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Zaia: “Riapriamo ma siamo davanti ad un bivio, siate responsabili”

"A ben guardare - ha sottolineato il governatore -, sono soltanto due gli scenari che abbiamo di fronte. Il primo è di accompagnare la società fino alla totale remissione del contagio, grazie al rispetto di poche semplici regole e alle vaccinazioni. Il secondo ha i contorni di un ritorno nell'abisso dell'epidemia".

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“Siamo su uno spartiacque: da domani si passa da un periodo di responsabilità collettiva con regole imposte dall’alto, a una responsabilità soggettiva, dove ciascuno di noi è chiamato a fare la propria parte con un forte appello alla propria coscienza”.
Lo scrive il presidente del Veneto Luca Zaia, in una lettera-appello ai cittadini veneti, alla vigilia del ritorno della regione e di buona parte del Paese in zona gialla.
“Esistono studi scientifici – aggiunge – che testimoniano con chiarezza che indossare la mascherina, evitare assembramenti, igienizzare le mani, sono misure che valgono quanto un lockdown, come quelli che nei mesi scorsi abbiamo vissuto”.
“Siamo chiamati dunque a una coabitazione intelligente e ragionata col virus, finalizzata a uscire definitivamente da questo incubo”.
“Domani – prosegue Zaia – sarà una giornata importante per il Veneto. Importante perché comincia un percorso (lo speriamo tutti) di graduale ritorno alla normalità. Importante perché, pur essendo il virus ancora fra noi (lo testimoniano 214 ricoverati in terapia intensiva con 1.345 ricoverati positivi nelle aree non critiche dei nostri ospedali), si avvia una fase di convivenza più stretta con il l’epidemia, a confronto con le restrizioni più forti che fino ad oggi hanno contrassegnato la nostra quotidianità”.

“A ben guardare – sottolinea il governatore -, sono soltanto due gli scenari che abbiamo di fronte. Il primo è di accompagnare la società fino alla totale remissione del contagio, grazie al rispetto di poche semplici regole e alle vaccinazioni che porteranno a una graduale immunizzazione di gregge”.
“Il secondo ha i contorni di un ritorno nell’abisso dell’epidemia, nella fase buia della reinfezione”. “L’attenzione che dobbiamo porre – conclude – deve quindi continuare a essere massima. Quando ci viene consigliato di “evitare ogni assembramento”, s’intende davvero evitare occasioni che pur avrebbero tutto l’aspetto della banalità ma che per un soggetto fragile potrebbero significare non risollevarsi mai più dalla malattia”.
“Per parte nostra – spiega Zaia – ce la stiamo davvero mettendo tutta: siamo la regione che vaccina di più e sta spingendo a fondo (al netto delle consegne di dosi che si spera rispettino quanto previsto dal piano nazionale) sull’acceleratore delle inoculazioni”.

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“Date e cronoprogramma ci dicono che dovremmo arrivare a mettere in sicurezza gli over 60 prima dell’estate, senza dimenticarci mai che le categorie più a rischio restano sempre i maschi sopra i 65 anni e le femmine sopra i 75”. Sul rispetto delle regole sociali, il governatore sottolinea che “è un appello che rivolgo a tutti i veneti che fino ad oggi hanno dato prova di serietà e senso civico, ma che indirizzo particolarmente a tutti i ragazzi, che sono coinvolti su più fronti, in primis quello scolastico. Così come è innegabile che esistano focolai nelle classi e negli istituti, altrettanto vero è che le scuole, prima o poi, avrebbero dovuto aprire”.
“Proprio ai ragazzi – prosegue – chiedo la massima attenzione affinché vigilino su tutte le forme di aggregazione all’aperto, chiedo loro di tenere sempre la mascherina correttamente indossata, perché se (a oggi) pare che questo virus non abbia esiti sanitari particolarmente pesanti per la fascia più giovane della popolazione, è pur vero che i ragazzi costituiscono comunque una catena di trasmissione importante nei confronti dei coetanei e conseguentemente dei familiari e degli adulti, con esiti spesso assai pericolosi”.

“Tutti noi – conclude – dobbiamo porre attenzione e scrupolo: non sottovalutare il rischio, non abbassare la guardia, stare attenti ai nostri comportamenti. Lo dobbiamo a chi ci sta accanto, a tutti coloro che non possono permettersi il lusso di contagiarsi e ammalarsi, per patologia, per età, per fragilità, lo dobbiamo a tutta la comunità”.

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