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sabato 23 Ottobre 2021

Torre di Viale San Marco, progetto va avanti. Oggi si decide

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Per l’Amministrazione comunale, l’inquietante torre che dovrebbe nascere in Viale San Marco (in questi giorni il voto del Consiglio) e che ha scatenato le ire dei residenti, sarà un dono.
La torre di Viale San Marco? Una selva di alberi rivolti al cielo, alta 70 metri, 25 piani, e 77 appartamenti con annesso territorio di 4.500 metri quadri a destinazione commerciale e con vista in laguna. Chi non lo comprerebbe un appartamento in un’oasi?
Una sorta di paradiso terrestre su quel terreno inquinato, dove c’era il campo di calcio del Real San Marco, che una volta bonificato, regalerà a Mestre un bel biglietto da visita e la felicità dell’ingresso “in campagna”, come dicono talvolta stonando i veneziani ai mestrini, ex veneziani doc, sfrattati dalla loro città. Il progetto costerebbe 22 milioni di euro e punta a una qualità dell’abitare a livello ‘lussuoso’.
Ospiterà 2500 metri quadri di supermercato gestito da società cooperative (a scapito dei pochi negozi che resistono in Viale – N.d.R.), una caffetteria di 100 metri quadri e un’altra attività di 1.500, informa il Comune.

In ogni caso, campagna o non campagna ‘da riabilitare’, Mestre quella torre non la vuole e già oltre 1.200 cittadini hanno firmato una petizione in dissenso con la Setten – Genuine srl e soprattutto contro la volontà di realizzarla del Comune di Venezia.
Sapendo che ci sarà la coda dei veneziani che vogliono abitare nell’apogeo, e che se lo possono permettere tutti, dai disoccupati, ai cassintegrati, ai poveri e persino i senza fissa dimora, si offrono serre, è bellissimo coltivare la terra, lo possono fare anche quelli con il piede in barca. E poi del supermercato, se si vuole, si possono anche abbassare le altezze e le cubature, qualora il committente Setten – Genesio fosse d’accordo.
Il Comitato cittadino da mesi discute e dibatte con i residenti molto disturbati da questo progetto che mette in evidenza la realtà: strade dissestate di Viale San Marco, già hanno mietuto troppe vittime dell’incuria, si sono rotte i piedi e le gambe e invano hanno atteso un rimedio.
C’è mortificazione per lo spettro di quella torre che toglierebbe luce alle case circostanti e perfino all’asilo Trilli e la vicina scuola materna.
Ed è inutile che si parli di un progetto green, che si potrebbe chiamare semplicemente verde, sostiene il Comitato, e lo manda a dire all’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin.

Questa torre e la sua destinazione lussuosa offende la città e soprattutto i residenti di Viale San Marco che ritengono che quel campo da calcio, una volta bonificato dovesse rimanere un posto adatto ai bambini, ai ragazzi, alla gente che ci vive, un’area recuperata a uso pubblico.
I negozi, un po’ per volta chiudono, mentre crescono quelli di imprese funerarie.
A sorpresa, però, il Comune ha un sostenitore imprevisto: il parroco della parrocchia di San Giuseppe, che nella realizzazione della torre interpreta un segno di innovazione.

Il consigliere dei Verdi Gianfranco Bettin, da tempo sostiene che a suo giudizio la torre “sarebbe un edificio del tutto fuori scala rispetto alla zona, storicamente un insediamento di case basse e condomini, pensato per riprodurre “corti” e ambienti veneziani, luoghi d’origine di gran parte dei residenti”.
E della questione ambientale il Comitato spera si dibatta, come si è dibattuto, con forti scontri durante la conferenza dei capigruppo, perché anche di traffico e di inquinamento i favorevoli alla torre dovranno dar conto ai cittadini.

Il Partito democratico, Tutta la città insieme e Terra e acqua lamentano una documentazione insufficiente, quella presentata in Commissione, priva di quegli approfondimenti e studi sull’impatto ambientale e senza la quale è impossibile esprimere una qualsivoglia scelta.
Il Comitato di Viale San Marco non si è limitato a dire no e ha presentato uno studio particolareggiato sui motivi di contrasto con il progetto. L’ha inviato a tutti i consiglieri comunali, che potranno attingere le informazioni utili a esprimere un giudizio e ad assumersi una consapevole responsabilità nei confronti di Mestre, e dei problemi della residenzialità, in questi ultimi anni, molto in crisi.

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Ed è così che siamo arrivati alla “resa dei conti”: oggi il progetto della torre di viale San Marco approderà in Consiglio. Al momento la torre da 70 metri resta così com’è stata disegnata.
Oggi il Pd presenterà 16 emendamenti chiedendo almeno, alla fine, ‘l’onore delle armi’: “Chiediamo almeno la riduzione della cubatura prevista”.
Altri 40 emendamenti saranno presentati da “Terra e acqua” e Cecilia Tonon di “Venezia è tua” chiederà un rinvio vista la mole di documentazione da esaminare.
Anche la consigliera Sara Visman (5 Stelle) chiederà un rinvio del voto e tutte le opposizioni di minoranza in generale oggi si presenteranno agguerrite.
E alla fine il consigliere Giovanni Andrea Martini di ‘Tutta la città insieme!’ sottolinea la ‘stranezza’: “La maggioranza va ad approvare l’atto e solo successivamente verrà discussa la petizione popolare dei residenti cha hanno raccolto oltre 1.200 firme per opporsi alla Torre”.

Andreina Corso

» leggi anche: “Progetto Torre a Mestre: conflitti e iniziative

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

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  1. Per i miei occhi è un orrore, tutti i grattacieli per me sono orrori, è come se mi togliessero l’aria, questo è anche all’inizio di Viale S. Marco, dà l’idea di un muro tra la “campagna” e la città. Ho letto che gli appartamenti sarebbero per uso turistico (?). La Mestre turistica, la Marghera turistica, la Riviera del Brenta turistica e pure Chioggia turistica, (venduta l’Isola di San Felice proprietà del Ministero della Difesa per gli Hotel lusso, approvata la variante dei cambi d’uso da parte del Comune di Chioggia) delle strutture alberghiere e ricettive di Venezia e delle isole non so cosa resterà. Competizione tra prezzi e comodità della Terraferma vicina all’aeroporto faranno fallire più di qualche impresario che non sia di catena internazionale e non possa bilanciare ricavi e perdite. Per quanto riguarda l’opinione del parroco, è del 19 marzo 2020 la notizia che il Comune di Venezia ha stanziato 500 mila euro per il restauro dei luoghi di culto, credo che essere di parte sia scontato ed obbligato, basta non considerarlo, non si immischi in cose che non lo riguardano. Io che ho visto i nostri figli, giocare al pallone il quel campo di calcio e i tornei di chiusura dell’anno scolastico anche per noi veneziani in trasferta che, non avevamo una struttura adeguata, che come mamma ho corso tra un campo di calcio ed un’ altro, non posso accettare un sindaco che blatera tanto “per il futuro dei bambini e per il futuro dei giovani” e poi tolga quel poco di sano sport che è rimasto all’aria aperta e lo “regali” per solo profitti degli imprenditori del cemento. Non è detto che la costruzione sia un successo, potrà essere un flop totale, specialmente il supermercato inutile, importante è far guadagnare chi mi porta i voti per la campagna elettorale verso Roma. Non sono ben informata, mi pare che le spese di bonifica di un terreno siano a carico dello Stato, come lo sono per la bonifica dei Pili comprati dall’impresario Brugnaro, quindi a carico dei contribuenti. Da quello che mi hanno detto e non so se è verità ha pure fatto la pista ciclabile che passa per il territorio che non conosco, perciò se fà bonificare il terreno per ridare ai ragazzi lo spazio di cui hanno pieno DIRITTO, rende a Cesare quel che è di Cesare. Il territorio del Comune di Venezia non è proprietà privata né dell’imprenditore Brugnaro, né dei suoi Consiglieri.

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