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“Venezia non è più in pericolo??” Decisione Unesco incredibile. Lettere

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I TURISTI continuano a soffocare Venezia senza alcuna limitazione, specie quelli pendolari che sbarcano con barche “Gran Turismo” col benestare del sindaco che ad oggi non ha posto in essere alcun limite.
Anzi, pare interessato a far “assaltare” la città da più punti della terraferma: da Fusina a San Giuliano, e ha permesso la costruzione di circa diecimila posti letto a basso costo con gli ostelli alla ferrovia di Mestre.
(che non pagheranno, se fosse, la tassa di sbarco perché alloggiano in hotel…!).

GLI STUDENTI rendono impossibile il riposo in alcune zone della città come le adiacenze di Campo Santa Margherita o via Garibaldi con schiamazzi e musica fino a notte e chiacchiere ad alta voce presso i vari bar della zona.
Nel 2019 e 2020 (prima non era misurato…) L’INQUINAMENTO da biossido di azoto in Rio Novo è stato fuori legge superando del 27,5 % il limite di legge.
Una serie di ordinanze che definirei ridicole e una presa in giro non hanno portato ad alcun risultato, tanto che la procura ha aperto un fascicolo in seguito a denuncia mia a del mancato prof. Rizzoli.

IL MOTO ONDOSO è rimasto tale e quale, dato che il Sindaco ha detto che il GPS sui natanti non lo vuole, e le varie ordinanze, i vari Argos 1 e 2, i telelaser si sono dimostrati, grazie anche ai vari ricorsi di certe categorie, ininfluenti.
Quindi contro il moto ondoso IL NULLA TOTALE!

Venezia infine SI STA SPOPOLANDO di residenti al ritmo di 1000 unità all’anno, e tra poco raggiungerà la “soglia di inizio estinzione” dei 50.000 abitanti.

E il Comune che fa? Permette la trasformazione o la nascita di nuovi alberghi, mentre NON STANZIA UN SOLO EURO in più rispetto a quanto incassato coi canoni per le case pubbliche, preferendo tra l’altro quelle a “canone calmierato” (che non è poi così basso) a quella a ex equo canone cui, come se non bastasse, i veneziani ora hanno accesso limitato (solo chi ha ISEE inferiore a 20 mila euro…) grazie alla Legge Regionale 39/2017.
Quindi questo è stato il contributo della Regione per fermare l’esodo…

A livello nazionale, nulla è stato dato per restaurare o acquisire alloggi in centro storico da destinare alla locazione, né è stata rifinanziata la legge speciale con contributi per l’acquisto della prima casa.


 

C’è da dire inoltre che le abitazioni pubbliche, unica possibilità per rimanere in città a chi non è miliardario, sono situate prevalentemente in periferie (Giudecca, fine via Garibaldi a Castello, Murano, Sant’Erasmo, “Baia del Re” a Cannaregio, Santa Marta, ma pochissime a San Marco, San Polo, Accademia, creando ci fatto un “buco vuoto” nel cuore della città, “riservato ai turisti”.

Ma secondo l’Unesco per Venezia non c’è pericolo.
Si dovrebbe intendere che non c’è pericolo che si salvi?

Di tutto ciò non pare veder nulla, nemmeno se segnalato dal sottoscritto, e pure da Italia Nostra e altri soggetti, con dossier completi di foto e dati.
MI CHIEDO: DA CHE PARTE STA L’UNESCO?

Non ci son parole… In nessuna lingua…

Prof. Fabio Mozzatto.

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Redazione Venezia
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11 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Buongiorno,
    I primi a spolpare venezia sono stati i veneziani, il guadagno tutto e subito nessun interesse in una cultura dell’ospitalità ma soldo facile.
    Turista turlupinato fuori uno avanti un altro, intere categorie si sono arricchite (lasciamo perdere in che modo) e sono potute rimanere a venezia: Nel mentre sono state chiuse o trasferite tutte le attività che non gravitavano sul turismo con conseguente trasferimento forzato di quei veneziani non abbastanza poveri per le case comunali (secondo le dichiarazioni dei redditi ovviamente) e non abbastanza ricchi per comprarsi un appartamento a prezzi impossibili per chi vive di stipendio fisso.
    Il problema non è Mestre o Venezia a questo mondo i soldi contano, null’altro. Forse i veneziani, escluse rare eccezioni, affittano gli appartamenti ad altri veneziani a canone calmierato a residenti? e rinunciano ad affittanze turistiche molto più redditizie per far si che venezia non si spopoli? Forse qualche veneziano affitta il proprio fondo a qualche giovane intraprendente che provi ad aprire attività non legate al turismo a canone simbolico o affitta cifre impossibili ad un bar ristorante da turisti?
    I primi ad usare venezia sono stati i Veneziani DOC, poi per carità ci saranno Mestrini,Trevigiani, fondi internazionali….

    • Questo è un punto toccato dalla lettera pubblicata che ne questa ne le altre amministrazioni precedenti hanno voluto/saputo/potuto affrontare. Credo che chiunque abbia la possibilità di poter guadagnare di più, lo faccia. Lo fanno le grandi multinazionali che non si fanno nessun scrupolo etico di fronte a un guadagno maggiore, quindi credo che la maggior parte delle persone, me compreso se ne avessi avuto la possibilità, affitterebbe dove il guadagno è maggiore.
      È anche vero che molti appartamenti affittati a turisti sono magazzini ristrutturati dove nessuna famiglia vorrebbe giustamente viverci.
      Fino dargli inizi degli anni settanta, dopo l’acqua alta del ’66, non è stata messa in atto nessuna politica per la residenzialità; non è stato valorizzato il patrimonio pubblico, spesso affittandolo o addirittura vendendolo ad alberghi perché ne facessero depandance;
      Non si è voluto/saputo/potuto far si che affittare a residenti o aprire negozi utili ai residenti fosse economicamente vantaggioso, magari con consistenti sgravi fiscali, piuttosto che affittare a turisti o aprire negozi di paccottiglia cinese;
      Non si è voluto/saputo/potuto riconoscere la specificità di Venezia che sarebbe dovuta essere riconosciuta come città a statuto speciale come viene riconosciuto a molte città italiane di confine.

  2. Per quanto riguarda la proprietà immobiliare basterebbe initare il Sudtirol, stabilendo che la proprietà gli immobili non di pregio è trasferibile solo tra residenti . Ma servirebbe, forse, lo statuto autonomo, sul modello delle città stato tedesche .
    L’amministrazione locale di locale ha ben poco, essendo per lo più composta da individui che non vivono a Venezia (il sindaco, eletto con i voti di Mestre, risiede in provincia di Treviso; il suo vice sta a Mirano), e che sono stati eletti da categorie che vedono nella città solo una miniera d’oro da sfruttare e non un luogo dove vivere .

    Si è voluto vivere di solo turismo ? Ecco il risultato . Ci sono 2000 bar ? E perché non ce ne possono stare 3000 ? Ma allora 30 milioni di turisti all’anno non bastano più, bisogna farne venire altri 20 milioni .
    Putroppo la pandemia non ha insegnato niente : e si sa che “chi non impara dai propri errori è condannato a ripeterli” (W. Ghoete) . Ora si riparte, e sarà peggio di prima, perché ci si vorrà rifare delle perdite subite senza aver cambiato il modello economico .

    Inutile lamentarsi : quanti veneziani hanno votato per la separazione di Venezia da Mestre ?

    La speranza, purtroppo, è che un giorno succeda un fatto talmente grave da far capire ai legislatori europei che nei centri storici in generale e a Venezia in particolare c’è un problema di sicurezza correlato ai flussi turistici , che dovrebbero essere trattati alla stregua della quantità massima di presenze ammessa nei centri commerciali .

    Lancio un’idea : mandiamo una petizione alla Commissione Europea ?

    • D’accordo con lei su ogni singola parola.
      Di Venezia come luogo da vivere, non interessa a nessuno, veneziani in primis.

      • Anche io condivido ogni singola parola al commento precedente, ma non sono d’accordo sul fatto che vivere a Venezia non interessi a nessuno.
        Il fatto è che fino a che saremo legati a Mestre saranno loro a dettare le regole e a loro non interessa il bene della città storica; molte delle persone che fanno affari in centro storico abitano in terraferma.
        Purtroppo fino a che nei referendum per la separazione faranno votare tutto il comune il risultato delle passate consultazioni non cambierà; dovrebbero fare votare per la separazione solo la città storica, come avvenne quando fecero il referendum per la separazione tra Venezia e Cavallino. Li fecero solo votare solo i cittadini del Cavallino.
        Se questo avvenisse potrebbe essere un buon punto di partenza.

        • E’ giusto quello che dice Giancarlo. Dovete smetterla di dire che la colpa della situazione è “dei veneziani” in maniera generica. Io dopo una vita in questa città mi accingo ad affrontare uno sfratto a 70 anni, perchè il mio amico proprietario (che mai mi avrebbe mandato via) è morto e i figli vendono a chi fa affitti turistici.
          Oltre a tutto quello che vado incontro, oltre al fatto che la mia città avrà due residenti in meno (ci toccherà andare via con mia moglie), devo anche sentire che è colpa mia?
          Perchè nella vita sono riuscito solo a pagare l’affitto, le bollette e il cibo ma non a comprare una casa?
          Sentirvi parlare così mi fa ancora più rabbia
          Pietro

        • Il problema è che non è Mestre che vuol separarsi da Venezia (e in quel caso credo i mestrini voterebbero “no”), ma Venezia, che non può separarsi da Mestre (non c’è il comune d Mestre-Venezia)
          Bisognerebbe che Venezia volesse togliere Mestre dal proprio comune, ma non saprei come..

        • Giusto, ci sono due gruppi di veneziani: quelli affaristi, e quelli che subiscono i loro affari e che stentano a rimanere nella propria città.
          Purtroppo non c’è unità tra quest’ultimi per fare fronte comune, mentre tra gli affaristi c’è sempre un fronte comune perché hanno interessi milionari da difendere e quindi si muovono subito ed efficacemente…
          Bisognerebbe creare un movimento dei veri veneziani, darsi da fare e contare anche politicamente con un “partito” “ad obiettivo”.

          • Purtroppo questa è vera utopia; per contare qualcosa, ci vogliono i numeri e i numeri di quelli che hanno a cuore il bene di questa città (parlo sempre di città storica) non ci sono. Basti vedere le ultime elezioni dove c’erano dei partiti/movimenti che almeno a parole avevano un programma che toccava alcuni punti elencati nella lettera pubblicata i voti che hanno preso e che peso hanno adesso in consiglio comunale.

  3. 50 milla, soglia di inizio estinzione – che lettura deprimente. Sfortunatamente sembra che nel questo mondo e il denaro quello che conta e senza un sostegno di qualche millardario/ente potente niente cambiera. Forse qualcose si puo fare includendo i visitatori regolari che vengono da anni, almeno i numeri sarebbero meno disperati ..

  4. Dott. Mozzatto, le sue sono parole sacrosante che sottoscrivo in toto. Noi pochi veneziani residenti rimasti non abbiamo grandi armi per difenderla. E l’Amministrazione locale non ha a cuore il bene della città e dei suoi cittadini bensì quello di chi munge alacremente la mucca. Che tristezza e schifo.

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