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giovedì 24 Giugno 2021

Situazione mezzi Actv migliorata con l’80%, ma è tregua armata

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Trasporti: una matassa ancora da sbrogliare.
Ad oggi si sono rivelate infruttuose le trattative fra lavoratori, Actv, Avm e la stessa città d’acqua e di terra che assiste e subisce i problemi che derivano dalla crisi dei trasporti, dalle contrattazioni occupazionali insoddisfacenti e dall’estate che avanza e che fa presagire, come ampiamente sperimentato, una marea di turisti che si appresta a visitare Venezia.
Trascinando i trasporti nella categoria della scienza, non resta che appurare che le discipline che convivono e s’intercettano nei tavoli di lavoro, nelle vertenze sindacali e nel malessere della città, non riescono a trovare reciproco ascolto e men che mai, coesione e sintesi.
Le relazioni che intercorrono fra lavoratori e Azienda sono peggiorate ‘anche’ alla luce di alcuni episodi di scontro fra passeggeri ed equipaggio, odiosi quelli che hanno portato al pronto soccorso una marinaia, offesa e aggredita al punto di sentirsi male e altri scontri spiacevoli sui mezzi.
È strano come il pericolo Covid in queste prime settimane sia stato scavalcato, quasi ignorato e se è pur vero che i vaccini ci hanno rassicurati, rimangono in ogni caso presenti e obbligatorie le regole di prevenzione.
Fra queste, il distanziamento e una capienza ragionata di passeggeri sui mezzi di trasporto. Elemento quest’ultimo, che prevedendo l’imbarco del 50%, ha scontentato le persone in attesa, che hanno ovviamente protestato per differenti ragioni e che talvolta sono entrate di forza nei mezzi sconfinando le regole della capienza.

C’è chi vive nelle isole e deve recarsi al lavoro, come il pendolare, che quando salta una corsa o non viene imbarcato, deve rispondere del ritardo al datore di lavoro, c’è chi vive un’urgenza, magari deve sottoporsi a una visita in ospedale.
C’è chi viene a Venezia ed è in vacanza e vuole usare bene il suo tempo. Ci sono i veneziani che per mille motivi vogliono prendere il motoscafo, il vaporetto, per esempio gli anziani che faticano a camminare con il carrello della spesa, le mamme con i bambini in carrozzina, le persone disabili.
Tutti hanno ragione, tutti aventi diritto.
Qualcosa stride se il pensiero si affaccia a qualche mese fa, quando ognuno di noi, con senso di responsabilità rispettava quelle regole dettate dalla paura del contagio. Sì, qualcosa stride.
Per dar parziale risposta a tutte queste domande d’imbarco e di snellimento delle code e dei diverbi, l’Actv ha ieri annunciato che la capienza di tram, autobus, vaporetti e motoscafi, è aumentata all’80%.
Un’occasione, pare, di disgelo, anche se lascia interdetti la modalità.
L’accoglimento dovrà essere subordinato all’uso delle mascherine, la sanificazione delle mani e la [?] distanza.

Il Comune approva l’iniziativa in considerazione del crollo degli incassi (150milioni) nel periodo della pandemia. I sindacati affrontano di petto Avm e rinfacciano la disdetta degli accordi integrativi di secondo livello, le mancate assunzioni stagionali e il blocco del turn over.
L’Azienda, per evitare le resse di veneziani diretti in spiaggia, o al salone della Biennale, si avvarrà della partecipazione dei mezzi Alilaguna e Venice by Boat, aziende private in appalto che stanno contribuendo ad alleggerire le situazioni di tensione.
I lavoratori sono offesi con il sindaco Luigi Brugnaro che li ha accusati di sabotaggio e il Sindacato unito ha organizzato una conferenza stampa, facendo appello al Prefetto, affinché intervenga sull’inadeguatezza del servizio offerto dall’Actv e comprenda che tutte le difficoltà pesano sulle spalle dei lavoratori che da mesi, inascoltati, rivendicano attenzione.
Neppure i quattro scioperi degli ultimi tempi sono riusciti a modificare lo stato delle cose: qualche promessa, qualche rinvio a ottobre per le questioni salariali, non hanno convinto.
Se le istituzioni, le Aziende non riusciranno a farsi carico del malessere generale, delle difficoltà dei lavoratori e dei cittadini, se riusciranno ad evitare la necessità delle forze dell’ordine sugli imbarcaderi e sui mezzi.
Se insomma, non allenteranno le tensioni, promuovendo interesse per i diritti violati, così definiti dai sindacati, e per la salute dei passeggeri e la messa in sicurezza dei lavoratori, la vertenza sarà lunga e difficile.

Per questi motivi la città si aspetta di uscire da questa fragile umanità che non riesce a dialogare, che non ha ben chiaro se siamo ancora dentro o fuori del tutto dalla pandemia, gli impulsi sono tanti, forse più delle responsabilità. Che sono di tutti e di ognuno.

Andreina Corso

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