Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Chiara Iuliano, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Dolo, in provincia di Venezia, ha vissuto veri e propri attimi di terrore. La donna ha rivelato, attraverso un toccante post pubblico su Facebook, di essere stata vittima di un tentativo di violenza sessuale. Il fatto è avvenuto in pieno giorno, in un contesto apparentemente tranquillo e sicuro. L’aggressore, un uomo di 55 anni con precedenti legati alla tossicodipendenza, avrebbe tentato di forzare la portiera dell’auto della donna, che è riuscita fortunatamente a mettersi in salvo chiudendosi all’interno del veicolo pochi istanti prima che potesse essere raggiunta.
“Ho subito un tentativo di violenza sessuale”, ha scritto l’assessora in un messaggio che ha suscitato reazioni di sgomento e solidarietà. Il suo racconto è lucido e profondo: “Era una situazione di routine, stavo lavorando. Il sole splendeva, mi trovavo in un ambiente che conoscevo, sicuro. Nulla lasciava presagire quanto sarebbe accaduto”. Un episodio che, proprio per la sua apparente normalità, ha lasciato un segno profondo.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Dopo aver sporto denuncia presso i carabinieri, Iuliano ha deciso di condividere pubblicamente la propria esperienza per sensibilizzare l’opinione pubblica e incoraggiare un cambiamento culturale. “Ho pensato a lungo se parlarne – scrive – ma sento dentro di me una voce che urla, che ha bisogno di uscire. Non posso più accettare che mi si dica ‘dai, non è successo niente’. È una frase che colpisce come uno schiaffo. Non è più tollerabile”.
L’assessora ha voluto ringraziare anche la tecnologia che l’ha salvata: “Solo Dio sa quante volte ho ringraziato la centralina della mia macchina per aver funzionato. Pregavo: resta chiusa, resta chiusa…”.
Le parole di Chiara Iuliano arrivano come un grido potente contro l’indifferenza e il silenzio. La sua testimonianza si inserisce con forza nel dibattito sulla violenza di genere, ricordando che nessun luogo, nessuna ora del giorno, nessuna donna può dirsi davvero al sicuro finché non cambierà il modo in cui la società affronta questi temi.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google
ormai non c’è piu controllo queste cose sono all’ordine del giorno compresi i femminicidi. Ci vorrebbero pene piu severe, più polizia in giro come una volta ora non vedi quasi mai nessuno qualche pattuglia ogni tanto qualche vigile che non si scompone nemmeno se ti investono con la bicicletta o il monopattino, la gente non è più tutelata. Una volta c’era il delitto d’onore ora gli assassini di turno, poco è cambiato. ma non solo per le donne tutto è peggiorato tutta la società basta vedere i morti sul lavoro ogni volta senti il discorso Non deve piu succedere….se i governi non fanno qualcosa di concreto queste cose continueranno a succedere ma siccome a loro interessa le corse agli armamenti c’è poco da sperare
Innanzitutto massima solidarietà all’aggredita . Quello che mi chiedo io , è , com’è che sia possibile che uno con acclamati problemi psichici e recidivo a questo tipo di reati , possa circolare liberamente e tranquillamente per strada….. avanti cosi quando la gente si farà giustizia da sola , non vi lamentate. Taxi driver docet
Voglio esprimere la mia più sincera solidarietà per il tentativo di violenza subito aggiungo che ha fatto bene a parlarne e a segnalare il terribile fatto subito
condivido e mi associo