Venezia, la Biennale di Architettura slitta al 2021 e quella d’Arte al 2022 a causa del coronavirus

ultima modifica: 20/05/2020 ore 08:52

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A proposito delle 30 assunzioni alla Biennale

Venezia, la Biennale di Architettura slitta al prossimo anno a causa dell’emergenza sanitaria da covid-19. Fino all’ultimo si era sperato di veder allestire la manifestazione internazionale quest’anno, ma si è deciso di rimandarla a tempi più sereni e con più tempo per organizzarla.


Durerà 6 mesi e si terrà dal 22 maggio al 21 novembre 2021, l’anno dopo invece si terrà invece la Biennale Arte, dal 23 aprile al 27 novembre 2022.

A comunicarlo è la Biennale di Venezia: la 17. Mostra Internazionale di Architettura dal titolo “How will we live together?” curata da Hashim Sarkis, che avrebbe dovuto svolgersi a Venezia dal 29 agosto al 29 novembre 2020 è stata posticipata al 2021, da sabato 22 maggio a domenica 21 novembre.
Di conseguenza, la 59. Esposizione Internazionale d’Arte, curata da Cecilia Alemani, che avrebbe dovuto svolgersi nel 2021, è stata a sua volta posticipata al 2022, durerà 7 mesi e si terrà da sabato 23 aprile a domenica 27 novembre.


La decisione di posticipare a maggio 2021 la Biennale Architettura è una presa d’atto dell’impossibilità di procedere – spiegano dall’organizzazione – nei limiti di tempo prefissati per la realizzazione di una mostra così complessa e di respiro mondiale, a causa del persistere di una serie di difficoltà oggettive dovute all’emergenza sanitaria internazionale in corso.

“Il perdurare di tale situazione fino a oggi – si legge nella nota diffusa dalla Biennale – ha compromesso definitivamente l’organizzazione della mostra nella sua completezza, pregiudicando la realizzazione, il trasporto e la presenza delle opere e di conseguenza la qualità della mostra stessa”.

La Biennale di Venezia, sentito anche il curatore Hashim Sarkis, nel rispetto delle difficoltà degli architetti invitati, dei paesi, delle istituzioni, degli eventi collaterali partecipanti, ringraziandoli per gli sforzi finora profusi, ha deciso di posticipare l’apertura della Mostra Internazionale di Architettura al 2021, ma con la durata originaria di sei mesi, dal 22 maggio al 21 novembre.

E’ invece confermata la 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che sarà diretta da Alberto Barbera dal 2 al 12 settembre, così il 48. Festival Internazionale del Teatro diretto da Antonio Latella, dal 14 al 24 settembre. Confermato anche il 64. Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele, dal 25 settembre al 4 ottobre e il 14. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard dal 13 al 25 ottobre.

“Gli ultimi giorni – ha dichiarato il Presidente della Biennale, Roberto Cicutto – hanno chiarito la realtà che abbiamo di fronte. Con il massimo rispetto per il lavoro svolto da tutti, gli investimenti fatti dai partecipanti e considerando le difficoltà incontrate da tutti i paesi, le istituzioni, le università, gli studi di architettura, insieme all’incertezza della mobilitazione delle opere, dei viaggi e in virtù delle nuove misure in materia di Covid-19 che sono state e saranno adottate, abbiamo deciso di ascoltare coloro che, e sono la maggioranza, hanno richiesto il rinvio della Biennale di Architettura. Ho ricevuto molti messaggi che auspicavano un rinvio al 2021″.

Roberto Cicutto, veneziano, il nuovo presidente de La Biennale di Venezia

“Ora prevediamo di aprire la 17. Biennale di Architettura nel maggio 2021 – aggiunge Cicutto – e di concederle una durata più lunga fino a novembre, come era in programma prima della pandemia. Tuttavia l’Architettura sarà presente a Venezia in autunno grazie alle numerose iniziative che manterranno al centro della scena la domanda, più attuale che mai, di “How will we live together?”.

Il curatore della Biennale d’Architettura, Hashim Sarkis, ha aggiunto: “Sono profondamente colpito dalla perseveranza di tutti i partecipanti soprattutto negli ultimi tre mesi, spero che la nuova data di apertura consenta loro di riprendere fiato per completare il lavoro con il tempo e il vigore che merita. Non avevamo previsto tutto questo. La domanda che avevo posto “Come vivremo insieme?” e la ricchezza delle risposte dei partecipanti non erano state pensate per affrontare la crisi che stiamo vivendo, ma eccoci qui”.

“Siamo in qualche modo fortunati – conclude Sarkis – perché saremo ben attrezzati per affrontare le conseguenze immediate e a lungo termine della crisi nell’edizione 2021 della Biennale Architettura. Il tema ci offre la possibilità di rispondere alla pandemia anche nell’immediato, e per questo torneremo a Venezia nei prossimi mesi per una serie di attività dedicate all’architettura”.

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