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Mestre, Guardia Archeologica Nazionale: “Salviamo l’antico pozzo: resti visibile dov’è.”

Mestre, un pozzo del XV secolo emerge durante i lavori. La Guardia Archeologica Nazionale: "Salviamo l'antico pozzo: resti visibile dov'è."

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Le archeoguardie chiedono tutela, conservazione in situ e valorizzazione pubblica del manufatto emerso in via San Pio X.

Durante i lavori per la rete del gas è emerso, sotto via San Pio X a Mestre, un pozzo-cisterna del XV secolo, insieme ad altri elementi di interesse archeologico.

Il ritrovamento comprende due strutture murarie e una canaletta orientata verso il Marzenego, elementi che potranno contribuire alla conoscenza dell’antico assetto dell’area e del sistema di fossati collegato a Castelnuovo.

Il pozzo presenta caratteristiche costruttive di particolare interesse: laterizi disposti a curva e legati con malta di calce, una base in pietra d’Istria e un rivestimento interno impermeabilizzato in cocciopesto. Il manufatto risulterebbe inoltre rappresentato nella cartografia storica del 1778.

Le indagini archeologiche proseguono sotto la sorveglianza della Soprintendenza ABAP per il Comune di Venezia e Laguna. Il responsabile d’area, Azzolini, si è riservato ogni valutazione al termine degli accertamenti.

LA POSIZIONE DELLA GUARDIA ARCHEOLOGICA NAZIONALE

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La Guardia Archeologica Nazionale ritiene che il ritrovamento non debba essere considerato una semplice interferenza con un cantiere.

Quel pozzo è una testimonianza materiale della storia di Mestre.

Per questo la GAN seguirà la vicenda con attenzione e sostiene la necessità che il manufatto venga tutelato, conservato nel luogo in cui è stato ritrovato e reso visibile alla cittadinanza. come rilevato correttamente dal sovrintendente Azzolini.

Tra le soluzioni da valutare, una copertura trasparente è l’unica scelta possibile per consentire di mantenere il manufatto nel suo contesto originario, permettendone al tempo stesso la lettura pubblica.

I volontari sostengono che un bene archeologico emerso dal sottosuolo non debba essere automaticamente cancellato dalla vista. Un pozzo del Quattrocento non è un intralcio: è una parte della storia di Mestre tornata alla luce. E quando la storia riemerge dal sottosuolo, la prima responsabilità è proteggerla; la seconda è farla conoscere.

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