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Quando la burocrazia può uccidere. Nessuno può conoscere lo stato d’animo di un uomo, che spinto dall’esasperazione e colto da uno stato d’impotenza devastante, ha cercato di ingerire un pugno di farmaci davanti agli occhi del direttore e del personale di una banca a Rialto. Voleva farla finita, probabilmente le preoccupazioni, le difficoltà si sono arrese dopo ennesimo rifiuto, o rinvio della banca di concedere il via libera delle firme per riscuotere un’eredità che gli era dovuta.
Doveva essere tanto importante la chiusura di quella ‘pratica’ nella vita di quel signore, che ha messo in bocca i farmaci, proprio nel momento in cui, provvidenzialmente, entravano in banca due carabinieri, che si sono resi conto immediatamente della reale intenzione di quel cliente, sono intervenuti e l’hanno aiutato a sputare le pastiglie. L’hanno poi soccorso, rincuorato, accompagnato in caserma. E l’hanno ascoltato.
Da mesi l’uomo di circa cinquant’anni cercava di ottenere il placet della banca per riscuotere
quel denaro che gli era indispensabile.
I ripetuti dinieghi e la difficoltà che spesso la burocrazia mette in atto creando disagi che possono portare alla disperazione, l’hanno convinto a farsi del male, di scegliere di morire, di essere lui la vittima dei ritardi e della giustizia negata.
Per una banca, una pratica è solo un fascicolo, un mucchietto di fogli con cavilli e firme da apportare sui documenti, chiunque abbia incontrato esperienze simili, sa che la richiesta di certificati, la verifica degli atti, la lungaggine dei tempi, spesso provocano un’irritazione insostenibile.
Il risentimento, lo sdegno, hanno condotto quel signore a un gesto tanto estremo quanto oscuro.
La banca
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sembra aver acconsentito a liberare quelle inestricabili firme, dopo aver costatato personalmente gli effetti dello sconforto di quel cliente. Che prima era solo un cliente mentre adesso si è accorta che si tratta di un uomo.
Chissà cosa ha pensato questo signore nel ritornare a casa, chissà quanti pensieri si sono presentati alla sua mente.
Un sorriso amaro ce lo immaginiamo quando penserà che ha potuto più la minaccia di morte, che la ragionevolezza a sbloccare la burocrazia e a dargli ragione.
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Andreina Corso
(foto da archivio precedente a febbraio 2019)
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e il nome della banca ?