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La rinuncia di Tresoldi mette in luce la fuga dei talenti e la crisi del calcio italiano

Nicolò Tresoldi, cresciuto in Germania e ora al Club Brugge, opta per la nazionale tedesca: un caso che evidenzia il calo dei minuti degli italiani in Serie A e i problemi strutturali.

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La decisione di Nicolò Tresoldi, attaccante classe 2007 cresciuto nel vivaio tedesco e oggi al Club Brugge, di non proseguire il percorso con la Nazionale italiana e preferire la Germania ha riacceso il dibattito sulla capacità del sistema calcistico nazionale di trattenere i propri talenti.

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Inserito dalla Lega Serie A tra i 100 giovani più promettenti, Tresoldi è stato seguito per tecnica e intelligenza di movimento. La scelta è legata anche alla continuità progettuale maturata nelle rappresentative giovanili tedesche, ma nella percezione pubblica il caso assume valore esemplare: un giovane originario di Cagliari formato all’estero che non indossa la maglia azzurra.

Il fenomeno non è isolato. Secondo i dati citati, la presenza di giocatori italiani nei titolari di Serie A è scesa al 31%, mentre il 64% degli arrivi nel mercato estivo 2026 è rappresentato da stranieri. I minuti giocati dagli italiani in Serie A sono calati dal 70% nella stagione 2005-06 a circa il 30% nell’ultima stagione.

Dietro questi numeri si intrecciano problemi economici: il sistema calcio italiano avrebbe accumulato debiti per miliardi e, nell’ultimo quarantennio, centinaia di società sono fallite o sono state escluse dai campionati per questioni finanziarie. Per gli osservatori, questi indicatori non sono solo dati contabili, ma segnalano difficoltà nel produrre, valorizzare e far crescere i giovani talenti fino ai massimi livelli.

Le conseguenze sulle sorti della nazionale maggiore sono evidenti. Dopo le esclusioni dai Mondiali di Russia 2018 e Qatar 2022, l’Italia è stata eliminata anche dalla qualificazione a USA-Canada-Messico 2026: la sconfitta ai rigori contro la Bosnia-Erzegovina nei play-off ha segnato, per la prima volta, tre World Cup consecutivi senza gli Azzurri.

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Di fronte a questo scenario sono state avanzate diverse proposte di riforma: riduzione del numero di club professionistici, nuovi meccanismi di finanziamento per i vivai e misure per tutelare i minuti degli italiani in campo. Tuttavia, lo sviluppo di questi interventi scontra interessi consolidati e l’inerzia del sistema e fatica a trovare attuazione.

Nel quadro istituzionale, la recente presenza a Roma del nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri, del nuovo allenatore Roberto Mancini e del presidente della FIGC Giovanni Malagò è parte della scena che dovrà confrontarsi con la necessità di invertire la rotta del calcio nazionale (Roma, 29 luglio 2026).

Il caso Tresoldi, al di là della singola vicenda, è letto da molti come un campanello d’allarme: se il calcio italiano non riuscirà a produrre, trattenere e valorizzare i propri giovani, la crisi della nazionale potrebbe protrarsi anche oltre il prossimo ciclo.

Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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