell’ordine, ha prestato le prime cure alla vittima trasportandola in ospedale. La documentazione delle lesioni e la ricostruzione della storia di abusi hanno fornito alla Procura gli elementi necessari per procedere con il provvedimento restrittivo.

La decisione dell’autorità giudiziaria di disporre la custodia cautelare in carcere è stata motivata non solo dalla gravità dell’ultimo episodio ma anche dal pattern di comportamenti violenti emerso durante le indagini. Le testimonianze raccolte hanno evidenziato come le aggressioni fossero diventate sistematiche, caratterizzate da pugni, schiaffi e violenze psicologiche che hanno creato un clima di costante terrore.

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Questo caso si inserisce nel più ampio contesto della lotta alla violenza domestica, fenomeno che continua a rappresentare una piaga sociale nonostante le numerose iniziative di contrasto e prevenzione. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha permesso di interrompere una spirale di violenza che rischiava di avere conseguenze ancora più drammatiche.

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Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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