Venezia, nuovo parcheggio a Santa Marta: chiesto chiarimento su alberi abbattuti ma nessuna risposta. Lettere

ultimo aggiornamento: 19/04/2020 ore 15:19

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Alberi abbattuti, non solo S. Basilio: anche un magnifico ciliegio vittima dei lavori in rio Scomenzera

Buongiorno,

vi scrivo perché, pur nella gravità del momento, credo non si debbano dimenticare i progetti riguardanti la nostra città, anzi, al contrario, si possa utilizzare questo periodo per rivederli sotto la nuova ottica che quello che stiamo vivendo ci impone.


Le circostanze ci fanno riflettere quotidianamente sulla malattia e sulla morte; ci sentiamo impotenti, ma lo sforzo comune è mantenere il bene prezioso della salute.

Anche nella “normalità” inquinamento e degrado ambientale sono responsabili di numerose e gravi patologie: ora più che mai sono di primaria importanza il rispetto per la natura e il vivere in ambiente sano.

D’ora in poi è auspicabile che ogni nuovo progetto per la città non prescinda da questo.


Seguendo queste riflessioni ripropongo una lettera scritta come comitato AlberiAVenezia, inviata al Presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino, al quale abbiamo posto alcune domande sui progetti dell’A.P. riguardanti la zona tra San Basilio e Santa Marta, dove e’ previsto anche un nuovo parcheggio, lettera alla quale non abbiamo ad oggi ricevuto risposta.

Vista l’importanza che gli alberi rivestono, soprattutto in zone altamente inquinate come Santa Marta crediamo che ogni progetto debba realizzarsi secondo la parola d’ordine di fare contemporaneamente in “ogni parcheggio un bosco”.

Vi chiedo quindi la pubblicazione della nostra lettera, a cui spero segua finalmente una risposta.
Cordialmente,

comitato AlberiAVenezia

 

Al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Giuseppe Musolino
Al Sindaco del Comune di Venezia Luigi Brugnaro
E per conoscenza
Al Presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano Giovanni Andrea Martini
Al Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna Arch. Emanuela Carpani

Gentili Signori,

abbiamo recentemente appreso dai giornali la notizia del progetto promosso dall’Autorità Portuale di un nuovo parcheggio a S.Marta, nell’area denominata “ex platea lavaggi”, fronte pontile ACTV.

Stando all’articolo, il nuovo grande parcheggio serve a liberare S.Basilio dalle auto, in quanto questo è diventato ormai una vera e propria parte della città con l’arrivo degli studenti universitari che si sono aggiunti ai cittadini già residenti.

L’articolo prosegue spiegando che è in corso la redazione assieme al Comune di un documento di pianificazione strategica di sistema riguardante i porti dell’Adriatico settentrionale, per la gestione delle aree limitrofe ai porti stessi.

Non ci è chiaro se si intende che ci sarà una gestione di queste diverse aree “assieme” al Comune o che l’assieme di queste aree sarà gestita esclusivamente dall’Autorità Portuale.

Il progetto, leggiamo, prevede che il nuovo parcheggio ospiterà la maggior parte delle auto che oggi occupano gli spazi di San Basilio, fornendo un servizio migliore ai residenti.

Ci chiediamo:

Per “migliore servizio” si intende liberare le aree di S. Basilio per riconsegnare ai cittadini un luogo riqualificato, ad esempio con un cospicuo aumento dell’area verde, di cui abbiamo molto bisogno? O si intende concedere maggiore spazio all’Università per servizi e alloggi per studenti?

Oppure si riferisce al parcheggio per i residenti? E, in questo caso, cosa si intende con “migliore servizio”?

Che forse, finalmente, i veneziani potranno contare su un parcheggio a costo accessibile, dal momento che l’attuale costo mensile è di circa 150/200 euro e moltissimi veneziani e pendolari non se lo possono permettere affrontando quotidianamente notevoli disagi?

Oltre a questo ci chiediamo: queste aree, in concessione al Porto, se non utilizzate ai fini strettamente portuali, non dovrebbero essere riconsegnate al Comune come è stato sottolineato da più parti?

Ciò non tanto per rivendicare in astratto la competenza di un ente o di un altro, ma in concreto per ribadire che l’area deve essere utilizzata, in quanto bene comune, per la cittadinanza; inoltre, qualsiasi reddito derivante da parcheggi o altro (entrate per oltre 25 milioni nel 2016) dovrebbe in ogni caso entrare nelle casse comunali perché la città tutta ne possa trarre beneficio.

Il presidente del Porto e del Adspmas, Giuseppe Musolino, afferma che stanno lavorando per recuperare il waterfront (l’area compresa tra la rampa S.Andrea, lungo il canale Scomenzera fino a S.Marta) per compenetrare in modo virtuoso le aree portuali con quelle residenziali confinanti, di cui la priorità è costruire intanto il parcheggio.

Spiega che si tratta di un progetto molto più ampio di cui è già stato affidato l’incarico ad un consulente esterno per la realizzazione di un masterplan di interventi che verranno in seguito condivisi e discussi con la cittadinanza.

Ma, ci chiediamo, un progetto così ampio e ambizioso non dovrebbe passare quantomeno da un concorso di idee piuttosto che essere già commissionato ad uno studio preciso?

Ciò solo per una questione di trasparenza immediata nei confronti della cittadinanza e inoltre perché crediamo che più idee possano contribuire alla realizzazione di un progetto migliore.

I residenti di S.Marta e i veneziani saranno davvero soddisfatti dal nuovo parcheggio, parte di questo piano, non ancora presentato alla cittadinanza e discusso pubblicamente?

Alla luce di questo progetto, ad esempio, sembra finalmente si chiarisca come mai sono stati tagliati, o forse è corretto dire “sacrificati” molti alberi della zona, tra cui un bellissimo ciliegio la cui fioritura primaverile era particolarmente preziosa: molti veneziani si sono opposti a questi abbattimenti, chiedendo tra l’altro alla Municipalità di ottenere dei chiarimenti dall’Autorità portuale.

Abbattere alberi non è la partenza col piede giusto per fornire migliori servizi ai cittadini.

Vista l’importanza del verde e degli alberi, soprattutto per i residenti delle aree limitrofe essendo questi le uniche difese dal sempre crescente inquinamento causato principalmente dall’antistante porto, con la loro capacità di rilasciare ossigeno e purificare l’aria, è auspicabile una maggior attenzione nel conservare le piante esistenti e arricchirne la zona di nuove.

Sarebbe interessante, anche alla luce dei nuovi studi sui cambiamenti climatici in atto e le azioni per porvi rimedio, iniziare proprio da questo nuovo parcheggio (e auspicabilmente non solo questo di Venezia) per fornire l’occasione di ospitare una grande quantità di verde, creando dei boschetti utili per mitigare l’impatto del cemento, diminuire l’inquinamento e, non ultimo, rendere più mite la temperatura e favorire la biodiversità.

Ugualmente, si potrebbe creare un percorso pedonale e ciclabile da Santa Marta a Piazzale Roma che potrebbe essere caratterizzato da filari di alberi, e perchè no con piccole aree di sosta sempre alberate al fine di donare alla città una zona piacevole da frequentare.

Alla luce di quanto detto, crediamo sia auspicabile che il Porto riconsideri il progetto tenendo presente soprattutto le priorità ambientali e le esigenze dei cittadini tramite un concorso di idee sulla riconversione e l’utilizzo delle aree interessate; nonché che i cittadini siano informati con congruo anticipo sui progetti e possano esprimersi prima dell’inizio di eventuali lavori.

Comitato AlberiAVenezia

firmano per il comitato:

Gianluca Ballarin
Nicoletta De Grandis
Marco Natolli

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Una persona ha commentato

  1. Bisognerebbe tornare come gli antichi romani che consideravano gli alberi sacri e prima di abbattere un albero su suolo pubblico, chiedere a tutti i cittadini il permesso, in quanto patrimonio di tutti! Soprattutto se l’albero ha raggiunto o superato 10 anni d’età. Appoggio in pieno la lettera e invito tutti a riflettere e ad agire anche nel nostro piccolo per proteggere e sostenere il fragile ecosistema che ci circonda.

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