COMMENTA QUESTO FATTO
 

'Sissi', la poliziotta che si sarebbe sparata, aveva denunciato un bacio di una detenuta

Maria Teresa Trovato Mazza, che tutti conoscono come Sissi, combatte sempre tra la vita e la morte, mentre si allargano vicende e notizie incerte e inquietanti che stridono, in fondo, rispetto la condizione a rischio che la poliziotta sta vivendo, dopo quello sparo così imprevisto e sinistro in un ascensore dell’Ospedale Civile di Venezia.

Mentre i genitori respingono sempre con forza la teoria del tentato suicidio di Maria Teresa in quell’ascensore del Padiglione Jona dell’Ospedale Civile di Venezia, emergono fatti nuovi che descrivono, quanto meno, la situazione ambientale in cui Sissi si sarebbe trovata.

La famiglia di Sissi non ha mai creduto al suicidio, lo ha affermato in tutti i modi, anche a “Chi l’ha visto”, che ha trattato questa vicenda, mettendo a fuoco il già visto e detto e nuove e inedite considerazioni.
Dalla posizione della pistola, alle relazioni interpersonali, ora giunge la notizia di un provvedimento disciplinare che Sissi avrebbe subito, a causa di una indagine interna tutta da valutare.

Si pensa e suppone che la questione riguardi un bacio, scambiato tra una agente del carcere femminile con una donna detenuta. Sissi avrebbe fatto rapporto alla direzione penitenziaria e questo avrebbe comportato un procedimento disciplinare a suo carico, e da qui sembrano essere nate le situazioni di imbarazzo e di difficoltà che avrebbero invaso la vita privata di Sissi.

Ora sembrano tante le circostanze che sono venute alla luce, con i loro fraintendimenti e supposizioni: alcune a livello di rivelazione, altre di pettegolezzo. Quel che è certo è che Sissi avrebbe mal sopportato le indagini e le iniziative disciplinari a suo carico e che si trovava in forte imbarazzo e preoccupazione rispetto il suo ambiente di lavoro, per aver aperto una vertenza conflittuale e dai contorni sfuocati.

Inchiesta e trasmissioni televisive come ‘Chi l’ha Visto?’ continuano a scavare e a portare alla luce presunti interrogativi inquietanti che vengono posti in contrapposizione. Come quello, ad esempio, secondo cui gli inquirenti confermano che la giovane si è sparata il colpo di pistola in testa. La tesi è messa in dubbio dai familiari dell’agente che sostengono come il foro di entrata del proiettile si trovasse nella parte sinistra della testa e quindi incompatibile con il fatto che Sissi non è mancina, mentre gli investigatori confermano ancora una volta che non ci sono, al momento, elementi per dire che la giovane sia stata indotta al suicidio o che qualcuno abbia cercato di ucciderla.

Nel frattempo, Sissi è stata trasferita dalla famiglia, in una clinica calabrese, dopo oltre un mese dal ricovero all’ospedale dell’Angelo dove è sempre rimasta in coma.
Oggi, quindi, Maria Teresa Trovato Mazza è tornata nella sua Calabria, ricoverata dai familiari in una clinica del posto. Il suo corpo, dal giorno del presunto colpo di pistola autolesionistico in quell’ascensore veneziano, non ha mai dato segni di risveglio, ma neanche di cedimento definitivo.

Andreina Corso

10/12/2016

Riproduzione Riservata.

 

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here