Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Proseguono tutt’ora senza risultato le ricerche nella laguna di Venezia dopo lo scontro avvenuto nelle prime ore della mattinata di ieri tra un barchino e un taxi acqueo. Dal momento dell’incidente si cerca una giovane donna dichiarata dispersa, mentre suo marito versa in condizioni molto serie. La coppia viaggiava nell’imbarcazione più piccola.
La donna di cui non si hanno notizie è Gabriella Querino, 26 anni, originaria di Burano. Risulta sparita da oltre ventiquattro ore, anche se non ci sono ancora ufficialmente riscontri oggettivi che testimoniano che fosse a bordo con il marito pescatore.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Nella zona del sinistro continuano dunque le perlustrazioni: sul posto lavorano Vigili del Fuoco, carabinieri e personale della Capitaneria di Porto. I sommozzatori, arrivati da Vicenza, stanno ispezionando fondali e secche, mentre dall’alto vengono condotte ricognizioni con l’elicottero Drago.
Le difficoltà operative sono legate alle correnti e alla visibilità ridotta. Gli operatori scandagliano ogni angolo dello specchio d’acqua interessato, ma finora non è emersa alcuna traccia che possa ricondurre a Querino.
Il barchino su cui viaggiava la coppia è stato recuperato solo a metà del pomeriggio di ieri, dopo essere stato localizzato dai sommozzatori. Il relitto è ritenuto elemento chiave per ricostruire la dinamica dello schianto: dall’esame dello scafo gli investigatori sperano di ottenere informazioni utili sulle cause dell’affondamento.
Il taxi acqueo coinvolto è stato sequestrato. Al momento, nelle carte d’indagine figura la versione fornita dall’autista, che ha dichiarato di non aver visto l’altro natante e di non aver chiaro il numero di persone che fossero a bordo. Gli inquirenti del nucleo natanti dei carabinieri di Venezia stanno ascoltando testimoni e valutando ogni elemento raccolto, in assenza però di riprese video della collisione: nel tratto di laguna interessato non risultano telecamere utili.
Il marito di Querino, Sean Michieli, 25 anni, è stato soccorso in stato di incoscienza e trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Angelo di Mestre. I medici parlano di un quadro clinico critico: Michieli è stato sottoposto a due interventi chirurgici nello stesso giorno per un grave trauma cranico. Al momento è ricoverato in Rianimazione; le condizioni vengono definite gravi ma stabili.
Secondo la versione dei familiari, i due viaggiavano spesso assieme in barca: Michieli proviene da una nota famiglia di pescatori e aveva trasmesso la passione per il mare anche alla moglie. I parenti hanno riferito che la coppia si era sposata tre mesi fa e che abitualmente condivideva le uscite in laguna.
Le operazioni di soccorso hanno visto impiegati tutti i mezzi possibili: oltre ai sommozzatori e agli elicotteri, sono state utilizzate unità lagunari e si è valutato l’impiego di moto d’acqua per ricerche ravvicinate. Fino a sabato sera le ricognizioni dall’alto non avevano segnalato la presenza di corpi in acqua.
Resta aperta anche la valutazione sulle cause che hanno portato all’impatto. L’autista del taxi avrebbe raccontato che navigava lungo il canale che collega le Fondamenta Nove all’aeroporto Marco Polo di Tessera quando il barchino avrebbe attraversato la sua rotta. Al momento gli accertamenti tecnici sullo stato dello scafo e le testimonianze raccolte sono gli elementi principali su cui si concentrano le indagini in cerca di conferme o meno su questa versione.
La prima ricostruzione della dinamica dell’incidente vedrebbe dunque il barchino, che navigava sulla sinistra del taxi in arrivo, accorgersi di trovarsi in una zona di fondale basso, da qui la decisione di spostarsi sul lato destro del senso di marcia del taxi. Purtroppo, secondo questa teoria, proprio mentre avveniva l’attraversamento, sarebbe sopraggiunto il mezzo più grande, investendo in pieno il più piccolo.
Sul luogo dell’incidente sono ancora in corso le attività per escludere anche la presenza di altre persone a bordo del barchino.
Il conducente del taxi, infatti, ha dichiarato di non aver visto l’altra barca e di non essere proprio in grado di precisare quante persone ci fossero a bordo.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google