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Veneto, indice Rt a 1,20: tra i più alti d’Italia. Su i ricoveri: «Il virus circola di più. Serve una campagna di comunicazione nazionale»

Più di 2000 i positivi nelle ultime 24 ore in Veneto. Siamo in una fase della curva apicale, secondo il presidente Luca Zaia che interviene lunedì 30 novembre da Marghera. Non si cresce e non si cala. Tuttavia, nonostante l’incidenza dei contagi sia più bassa che a marzo, guardando ai contagi in rapporto ai tamponi […]

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laboratorio tamponi covid up

Più di 2000 i positivi nelle ultime 24 ore in Veneto. Siamo in una fase della curva apicale, secondo il presidente Luca Zaia che interviene lunedì 30 novembre da Marghera. Non si cresce e non si cala. Tuttavia, nonostante l’incidenza dei contagi sia più bassa che a marzo, guardando ai contagi in rapporto ai tamponi fatti, i ricoveri sono più alti: 2608 ad ora quelli in area non critica, a marzo erano 2400 in tutto; invece in Veneto occorre aggiungere anche 339 terapie intensive, con +34 gravi in più nelle ultime 24 ore, secondo i dati di Azienda Zero aggiornati.

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L’area non critica cresce perché il virus circola molto di più, spiega Zaia.
In questo momento a fare la differenza sono gli assembramenti, secondo il governatore che torna sul concetto anche dopo aver visto le piazze e le code ai negozi lo scorso fine settimana, nel weekend del black friday.
Centri commerciali a parte, le medie superfici di vendita nei parchi e nelle aree del commercio sono state riaperte di sabato dalla Regione. «Va reinsaldato un patto forte con i cittadini. A marzo tutti noi avevamo paura di morire. Ora il virus rischia di essere un problema altrui. Se abbandoniamo la comunità e torniamo alla individualità, perderemo la sfida. Gli ospedali andranno in difficoltà – commenta il governatore del Veneto – Penso servano delle campagne di coinvolgimento da fare anche a livello nazionale. I filoni negazionisti estremi sui vaccini, ad esempio, li abbiamo già passati: con i No Vax non era possibile parlare di vaccino. Anche in quel caso le istituzioni sulla comunicazione comunque furono assenti. Oggi il vaccino non incontra la stessa resistenza, probabilmente la gente ha capito che in quello ci può essere una via di salvezza. Penso – continua – che sugli assembramenti la comunicazione dovrebbe essere attiva a tutti i livelli, perché è quello che ora fa la differenza. L’indice Rt, a 1,20 in Veneto, è tra i peggiori a livello nazionale. Il distanziamento diventa strategico».

Una riunione ci sarà nel pomeriggio con il governo, una martedì mattina, per il Dpcm. «Andremo con spirito collaborativo – dice Zaia – il Dpcm è centrale nella battaglia in piena fase invernale e dovrà sostenere la più grande campagna vaccinale si sia mai fatta a livello nazionale». L’ordinanza regionale dura fino al 3 dicembre, poi, «ci adegueremo al Dpcm».

Antonella Gasparini

 

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Gioia Pasini
Gioia Pasini
Sono giovane ma con una grande passione e già alcune esperienze importanti. E soprattutto: nessuno mi ferma :) gioia_p@lavocedivenezia.it
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La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. …campagna di comunicazione?
    Forse funziona meglio…. una mazza ferrata di quelle che sono a Palazzo Ducale…
    A mali estremi estremi rimedi. Basta col buonismo e con la “responsabilizzazione”..!
    In Italia la gente è così…! Vuole fare acquisti di Natale e sciare mentre ci sono 800 morti al giorno, peggio di una guerra…! Ma qualcuno dice “basta allarmismo”! Ma si vergogni e si dimetta!
    In Cina hanno chiuso la gente in casa senza tanti piagnistei di imprenditori miliardari in Piazz a San Marco, e il COvid è sparito e la loro economia è già da record! Avessimo fatto come loro!
    Bastavano soli 3 mesi, o anche meno, subito e senza tentennamenti su carnevale si o no…

    Per il resto, questo è ciò che accade, in barba ad ordinanze e decreti annunciati:
    https://www.lavocedivenezia.it/venezia-centro-storico-gente-non-residente/
    Prof. Fabio Mozzatto
    Veneziano “DOC”.

    Serve…

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