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Gruppo Insieme: “Non si può ‘andar a mojo coi pie’: vogliamo confronto su moto ondoso a Venezia”

Con l’approvazione dell’articolo di legge che, finalmente, prevede delle regole specifiche per il controllo della velocità nella Laguna di Venezia l’introduzione e la conseguente attivazione del Sistema Sanzionatorio (Si.Sa) e la convocazione del secondo appuntamento degli Stati generali sulla mobilità acquea e moto ondoso, il Gruppo Insieme coglie positivamente l’impegno dell’amministrazione e auspica un’accelerazione nel […]

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Con l’approvazione dell’articolo di legge che, finalmente, prevede delle regole specifiche per il controllo della velocità nella Laguna di Venezia l’introduzione e la conseguente attivazione del Sistema Sanzionatorio (Si.Sa) e la convocazione del secondo appuntamento degli Stati generali sulla mobilità acquea e moto ondoso, il Gruppo Insieme coglie positivamente l’impegno dell’amministrazione e auspica un’accelerazione nel cambio di passo nel governo di una situazione da decenni sfuggita di mano che dovrà riguardare questa e tutte le amministrazioni che si susseguiranno alla guida di questo territorio.

È chiaro però che lo sforzo per venire a capo a una situazione caotica, dannosa e pericolosa nei rii e nella laguna non deve venire solo da chi ha il dovere di amministrare la città e far rispettare le regole ma anche dalle categorie professionali e diportistiche che fruiscono delle possibilità di sviluppo economico e svago che questa città e la sua laguna offrono.

Innumerevoli e incessanti sono stati gli appelli per sensibilizzare al rispetto delle regole da parte delle nostre associazioni: cortei, manifestazioni, denunce, interviste e incontri e tavole.

Ciò nonostante, continua a oggi lo stillicidio di infrazioni e incidenti che rendono da un lato pericolosa la pratica della voga e vela e del piccolo diportismo a motore, dall’altro è sempre più oneroso per tutta la collettività e per i privati il porre rimedio ai danni alle fondazioni e rive che causa il martellare incessante dell’onda.

Le 42 associazioni che aderiscono al Gruppo Insieme rappresentano più di 5000 associati, vedono nella città e nella sua laguna un inestimabile patrimonio da proteggere e rispettare e non tollerano più l’uso distruttivo che ne viene fatto.

Non è più accettabile assistere a migliaia di imbarcazioni che sfrecciano quotidianamente oltre i limiti consentiti, senza essere sanzionate.

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Non è normale vedere rii intasati da barche fuori scala che manovrano in spazi angusti, danneggiando rive e fondazioni, con motorizzazioni che da decenni non sono più consentite nei centri urbani di qualsiasi città e i cui fumi ammorbano la città.

Non è tollerabile ammalarsi a causa dei miasmi che provengono da centinaia di imbarcazioni che stazionano in Riva degli Schiavoni e vedere ridursi in polvere le pietre della città a causa della solfatazione prodotta da inadeguati sistemi di propulsione.

Non è normale ‘andar a mojo coi pie o, peggio, scivolare e ‘farse mal’ transitando lungo le rive della Giudecca e delle Zattere ricoperte di alghe scivolose.

Le associazioni che vivono quotidianamente la città e la laguna non hanno un approccio ostile e divisivo. Siamo sempre disponibili al confronto e a collaborare con l’amministrazione, le forze dell’ordine e le categorie per rendere Venezia più moderna senza stravolgerne l’anima, senza distruggerla o snaturarla.

Ma deve essere chiaro che siamo arrivati a un punto di non ritorno.

Per questo noi oggi chiediamo che vengano prese in considerazione e messe in atto le seguenti azioni:

Controlli della velocità

– Attivare entro il 30 maggio il controllo delle velocità attraverso il Si.Sa. Il sistema di controllo dovrà vigilare e all’occorrenza sanzionare operando con tutte le 56 telecamere contemporaneamente su tutte le tratte attualmente coperte (perimetro della città e principali canali di attraversamento) e non selezionando all’uopo singole tratte.


– Predisporre un piano di controlli della velocità nelle aree più trafficate e non coperte dal sistema Si.Sa., integrando altri sistemi di controllo da remoto e in presenza in funzione dissuasiva. Molti degli incidenti degli ultimi anni sono avvenuti in zone che non saranno coperte da Si.Sa.


– Divulgare con frequenza quindicinale il rapporto sulle attività di controllo effettuate. Vogliamo sapere il numero di infrazioni rilevate e le sanzioni comminate.


Sicurezza della navigazione: adeguamenti normativi, segnaletica, controlli e studi

Il Si.Sa non è sufficiente. Chiediamo l’integrazione dei sistemi di controllo AIS e GPS per coprire l’intera superficie della Laguna e inoltre:

  • l’emanazione di norme e regolamenti per definire per ogni tipologia di canale o area della Laguna e tipologie di imbarcazioni autorizzate a transitare in modo da tenere sotto controllo l’altezza delle onde prodotte. Molte imbarcazioni introdotte in laguna hanno carene tali che, pur navigando entro i limiti, generano onde pericolose. Inoltre è certificata la tendenza a un importante aumento del medio mare negli ultimi 30 anni e negli anni venire è prevista un’accelerazione.
  • Chiediamo quindi che:
  • vengano aggiornate le misurazioni delle altezze d’onda prodotte dalle tipologie delle barche attualmente in uso nella Laguna di Venezia.

vengano definite le altezze massime delle onde che possono essere prodotte al fine della salvaguardia delle sponde e della sicurezza nella navigazione

vengano regolamentare la velocità massima da rispettare al fine della salvaguardia delle sponde e della sicurezza della navigazione per ogni tipologia di imbarcazione

la creazione di un Pubblico Registro delle imbarcazioni, con inserite tutte le informazioni del veicolo nautico che ne identifichino le caratteristiche nautiche ed emissive

di rinforzare tutta la segnaletica richiamando costantemente alla sicurezza

di attivare una campagna di sensibilizzazione e controlli mirata sulla conduzione di imbarcazioni sotto effetto di alcool o sostanze

La Realizzazione di un piano del traffico ‘premiante’ che favorisca le imbarcazioni a minor impatto e penalizzi le imbarcazioni maggiormente impattanti, in termini di onda, dimensioni e motorizzazione. E’ perciò necessario andare nel senso di una programmazione e razionalizzazione del traffico acqueo per le persone e per le merci, definendo punti di accesso e indici di affollamento nei canali interni. Non è più possibile un transito contemporaneo di un numero indefinito di imbarcazioni.

A questo proposito è urgente la realizzazione di un sistema strutturato di interscambio merci collegato alla rete stradale, navale e ferroviaria ed è fondamentale la realizzazione di un piano della mobilità sostenibile di accesso alla città che favorisca, come ovunque nel mondo, la mobilità collettiva

Istituzione delle domeniche ecologiche anche a Venezia. 

Come avviene in altre parti del Comune, anche a Venezia è fondamentale promuovere la cultura della mobilità sostenibile con azioni concrete e tangibili. Chiediamo l’istituzione di un tavolo comune con tutti gli attori che progettare questo tipo di intervento.

  • Associazione Canottieri Giudecca
  • Associazione Vela al Terzo
  • Gruppo Sportivo Voga Veneta Mestre
  • Reale Società Canottieri Bucintoro
  • Reale Società Canottieri Francesco Querini
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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Che meraviglia vedere tante associazioni così impegnate nella tutela della laguna! La passione per la voga e la vela è nobile, un simbolo di rispetto per l’ambiente… almeno fino a quando non si toglie la maglia da ecologista e si corre via a tutto motore. Sarebbe curioso sapere quanti tra i soci di queste stimatissime realtà riescono a resistere alla tentazione di una bella scappata in barca a motore, magari proprio mentre riflettono sulle onde che loro stessi contribuiscono a creare.

    La mobilità sostenibile è sacrosanta, certo, ma chissà se qualcuno riesce davvero a rinunciare al rombo di un bel motore fuori bordo. Perché, diciamocelo, Venezia è bellissima a remi… finché non si ha fretta!

  2. Toh ma guarda , quando 25 anni fa io ed altre persone dicevamo le stesse cose e promuovevamo le stesse cose ci ridevano in faccia …..
    Se non ricordo male alcuni decenni fa
    Il limite per i motori era di 25 hp in laguna perché, sempre se non ricordo male , vi erano i depositi di petrolio.

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