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martedì 27 Luglio 2021

Venezia: turismo più qualitativo e rinnovamento possibili, lo dicono Beppe Grillo e Orietta Vanin

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Venezia ha un nuovo futuro davanti a sé. Con un utilizzo ragionato del flusso di visitatori delle Grandi Navi, un nuovo ruolo per l’Arsenale e lo studio di tecnologie per il sollevamento dei palazzi necessario per i cambiamenti climatici. Questo e tanto altro nell’analisi pubblicata sul blog del fondatore dei 5 Stelle.
Per Venezia “bisogna, con i fondi del Recovery Fund, creare un progetto che rappresenti anche un case study internazionale sui cambiamenti climatici”.
Sono le parole della senatrice veneziana del Movimento 5 Stelle Orietta Vanin, contenute nel post rilanciato sul Blog di Beppe Grillo.

Il progetto, denominato ‘Venezia: laboratorio del III Millennio’ si propone innanzitutto di portare nel lungo periodo le grandi navi fuori della Laguna e attrezzare gli scali attualmente esistenti dentro la laguna per ospitare le navi medio-piccole (“Classe Venezia”) e gli yacht di lusso, “alzando anche il livello qualitativo del turismo” e momentaneamente ospitare le Grandi Navi immediatamente fuori le bocche di porto utilizzando un progetto di avanporto galleggiante già progettato da un team di docenti universitari che verrebbe “regalato” al Governo Draghi.

Il progetto considera poi di riconvertire l’immenso Arsenale di Venezia (foto) per attività produttive legate alla nautica; ospitare nelle botteghe di paccottiglia per turisti – ora vuote – “Think tank” (centro studi) diffusi nella Città Antica attraverso l’uso delle nuove tecnologie; ospitare nelle isole abbandonate e nei palazzi pubblici vuoti in Città le sedi di importanti istituzioni internazionali; attivare da subito la sperimentazione delle più avanzate tecnologie per il sollevamento degli edifici e degli isolati, per la messa in sicurezza degli edifici storici e per la protezione dalle conseguenze dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici.
E poi, ancora, “attuare il Piano di riequilibrio morfologico della Laguna come sollecitato dalla Missione UNESCO 2020; incentivare la riconversione del parco motori acquatico pubblico e privato verso l’elettrico e l’idrogeno e rigenerare l’immensa area industriale abbandonata di Porto Marghera.

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  1. Alla scoperta dell’acqua calda ! Logico che ci vuole un turismo normale, non quelli che pisciano in giro, si ubriacano e non sanno neppure dove si trovano ! Ma vallo a dire ai bottegai.

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