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AVM/Actv informa che per venerdì 23 aprile 2021 dalle ore 12:00 alle ore 15:00 è stato proclamato uno sciopero aziendale che potrà interessare il personale delle società AVM, Actv e VeLa.
Conseguentemente i servizi di trasporto AVM/Actv di navigazione, tranviari e automobilistici urbani ed extraurbani, il servizio People Mover di collegamento Tronchetto-Marittima-P.le Roma, le biglietterie VeneziaUnica, gli uffici AVM aperti al pubblico (sosta e ztl auto di Mestre) e i parcheggi in struttura (Autorimessa di P.le Roma, Park Sant’Andrea, Park Candiani e Park Costa) potranno subire irregolarità durante la fascia oraria di interesse.
L’azienda ricorda anche che per il servizio di trasporto pubblico di navigazione di Venezia non sono previsti i servizi minimi (come da normativa per scioperi inferiori alle 4 ore).
Viene ricordato anche che le fasce orarie di proclamazione dello sciopero si riferiscono al rientro e all’uscita dei mezzi dai depositi, conseguentemente la regolarità del servizio potrà essere garantita solo con riferimento alle ultime e alle prime corse che saranno pubblicate on line sul sito actv.it e avmspa.it nei prossimi giorni.
Quanto su esposto si applica anche alle corse aggiuntive di supporto al servizio di linea con origine gli Istituti Secondari Superiori del territorio servito che dunque potranno non essere garantite in uscita dagli Istituti.
Per maggiori informazioni sono disponibili i canali social istituzionali @muoversivenezia e il call center Dime 041 041.
Lo sciopero di venerdì 23 aprile si staglia in una situazione di agitazioni per il trasporto pubblico locale anche a livello nazionale per il rinnovo del contratto di lavoro.
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Scopri come fare
E’ già in programma, infatti, lo sciopero del trasporto pubblico di 24 ore del primo giugno. L’agitazione riguarderà tutto il trasporto pubblico locale.
A proclamare la protesta, dopo quelle dell’8 febbraio e del 26 marzo scorsi, sono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna “per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto da più di tre anni”.
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(foto da archivio)
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