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Un vero e proprio lager nascosto all’interno della casa protetta ‘Villa Matilde’ di Bazzano di Neviano degli Arduini, nel cuore delle dolci colline parmensi, dove sedici pazienti con problemi psichici o malati di Alzheimer erano affidati alle cure degli operatori sanitari. Ma invece di trovare conforto e assistenza, i pazienti sono stati vittime di maltrattamenti, umiliazioni e offese.
Le indagini sono state avviate dai Carabinieri nell’ottobre dello scorso anno, ma già da mesi circolavano voci di presunti maltrattamenti. A spezzare il velo di omertà ci ha pensato un’operatrice tirocinante che, dopo pochi giorni di lavoro, ha denunciato uno degli episodi a cui era stata costretta ad assistere: un anziano obbligato per punizione a mangiare la pasta sul pavimento.
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Le telecamere nascoste dai Carabinieri hanno registrato oltre un centinaio di episodi di maltrattamento: schiaffi, calci, umiliazioni, offese. I pazienti venivano minacciati con il bastone della scopa oppure presi a pugni e schiaffi e, se cadevano a terra, venivano lasciati anche per ore in quelle condizioni.
Terribile anche il gergo con cui gli operatori si rivolgevano a questi soggetti deboli, da “ti prendo e ti butto giù dalla finestra” a “ti do un calcio nelle palle, vattene” passando per “scimmia, sgorbio, mammut, mostro schifoso”. Durante il servizio notturno non veniva in alcun modo prestata assistenza da parte degli addetti, ma anche di giorno i pazienti erano spesso abbandonati a loro stessi.
Le immagini dei Carabinieri mostrano ad esempio un anziano che sale su un tavolo e si appoggia ad una finestra rischiando di precipitare nel vuoto e rimanendo in quella posizione per molti minuti. Un incubo continuo per gli assistiti che venivano pure presi in giro dagli assistenti sanitari.
Sette operatori sanitari sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre altri cinque sono indagati a piede libero. L’accusa è di maltrattamenti aggravati ai danni dei pazienti, i soggetti più deboli, i più indifesi, i meno pericolosi. Sono stati toccati i più basilari diritti umani, come quello di poter andare in bagno, avere del cibo o un bicchiere d’acqua.
Le verifiche sono in corso anche da parte dei Nas dei Carabinieri e dell’azienda Usl di Parma che ha una convenzione in corso con la struttura di Villa Matilde. Ma la vicenda lascia l’amaro in bocca e la sensazione che le persone più fragili siano spesso quelle che subiscono le peggiori ingiustizie.
(data pubblicazione originale: 19/03/2016)
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