Zecchi: “Venezia Capitale d’Europa deve avere un grande terminal internazionale. Sinergia Porto e Aeroporto”

ultimo aggiornamento: 04/09/2020 ore 22:37

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(Riceviamo e pubblichiamo).

Trasporti e Turismo, Zecchi: “Va garantito un servizio dignitoso ai cittadini. Necessario sistema di prenotazione per gli arrivi e una carta servizi”

“Venezia Capitale d’Europa deve avere un grande terminal internazionale in una visione organica e sinergica tra Porto e Aeroporto”.


E’ la proposta del professor Stefano Zecchi per uscire dalla crisi commerciale e dalla scadente qualità turistica di Venezia, vissuta ormai da decenni, oltremodo peggiorata in questo periodo di emergenza sanitaria.

“Porto e Aeroporto non possono più essere gestiti in modo separato, quasi ignorandosi – prosegue il professore – Venezia deve diventare competitiva e attrattiva a livello internazionale, e questa è l’occasione migliore per farlo, dato il momento di stasi che richiede valutazioni complessive per un nuovo rilancio. L’aeroporto Marco Polo deve assolutamente realizzare la seconda pista, da troppo tempo ferma per inutili discussioni. Solo una miopia progettuale non consente di pensare anche a un possibile sviluppo di una terza pista, in modo da poter reggere un maggiore traffico di arrivi e partenze per i prossimi decenni. Nel contempo, però, si deve sviluppare, sul fronte della qualità urbana, delle infrastrutture e della ricettività, l’area del Quadrante di Tessera: oggi la zona fuori dell’aeroporto è penosa, siamo nel Comune di Venezia, la città che deve diventare capitale d’Europa, mentre sembra una squallida e abbandonata periferia, neppure di una metropoli. Ovvio ripensare in questo contesto anche alla riorganizzazione dei mezzi di trasporto da Venezia e all’aeroporto e viceversa”.

“Per il Porto invece, come sosteniamo nel programma e abbiamo spiegato alla presentazione – aggiunge Zecchi – bisogna puntare sull’offshore a Venezia, una soluzione che, compatibilmente con la fragilità lagunare, oltre a garantire gli attuali posti di lavoro diretti e indiretti, facilmente ne prevederà un significativo aumento. Un modello diverso per l’accoglienza della crocieristica che sia tecnologicamente avanzato: evidente e fondamentale la sinergia Porto-Aeroporto, due grandi hub per un unico grande polo d’accoglienza internazionale, dove attraverso una control room sia possibile gestire e raccogliere tutte le informazioni su arrivi e partenze”.


“Venezia capitale d’Europa – conclude il professore – deve oggi veder sviluppare Porto e Aeroporto in una visione organica, altrimenti sarà inevitabile la concorrenza e supremazia di Trieste. Il vantaggio sarà la ricaduta economica sul territorio oltre ad un miglioramento qualitativo dei servizi e finalmente una gestione razionale dei flussi degna di una città su cui sono rivolti gli occhi del mondo.”

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Una persona ha commentato

  1. Concorrenza per la supremazia….dell’inquinamento? Ma lasciamogliela a Trieste la supremazia!
    Forse qualcuno dimentica che Venezia è già per certi versi “capitale d’Europa”: ha tra i valori più alti di inquinamento da Biossido di azoto tanto da fa indagare la Procura id Venezia, ha i fosfogessi a poca distanza dall’aeroporto ( e magari sotto al Parco San Giuliano e mai bonificati…), la diossina e il cadmio nelle acque della Laguna, rumori sopra ai limiti a causa del traffico di natanti (Dati Arpav), ha un continuo superamento annuale dei giorni relativi alle polveri PM 10, (Panevin”) non si sa molto delle polveri PM 2,5 (ma nonostante ciò si autorizzano i falò di capodanno ed Epifania), il piano di risanamento dell’aria è praticamente inattuato (a cominciare dall’elettrificazione dei mezzi di terra in aeroporto), i taxi elettrici si vedono solo sulla Senna, e il Veneo è per il secondo anno la regione con più alta cementificazione (consumo di suolo)!! Peggio di così.
    E di cosa ci si preoccupa? Solo di perdere “tutto questo “ben di dio…” !
    L’unica cosa che ha “salvato ” un pò Venezia dal caos di turisti, inquinamento, moto ondoso, intasamento delle calli e dei mezzi pubblici, schiamazzi notturni ed arrampicate sui muri della case, bagni in Canal Grande, orinatoi nelle calli, è stato il ..Covid!
    Viste anche le vostre idee (che secondo me puntano solo agli interessi economici e non al benessere dei cittadini) e quelle prevalenti nei vari candidati, dobbiamo pensare che … sia un virus il “soggetto” che più si è “adoperato” per “salvare” la città?
    Non sentiamo parlare di case per chi vuole restare a Venezia o tornarci, di attività per creare lavoro alternativo a quello turistico, di posti di lavoro fissi e con stipendi a 5 stelle come gli alberghi, di incentivi per le nascite in città, di parcheggi a Piazzale Roma per i residenti, di riduzione del costo della vita (TARI, IMU, ecc.).
    Di che capitale d’Europa stiamo parlando? Di quella dello sfruttamento e del lavoro nero proprio nel settore turistico, dell’evasione fiscale, degli affitti irregolari, degli abusivi, del veto cinese spacciato per Murano, degli investimenti e riciclaggio del denaro delle mafie, dello spaccio di droga a Mestre, ella prostituzione cinese?
    Cominciamo dall’aeroporto? D’accordo: elettrificazione dei mezzi di terra, bollino sule emissioni dei velivoli, progressiva riduzione delle emissioni totali e bandire i velivoli più inquinanti, nessun sfruttamento del personale con cooperative, contratti precari e agenzie interinali e posti auto gratuiti per loro, nessuna ulteriore cementificazione ed espansione, centraline di monitoraggio dell’aria pubbliche permanenti negli abitati circostanti (compreso Villaggio Laguna) e con dati chiari e pubblici in tempo reale. Creiamo il primo aeroporto (e porto) “verdi” (“green”) per distinguerci!
    Così, in questi tempi, si batte la concorrenza… La coscienza ecologica ormai è diffusa e segno di preferenza, altro che “inutili discussioni”…
    Spero che qualcuno si concentri in questi concetti, sani, veri , concreti, e non sempre sui guadagni per i soliti noti.
    Prof. Fabio Mozzatto.
    Venezia.

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