Un corteo a Mestre è stato respinto alla rampa del Cavalcavia a mezzogiorno, con un confronto tra manifestanti e forze dell’ordine che ha lasciato sette poliziotti feriti, con tagli e contusioni. L’episodio è avvenuto tra via Torino e la rampa, dove la protesta ha tentato di avanzare in una zona vietata.
Il questore Antonio Sbordone aveva imposto agli organizzatori il divieto di attraversare dalla rotonda di via Torino verso la rampa; il percorso previsto doveva invece proseguire lungo via Gozzi. Durante la mattinata alcuni partecipanti hanno cercato comunque di forzare l’area interdetta, provocando il contatto con il cordone della polizia e le successive cariche di respingimento.
Dopo lo scontro il corteo ha poi ripreso il cammino seguendo via Gozzi. Le forze dell’ordine hanno effettuato respingimenti e cariche per impedire il passaggio nella zona bloccata; si registrano contatti stretti tra le due parti, che hanno causato i ferimenti degli agenti.
A Venezia, invece, la manifestazione è partita da campo Santa Margherita alle 9, con destinazione piazzale Roma, dove i partecipanti hanno temporaneamente bloccato il traffico e calato uno striscione dalla sommità del parcheggio comunale.
A Mestre il raduno è iniziato a piazzale Cialdini: la mobilitazione, promossa dal Coordinamento studenti medi e dal collettivo Pandora, ha percorso via Forte Marghera e Corso del Popolo. La tappa davanti al liceo Guggenheim è servita per ricordare Giacomo Gobbato, l’attivista ucciso in quel punto mentre cercava di sventare una rapina; sull’asfalto è comparsa una scritta in suo ricordo. Gli studenti hanno poi proseguito, ma il corteo è stato fermato all’incrocio con via Torino da un cordone di polizia, dando così luogo alle tensioni culminate alla rampa del Cavalcavia.
Il traffico nelle zone interessate ha inevitabilmente subito forti ripercussioni: per circa un’ora l’ingresso dei veicoli a piazzale Roma è stato limitato e le corse degli autobus Actv deviate verso il Tronchetto.
La mobilitazione – densa e articolata – si è svolta in contemporanea con altre iniziative nel Veneziano. Elicotteri hanno sorvolato l’area per il coordinamento delle forze, la cui presenza è risultata “doppia” vista la simultaneità delle manifestazioni in centro storico e in terraferma. In piazza si sono alternati cittadini, lavoratori, studenti, comitati, collettivi e residenti.
La giornata di oggi, venerdì 30 ottobre, coincide con lo sciopero generale nazionale di 24 ore, indetto in molte città d’Italia contro il caro vita, la guerra e le politiche del governo. La mobilitazione è stata animata soprattutto da movimenti studenteschi e sindacati di base, che tra le richieste citano aumenti salariali e maggiori investimenti nei servizi pubblici.
La Commissione di garanzia ha escluso alcuni settori dallo sciopero, in particolare il trasporto pubblico, perciò i servizi dovevano essere garantiti; nonostante ciò il sindacato Usb ha mantenuto la propria adesione, lasciando aperta la possibilità di disagi alle utenze.
Le proteste si sono diffuse anche in altre città del Nordest: cortei e presìdi sono stati segnalati a Treviso, Padova, Vicenza e Trieste.
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