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La Procura lagunare ha disposto 24 provvedimenti restrittivi eseguiti l’8 ottobre 2026 nelle province di Venezia, Caserta, Cosenza, Napoli, Potenza, Rovigo e Padova. I destinatari sono ritenuti, a vario titolo, colpevoli di reati che comprendono associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, oltre ad altri reati aggravati dall’agevolazione o dal metodo mafioso.
Le attività investigative sono state svolte da una task force interforze. Hanno partecipato la Squadra mobile di Venezia, il Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Venezia e il Gico della Guardia di finanza di Trieste, con il supporto della Sezione investigativa dello Sco di Venezia. All’operazione hanno contribuito anche le Squadre mobili di Caserta e Potenza, i Comandi provinciali dei Carabinieri di Napoli, Caserta e Cosenza e i Comandi provinciali della Guardia di finanza di Caserta e Venezia.
Le indagini, condotte all’epoca dei fatti, avevano accertato l’operatività di un’organizzazione criminale considerata espressione del clan dei Casalesi, radicata nel Veneto orientale e in particolare nel comprensorio di Eraclea (Venezia). Gli accertamenti hanno documentato l’infiltrazione del gruppo nel tessuto imprenditoriale locale e nelle dinamiche politico-amministrative del territorio.
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