
Alle 7:40 del 30 ottobre 2016 una scossa di magnitudo 6,5 e profondità di circa 9 km colpì l’Appennino centrale: l’epicentro fu individuato tra Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera, al confine tra Umbria e Marche. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia qualificò quell’evento come il terremoto più forte in Italia dopo quello dell’Irpinia del 1980 (Mw 6,9). L’evento seguì le scosse del 24 e del 26 ottobre e provocò feriti, crolli e sfollati; tra i simboli distrutti il crollo della basilica di San Benedetto a Norcia.
A dieci anni di distanza il quadro è quello di una ricostruzione avanzata sul piano amministrativo, con molti luoghi restituiti alla comunità, ma permangono cantieri complessi e questioni aperte sul ritorno alla normalità e sullo spopolamento delle aree interne.
Ricostruzione privata: numeri e stato dei cantieri
Dal 2016 sono stati aperti 4.054 cantieri privati; 2.625 di questi sono stati conclusi. I contributi concessi ammontano a circa 1,64 miliardi di euro, di cui 1,09 già liquidati. La cosiddetta ricostruzione leggera ha registrato 2.107 cantieri conclusi, pari all’89% di quelli avviati; per la ricostruzione pesante risultano terminate 518 pratiche, circa il 31%.
L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR), che ha elaborato i dati diffusi dalla Struttura commissariale e dalla Regione Umbria, indica un indice complessivo di attuazione delle procedure del 92% e valuta che nove pratiche su dieci siano state evase. Tale indice misura l’iter amministrativo e non corrisponde automaticamente alla chiusura fisica dei lavori. A Norcia, nello specifico, le istanze accolte sono 1.322 (73%), mentre 336 (19%) sono state rigettate o archiviate.
Ritorno nelle proprie case
In Umbria sei famiglie su dieci si sono già riallocate nelle loro abitazioni, ma 877 nuclei familiari risultano ancora in attesa. Nel 2022 le richieste di assistenza abitativa (CAS, SAE e altre forme) erano 1.731, circa il doppio rispetto al dato attuale.
Opere pubbliche, patrimonio culturale e servizi
Per la ricostruzione pubblica sono stati programmati 834 milioni di euro per 574 interventi finanziati; il 97,5% di questi risulta avviato almeno con la nomina del responsabile del procedimento. Tra le restituzioni alla vita pubblica avvenute nel 2026 figurano il Palazzo comunale di Norcia, dotato di isolatori sismici, e il Teatro civico. A Cascia sono stati riaperti il Municipio e la chiesa di San Francesco.
Per il patrimonio religioso e culturale sono stati finanziati 194 beni per 153 milioni di euro, e l’80% degli interventi, compresa la progettazione, è stato avviato. La basilica di San Benedetto è stata riaperta il 30 ottobre 2025; la prima messa si è svolta il 31 ottobre 2025. Si attende la restituzione dell’abbazia di Sant’Eutizio a Preci, dove sono state completate la copertura della chiesa e il ricollocamento del rosone ricomposto con i frammenti originali. A Norcia sono partiti da pochi giorni i lavori sul complesso monumentale di San Francesco.
Nelle giornate dell’anniversario sono previste inaugurazioni: gli edifici ospedalieri di Norcia e Cascia, ricostruiti ex novo con criter
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