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Venezia, skimmer scoperti alle biglietterie automatiche di Santa Lucia: rubavano i dati delle carte di credito. Due fermati

Venezia: due denunciati per aver installato skimmer alle biglietterie automatiche di Santa Lucia. Dispositivi e materiale sequestrati

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La Polizia di Stato ha scoperto dispositivi di clonazione — i cosiddetti “skimmer” — all’interno delle biglietterie automatiche della stazione di Venezia Santa Lucia.
I meccanismi fraudolenti sono stati rimossi e posti sotto sequestro penale per gli accertamenti tecnici.

L’allarme era scattato dopo la segnalazione di anomalie rilevate sul lettore contactless di alcune macchinette Trenitalia nell’atrio della stazione. Operatori e cittadini avevano notato piccoli fori sul pannello di lettura, elemento che ha indotto gli investigatori a intervenire rapidamente.

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Scopri come fare

Sulla scena sono intervenute squadre specializzate della Polizia Ferroviaria insieme al Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e al Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Veneto. Durante il sopralluogo tecnico gli agenti hanno rinvenuto all’interno delle macchinette diversi dispositivi compatibili con la cattura e la clonazione di dati delle carte di pagamento.

I dispositivi e il materiale informatico recuperati sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per le analisi tecnico-scientifiche. La documentazione video delle telecamere presenti nello scalo ferroviario è stata esaminata; dall’estrapolazione di alcuni fotogrammi e dall’analisi di elementi tecnici è stata ricostruita la dinamica della manomissione.

Le indagini hanno consentito di risalire a due uomini di nazionalità romena.

Secondo quanto emerso, i due erano entrati in Italia alla fine di giugno tramite l’aeroporto di Bologna e, dopo essersi spostati in regione, avevano fatto tappa a Venezia. Informazioni di natura info-investigativa fornite dalla Polizia Postale, insieme al monitoraggio operato dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Bologna, hanno supportato le attività di localizzazione e pedinamento.

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Gli investigatori hanno individuato la struttura ricettiva in cui alloggiavano i sospetti e hanno agito prima della loro eventuale partenza dal territorio nazionale. A seguito della perquisizione della camera d’albergo sono stati trovati e sequestrati telefoni cellulari, schede SIM, batterie, cavi per alimentazione e dati e vari utensili presumibilmente riconducibili alla manomissione degli sportelli di pagamento.

I due uomini sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria e iscritti nel registro degli indagati in stato di libertà. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle persone coinvolte né sull’eventuale utilizzo dei dati sottratti, informazioni che saranno oggetto degli accertamenti in corso.

Lo skimming, pratica consistente nell’installazione di dispositivi fisici o elettronici per catturare i dati delle carte, è una delle frodi più diffuse nei punti di pagamento automatici. L’azione combinata di polizia ferroviaria e specialisti cibernetici in questo caso ha permesso di interrompere l’operato dei presunti autori a Venezia prima che lasciassero il Paese.

Restano ora da eseguire gli approfondimenti giudiziari e le analisi tecniche sui dispositivi sequestrati per stabilire pienamente modalità e portata della frode. Il procedimento penale non è concluso e la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile, nel rispetto del principio di presunzione di non colpevolezza.

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Mirko R.
Mirko R.
Sono universitario, appassionato di fantascienza e tecnologie. Mi trovate in giro a Mestre e Venezia, ma non solo. Mirko_R@lavocedivenezia.it
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