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Separazione Venezia – Mestre, che cosa ne pensate? Sondaggio in tre clic

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Il referendum di separazione Venezia - Mestre si farà. Perchè, come e quando

Separazione Venezia – Mestre sì o no? Referendum sì, referendum no.
Importanti autorità cittadine affermano che il momento storico della città lo vede necessario ed ora è opportuno. Il sindaco, Luigi Brugnaro, invita, invece, a non andare a votare per ‘invalidarlo’ parlando di effetti “catastrofici” incombenti se la separazione dovesse vincere.

Il momento della scelta non è vicino, ma si sta avvicinando. Per questo vorremmo chiederti, in forma anonima, qual è la tua opinione in merito.

Un semplice sondaggio sul tema del “Referendum per la separazione tra Venezia e Mestre” è da oggi attivo sulle nostre pagine. Tre semplici domande a cui rispondere con un ‘clic’ che aiuteranno tutti a comprendere meglio come la pensano i nostri concittadini.

La Voce di Venezia, invece, si impegna a rendere noti ad intervalli regolari i risultati dei voti e il flusso delle scelte dei nostri lettori.

Il sondaggio si trova alla fine di questo articolo e in ogni altra pagina del sito nello spazio più basso della colonna di contenuti.

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Mattia Cagalli
Fin dalla prima ora tra i fondatori di questo Giornale, è giornalista, scrittore e regista cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione, si occupa anche di calcio e del Verona, sue grandi passioni.

22 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. E’ un problema che riguarda Veneziani e Mestrini innanzitutto. Non mi sembra opportuno coinvolgere la Città Metropolitana.
    Se la questione invece ha anche valenze “superiori” – come a me sembra – allora il referendum riguarda tutti.
    PAOLO – Portogruaro

  2. NO ALLA SEPARAZIONE!!! Mestre è Venezia. Forse New York ha diviso Manhattan dal resto della città? Siamo tutti Veneziani. I Mestrini lavorano a Venezia, i Veneziani lavorano a Mestre. Raddoppiare i posti di potere vorrà dire morire di spese di gestione, moltiplicare la corruzione e creare nuovi potentati. Non dobbiamo arrivare a soluzioni drastiche per colpa di chi NON HA SAPUTO GOVERNARE Venezia. Che vadano a studiare come funziona New York, Parigi, Londra, città che vivono del turismo di un centro storico, supportate da un Hinterland nel confronto del quale noi siamo uno sputo.

  3. Il ripristino dei due Comuni di Venezia e Mestre comporta un maggior risparmio della macchina pubblica e maggior democrazia per una maggior vicinanza delle due comunità a chi la dirige. Sono due realtà diverse Venezia Lagunare e Mestre con bisogni e necessità diverse. Perciò vota e fai votare SÌ

  4. NON REGALO VENEZIA A NESSUNO.Non ci provino a comprarci con le ILLUSIONI.
    Ci sono decisioni che sono lontane dalla propria convinzione, ma sono dettate dalla propria CONDIZIONE SOCIALE ED ECONOMICA. La legge 39/2017 della Regione del Veneto tempo DUE ANNI vuoterà VENEZIA – ISOLE – MESTRE dei suoi abitanti “ricchi” tanto da non poter occupare un alloggio pubblico, costringedoli ad andare oltre MESTRE. Venezia è una città troppo vecchia, alla Regione del Veneto conviene sbarazzarsi degli immobili vetusti di Venezia di mare, infatti interventi di risanamento non ne fà, non solo negli alloggi ma anche nelle scuole come succede invece a Mestre. Venezia deve essere una città d’elite. Perchè dovrei votare SI’ dare l’Autonomia a Venezia quando la mia condizione ed il mio destino è già stato segnato? Luigi Brugnaro (di cui non sono sostenitrice) lo disse chiaramente appena insediato a Cà Farsetti: – i VENEZIANI PREPARINO LE VALIGIE, ED I PRECARI A CASA. E’ accaduto tutto. Sono certa che non è stata farina del suo sacco, i progetti glieli hanno preparati. Mi spiace ma mi è impossibile pensare in buona fede. SE MI ASSICURANO, CARTA SCRITTA, CHE I VENEZIANI CHE OCCUPANO GLI ALLOGGI PUBBLICI RIMARRANNO A VENEZIA VOTO SI, altrimenti la mia fiducia non la regalo a nessuno e neppure il mio voto. La separazione non porta benefici immediati , ma anni di caos e di vuoto.

  5. Venezia e Mestre condividono popolazione (buona parte di mestrini e margherini sono -oppure erano?- veneziani trasferitisi in terraferma) e, in parte, l’ambiente lagunare, quindi rimane la necessità di una stretta integrazione tra le due aree urbane. Tuttavia i problemi specifici delle stesse sono numerosi, gravi e in tantissimi casi altamente specifici; per questo è necessaria la divisione del Comune unico fascista e il ripristino dei precedenti Comuni di Venezia e Mestre, con autonome amministrazioni che, pur collaborando tra loro, possano e vogliano porre attenzione alla soluzione degli specifici problemi di ciascuna delle due aree urbane, quella lagunare e quella sulla terraferma.

    • e daghela con fascismo col re…con conte volpi, basta non ci sono altri argomenti? Siano nel 2019 basta col fascismo, a mio parere adesso sian messi peggio…e che no comincemo che le leggi razziali, la società moderna ha fatto ben peggio, l’europa e l’america in oriente va dove stà la guerra per missioni di pace, armati come tartarughe ninja, carri armati, missili intelligenti che uccidono gli innocenti, solamente per giocare ai soldatini. che co…i

  6. Due città in grave difficoltà perché la gestione politica degli ultimi decenni non è stata all’altezza. Venezia, famosa in tutto il mondo per la sua storia e la sua specificità, sta per essere ridotta a un borgo per inettitudine e avidità. Mestre che aveva una sua bellezza e una sua identità, ridotta a un cumulo di cemento senz’anima. Sfruttamento di basso livello del territorio da parte di forze imprenditoriali che non capiscono il territorio e non sono interessate ad un vero sviluppo armonico. Senza dubbio si al referendum e, se possibile, senza quorum: sono cambiate le situazioni è giusto che i cittadini si riprendano la responsabilità di decidere del loro futuro.

  7. L’intero pianeta vede la differenza tra Venezia e Mestre. Sono due città i cui comuni sono stati forzosamente uniti da un editto fascista del 1926. I residenti delle due città hanno problemi diversi e prospettive diverse. Tutte le promesse e le previsioni fatte in passato da chi invitava a votare no al ripristino dei due comuni sono fallite, Venezia si è svuotata, Mestre non è cresciuta socialmente. Ora è tempo di ridare un futuro alle due città liberandole dal giogo dell’unione forzata. Non si capisce poi perchè tra i 44 comuni che formano la città metropolitana di Venezia ci siano i comuni di Torre di Mosto, Spinea, Strà, Quarto d’Altino ma Mestre non debba avere diritto ad essere comune.

  8. Per Venezia un Sindaco Veneziano che abiti a Venezia… un Sindaco campagnolo per Mestre.
    Consiglieri comunali nuovi, è ora di mandare a casa chi cambia casacca quando cambia le mutande.
    Maggioritario puro elezione diretta anche degli assessori da parte dei cittadini.

    • Se fossi residente, voterei SI alla separazione. Venezia storica e Mestre hanno poco in comune. Oltretutto, Mestre numericamente pesa di piu’. I problemi di Venezia sono cosi’ particolari e specifici da non poter occuparsi anche della terraferma…

    • Io sono per la divisione. Dico a coloro che vogliono rimanere uniti, ma non vedete in che condizioni è ridotta Mestre, favaro sembra terzo mondo. Guardate basta fare un giro nei paesi cittadine san Donà, noventa, fossalta ecc. sembra di essere in Svizzera. Favaro veneto comune

  9. Venezia e Mestre sono due Città importanti del Veneto che possono e devono essere governate ciascuna per sé, come avviene per tutte le altre.
    Venezia e Mestre hanno circa un migliaio di anni e mezzo di storia, non sono certo nate unite nel 1926, quando il Regime ha deciso che ci sarebbe stata una “Grande Venezia” per fare l’ “Impero italiano”…
    Preso atto – dopo quasi un secolo – che l’operazione della “metropoli veneziana unica” è fallita, è tempo di porvi rimedio e questa pare pure la volontà maturata nella maggioranza dei cittadini veneziani e mestrini.
    Il tema “aumento delle spese della politica” è risibile.
    Le spese legate ai costi amministrativi resteranno sempre quelle.
    Ciò che cambia è la qualità dell’amministrazione: solo questo aspetto fa la differenza sulla vita dei cittadini. Uno dei segreti della buona amministrazione, si sa, è GOVERNARSI DA SOLI !!!

  10. Nel sondaggio al terzo quesito manca la scelta “non voterò” che è quella suggerita dal sindaco ed anche la mia

  11. Uno spreco di danaro per riproporre un quesito già più volte bocciato dalla popolazione Mestrino Veneziana che interessa solo uno sparuto numero di politicanti in cerca di nuove “cadreghe”.
    Sono pienamente d’accordo col Sindaco.
    Sarebbe giusto che se non si raggiungesse nemmeno il minimo di votanti per rendere valido il referendum i costi venissero addebitati ai proponenti

    • Mestre è ammalata di degrado. Solo un’attenzione ed una dedizione specifica ed esclusiva potranno aiutarla. È una realtà urbana con problemi molto gravi completamente diversi dai problemi di Venezia e Lido.

    • Anch’io non voterò, è ora di finirla con questo referendum! I veneziani che abitano a Mestre vogliono rimanere veneziani, inoltre è indubbio che negli ultimi tempi Mestre è molto migliorata. Vorrei solo che chi continuamente propone il referendum ne pagasse anche le spese, cordiali saluti

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