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In risposta a: “A Venezia uno scempio svendendo la città ai turisti, ma non è andata bene neanche a Mestre”.
CARA MARIA AURORAA SARTOR,
ho vissuto per 34 anni vicino alla Guggenheim, zona s. Vio. C’erano nei dintorni un lattaio, 3 alimentari, 2 verdurieri, 2 panetterie, 2 macellai, un pescivendolo. Ora ci sono botteghe di vetri cinesi, quadretti /scorcio di Venezia da quattro soldi, bar a volontà e per fare spese bisogna andare a s. Basilio.
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Ora dove abito, zona s. Leonardo a Cannaregio, sono scomparsi un grande ferramenta, due rivendite di caffè che lo tostavano artigianalmente, due grandi verdurieri, una bella macelleria, una bella bottega di scarpe (Marinello) ed altre botteghe indispensabili per vivere in una città.
Tutto sostituito da vetri cinesi, bar e bar. Se ne contano 10 in un raggio di 100 metri tutto PERCHÉ VENEZIA DEVE ESSERE UNA CITTÀ PER TURISMO DI MASSA.
Ma per piacere….
Arturo
(lettera firmata)
“Dall’anno scorso vivo a Marghera, tutti mi chiedono: com’è via da Venezia?”. Lettere
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Complimenti a Lordsindaco!
Ho sempre trovato il paragone Venezia-Montecarlo calzante e quindi (il copia/incolla) pienamente auspicabile!
Ci sono stato più volte anche durante il GP di F1 quando arrivano decime di migliaia di tifosi/turisti sapientemente gestiti e controllati con sensi unici, pannellature, agenti in divisa ad ogni angolo, etc.
Ovviamente il mio disappunto va alle stelle quando vedo come vengono gestiti dagli Amministratori di Ca’ Farsetti i “nostri” foresti durante il Carnevale, il Redentore o in genere in alta stagione.
Possibile che non si riesca a formare chi mette piede nel nostro museo a cielo aperto, che non riusciamo a tutelare e valorizzare la città più bella del mondo mentre quattro Monegaschi riescono a farlo con quello che è più simile all’Outlet di Noventa che ad uno Stato?!?!?
Abbiamo subìto uno stand-by di un annetto a causa de COVID-19 e si sarebbe potuto normare a 360 la gestione dei flussi turistici, delle attività commerciali, delle attività ricettive, etc.
Si sarebbe potuto riprogrammare il servizio di trasporto pubblico che viene spesso definito pessimo, ottimizzare il servizio di asporto rifiuti, riconvertire la Marittima, si sarebbe potuto formare il personale della PA e mille altre cose.
Invece NIENTE, come sempre!
Qualche genio ha riproposto i tornelli e la prenotazione come soluzione sufficiente e necessaria a tutti i problemi di sovra affollamento di Venezia.
Mi domando e chiedo: ma ci sono o ci fanno???
È folle e vergognoso limitare l’accesso al Centro Storico con gate tipo Gardaland!
I nostri geniali Amministratori dovrebbero avere l’umiltà di rivolgersi a veri Manager, magari una telefonato al Principato (tanto parlano benissimo l’italiano, loro!!!) o semplicemente a chiedere consiglio a noi residenti/lavoratori veneziani per capire cosa fare … di utile.
In questi giorni ho assistito ai soliti bivacchi di turisti spesa-zaino/ dotati, all’assenza cronica di vigili, e… dove sono gli “steward” armati di T-shirt “Enjoy …) e radiolina che fanno alzare chi si siede 2 minuti a riposare in Piazza San marco ???
Coming soon …
E pensare che in Austria devi chiedere il permesso per acquistare un immobile da adibire a seconda casa. Purtroppo qui si spaccia la legge del mercato come unica soluzione possibile, quasi fosse equivalente all’incoercibile legge di gravità che permea la fisica su questa Terra.
Se vivessimo in paese civile Venezia sarebbe come Montecarlo. Qualcuno ci è stato? Non ci sono tornelli, permessi di ingresso e amenità simili. Ma di un ciabattaro o pizza al taglio neanche l’ombra, impensabile bivaccare sui gradini di un edificio (neanche storico). E Montecarlo non è minimamente paragonabile a Venezia in quanto a bellezza e valore. Certo avremmo meno bar ma quei pochi darebbero da mangiare a tutti i baristi, il costo delle case proibitivo, ma adesso non lo è? La differenza è che ad aumentare il valore sarebbe la residenzialità e non la speculazione. Venezia di tutti, ma chi l’ha detto? Provate ad andare a Parigi e dire ai parigini che è di tutti. La città è dei cittadini, gli altri sono ospiti. In questo paese va tutto al ribasso, una colpa essere benestanti, una colpa avere una barca, una colpa essere intraprendenti, una colpa essere intelligenti. E siccome non siamo abbastanza rozzi e ignoranti, ne importiamo da altri paesi (chiedere a chi vive in via Piave o in Corso del Popolo). Incomprensibile che ci sia gente che rifiuta l’autonomia o meglio l’indipendenza. Avanti Savoia!