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Stupro di gruppo a ragazzina orchestrato dal 'boss' di 16 anni

Stupro di gruppo ai danni di una ragazzina di 15 anni.
Stupro di gruppo aberrante perché organizzato, programmato, pianificato. Continuato attraverso la chiave del ricatto alla morale.
17, 16, 15, persino 14 anni, quelli che una volta chiamavamo quasi ancora bambini, quelli che ora si usa dire ‘ragazzini’, però la violenza che riescono a mettere in scena in gruppo è una cosa allucinante.

Lei è una quindicenne, e gli stupratori, dodici persone in tutto, hanno, il più grande diciassette anni, gli altri sedici e quindici. Ce n’è pure uno che non ne ha ancora compiuti 14. Per lui la formula prevede “età non imputabile”. E infatti, a differenza degli altri, che sono stati arrestati, lui sta a casa. «Affidamento alla famiglia».

La storia. Una ragazzina di Pimonte, paesino di Napoli, si innamora di un sedicenne. Lui è magro-magro e bassino, però è uno che fa il duro, uno che nel gruppo di amici comanda perché è il leader. È un ragazzino, ma il linguaggio del ricatto già lo conosce. Convince la quindicenne a fare sesso con lui, e intanto convoca gli amici in una zona di campagna, dove porterà quella che crede di essere la sua fidanzata.

La coppietta ha un rapporto mentre gli amici della banda filmano con gli smartphone. Subito dopo la minaccia: o lei va con tutti gli altri, o i video saranno pubblicati sui social. Lei è costretta ad accettare. Gli amici sono quattro o cinque. Il ricatto continua, il giorno dopo sono una dozzina.

Il ‘capo’ della banda appartiene a una famiglia legata a un boss locale. Anche suoi parenti avrebbero partecipato alle attività criminali della zona. Il minorenne avrebbe assimilato negli anni una mentalità della sopraffazione esercitata mediante il ricatto e la minaccia anche attraverso il web.

I fatti erano diventati di dominio pubblico circa 20 giorni fa, in seguito ad un articolo apparso su un sito internet che annunciava l’avvio di indagini per una presunta violenza di gruppo da parte di minorenni ai danni di una 15enne, accostando la storia ad una analoga vicenda accaduta a giugno a San Valentino Torio (Salerno).

Qualcuno aveva fatto circolare sui social network la notizia e l’autore della violenza era andato a minacciare pubblicamente, nella piazza del paese, l’autore del post: un uomo adulto, tre volte più grande d’età del ragazzino.

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

Tra gli 11 minorenni che ieri mattina hanno ricevuto la notifica dell’Ordinanza di custodia cautelare per le violenze sessuali, almeno un paio sono legati da vincoli di parentela a elementi della criminalità locale.

Laura Beggiora | 26/07/2016 | (Photo: d’archive) | [cod pimonte]

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