Ultimi Veri Venexiani: manifesto di fine anno

ultimo aggiornamento: 31/12/2019 ore 05:26

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"Mi sono trovata visitatori alle spalle in casa mia! Io grido e loro: 'Ma non è tutto Biennale?' "

“Ultimi Veri Venexiani”, comitato per la difesa della “Venezia Capitale” come espressione di un Veneto forte, coeso, ma indipendentista, ha pubblicato un manifesto di Capodanno.

Le perplessità e le sofferenze per le ferite inferte alla città sono le stesse che riscontra ogni cittadino residente. Immobili selvaggiamente requisiti dal turismo, acque alte, Mose, traffico acqueo, e via dicendo. Aldilà di ogni partigianeria che, rientrando nella sfera individuale dell’individuo, è personale, tutti i temi e le battaglie sono condivisibili per il bene comune.


Riceviamo e pubblichiamo.

Viva San Marco.

SEMO AL CAO DE ANO TAJAN 2019 E PAR NIALTRI STI QUA XE I SETE PECAI CAPITALI DE STA CITÀ…


L’improvvida decisione di liberalizzare il mercato immobiliare, senza alcuna forma di governance, con i costi al metro quadro alle stelle e i mancati progetti per un necessario ripopolamento della Città, hanno generato l’inarrestabile deportazione di residenti in terraferma stravolgendo la vita quotidiana del Venexiano anfibio (sono due Civiltà nettamente contrapposte; una articolata sul Remo, l’altra sulla Ruota).

Il preoccupante aumento della frequenza delle Acqua alte, l’alterazione delle correnti lagunari (molto più veloci di una volta) e conseguenti alle escavazioni di canali artificiali per raggiungere un porto distante ben una ventina di km. dal mare, ma anche le nuove opere alle bocche di porto, stanno ad indicare lo stravolgimento del vecchio sistema idrodinamico lagunare.

Un Mose non ancora terminato ha comunque determinato tra i veneziani il serpeggiante pessimismo sul suo improbabile funzionamento.

L’Inquinamento aereo in continuo aumento dovuto agli scarichi gassosi delle motorizzazioni marine (da quelle pubbliche a quelle private, nonché le Grandi Navi), il cui grado di tossicità non è regolato in alcun modo dalle istituzioni trova sconcerto e ulteriore preoccupazione tra i veneziani anfibi.

Il traffico acqueo e moto ondoso in continuo aumento, anche questo non regolato in alcun modo dalle Istituzioni, aggrava ulteriormente i residenti.

L’Invasione massiccia e senza regole del turismo di massa ha generato:
a) l’invivibilità del residente di tipo permanente in Città;
b) generato una pletora infernale di attività abusive ancorché malavitose per il controllo economico dei flussi turistici;
c) ha di fatto ridotti in Città una serie di servizi pubblici di sostegno al residente di tipo permanente (uffici postali, sanità, traghetti, frequenze orarie del trasporto acqueo pubblico).

La totale assenza di progetti economici alternativi e di riequilibrio a quello unico e pestifero del turismo di massa ha evidenziato la fragilità di questa economia in concomitanza degli eventi climatici, creando panico tra le numerosissime attività ricettive in Città.

WSM

ultimiverivenexiani@gmail.com

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