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domenica 17 Ottobre 2021

SANTOSHA di Mara Vian [concorso letterario]

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«Appannano gli occhiali e sono introvabili» sospirò Gigi chiudendo il sacchetto congela-alimenti convertito a custodia-mascherine.
«Io metto la bandana: una volta tolta, la lavo e l’asciugo all’aperto sotto i raggi del sole. Proteggo naso e bocca in modo fashion» ridacchiò Fosca ancora in pigiama. «Iniziare la giornata con la pratica yoga cambia l’approccio alle faccende quotidiane. Sai, è un’iniezione di fiducia e serenità» disse, arrotolando il tappetino da yoga
Gigi sorrise asimmetrico: in quei giorni di “iorestoacasa”, be’… il più attivo nelle faccende domestiche era lui. Tecnologia applicata alla pulizia e all’ordine: robottino che aspirava la polvere e detergeva, orologi che spaccavano il minuto, TV perfettamente sintonizzata, luce portatile da sospendere sulla tastiera del computer…
Cucinare sano e bilanciato era compito di Fosca: semi, noci e vitamine a gogò. «Con l’età, il calo delle difese immunitarie ci rende fragili, Gigi. Esponendoci al sole in giardino potremmo ottenere la dose quotidiana di vitamina D» era la sua solfa all’ennesimo piatto di salmone al limone con funghi e rucola.
«Il giardino è giallo, secco, fessurato. Foglie morte ovunque. Ci vorrebbe una cura di giovinezza per il prato e una per noi vecchiotti» ironizzava Gigi.
Con lo scoppio dell’emergenza, i mass media non avevano fatto che sottolineare spietatamente che i più esposti al Coronavirus erano loro, gli ultra sessantacinquenni, come se in qualche maniera fosse rassicurante il fatto che a rischiare fossero solo gli anziani.
«Questo del Covid non è il modo giusto per andarsene. Comunque, abbiamo avuto il modo di goderci questi anni nei quali stiamo invecchiando e, dovendo scegliere chi deve vivere e chi morire, meglio morire noi piuttosto che nostro figlio» aveva commentato Gigi.
Fosca aveva approvato.

Ultimamente erano sempre in totale sintonia! Certi che in Italia la crescita delle imprecisioni e delle mezze verità andasse avanti dall’iniziale “è come un’influenza stagionale”, che la fiaba del sistema Italia che stava dando ottime lezioni al mondo fosse tragicomica quanto la pagliacciata dei decreti seriali e contraddittori, le cose dette e poi rimangiate, la retorica insopportabilmente dolciastra del “ne usciremo migliori”. Certi che alla fine di quella parentesi buia gli imbecilli ne sarebbero usciti imbecilli com’erano prima del Covid 19.
Nonostante la pratica yoga, Fosca in quei giorni faticava a trovare la calma e a frenare la lingua. Quando in TV era volata la frase insensata “chi critica le autorità è un disfattista” si era infuriata. Gigi aveva tentato di risollevarle l’animo con una serie di spiritosaggini, ma aveva dovuto retrocedere per non peggiorare lo stato delle cose.
Dopo l’ennesimo strampalato discorso di opinionisti e moralisti, l’ennesimo tristissimo “speciale” sul coronavirus, l’ennesima conta dei morti e dei malati, l’ennesimo stupido balcone in musica e in festa, l’ennesima autocelebrazione del governo, Fosca era scoppiata senza reprimersi.
Anche Gigi ogni tanto esplodeva. Dov’erano mascherine, tamponi, camici, disinfettanti, respiratori, posti letto in rianimazione? E i test, il tracciamento rapido dei contatti, l’isolamento immediato dei malati? E la visita di Conte in Lombardia?

«Vergogna! Basta TV. Distraiamo la mente dai pensieri ansiogeni. Proviamo a vivere al meglio senza sensi di colpa.»
Così Gigi si era intrattenuto al telefono più volte con Lucio per delle chiacchierate toccasana. Quel vecchio testardo diceva: «Abbiamo vissuto il dopoguerra, il freddo, la fame. Che vuoi che ci faccia questa quarantena?»
Fosca, invece, si era immersa in internet e in lunghe video conversazioni con Rosy: cosa c’è di più bello di un’amica che ti ascolta, ti consola, ti fa un sorriso complice?
Gigi aveva preso in mano i libri di fotografia che da sempre avrebbe voluto avere il tempo di leggere; sua moglie aveva rivalutato cruciverba, labirinti, giochi di osservazione, unisci i puntini e tanto altro. Nessun sospiro annoiato, insomma.
Groupon, poi, addolciva ogni giorno del loro confinamento casalingo con “Stai sereno. Dal tuo divano dai un’occhiata a questi codici sconto!” e “Resta a Casa. Dedicati alla tua Bellezza”.
Era un dispenser di mille opportunità scaccia-pensiero a prezzo bassissimo!
Corsi di Public Speaking, Grampi Interior o Product Design, tinte per capelli, massaggiatori anti cellulite, gel effetto lifting, creme contro i segni dell’invecchiamento. Scontatissime! Spaziavano da quella al veleno di medusa a quella di bava di lumaca, financo a quella di olio di fegato di squalo!
«Meglio non farmi trovare impreparata il giorno in cui girerò per il Lido senza mascherina» aveva detto Fosca e aveva ordinato un vasetto formato 50 ml di crema al veleno di medusa. Sconto 90%!

C’era chi nel web proponeva di approfittare di tutte le ore libere per differenziare/ riciclare/buttare/riorganizzare, ma, in qualche modo, quelle attività richiedevano un faticoso processo di riformulazione di se stessi, di cambiamento interiore.
Fosca, che aveva fatto i conti con la propria natura ben prima che la pandemia avanzasse, si piaceva così com’era: pigra, vogliosa, fantasiosa, curiosa, illusa, determinata, volubile. Dunque, non aveva voglia di rinnovarsi e non aveva l’animo per riordinare credenze e armadi.
«Vestiti» l’esortò Gigi chiudendo la finestra che aveva spalancato per far ricambiare l’aria.
«Non rimarrò tutto il giorno in pigiama» lo rassicurò Fosca, sistemando sul letto il mix di cuscini che decoravano la testata. Quello con la scritta ricamata “casa dolce casa” lo trattenne tra le mani e lo sprimacciò ripetutamente.
«Problemi?»
«Il fatto è che mi sento a casa quando non sono a casa. Adesso saremmo dovuti essere a Cuba» rispose ponendo il cuscino «Ricordi la crociera transoceanica per raggiungere l’Argentina? L’idea di trascorrere tanto tempo in mezzo all’oceano senza poter scendere a terra mi spaventava.»
«Durante la traversata mi sono fermato ad ogni angolo della nave a cercare l’immagine perfetta e la luce perfetta. Ho fotografato tutto ciò che vedevo.»
«Temevamo la noia» continuò Fosca, spostando la sedia dove ammassava gli indumenti prima di coricarsi «invece non ci siamo annoiati affatto.»
«I giorni di sola navigazione sono stati un’esperienza magica. Ricordo ben il lettone King Size. Riposo e confort speciali» continuò Gigi facendo l’occhiolino.
«Nell’attesa del vaccino anti Covid, potremo goderci la vita come se fossimo a bordo di un panfilo in mezzo al mare» suggerì Fosca, la cui fantasia le permetteva di trovare sempre relazioni tra l’immaginario e il reale dove non ce n’erano.

Il mare intorno a loro in verità era in piena tempesta, ma la faccia di Fosca pareva la copia dell’emoji “Alla grande”. Meglio reggere il gioco: «Non male l’idea! Buffet in cucina, ristorante in soggiorno per menù raffinati accompagnati da una vasta gamma di vini nazionali. Lounge bar con sottofondo di musica anni ’60 in mansarda. American bar nel portico sul giardino…»
«E tra un aperitivo e qualche stuzzichino, ci sdraieremo al sole sul prato respirando a pieni polmoni lo iodio del mare» continuò Fosca, sorpresa positivamente dall’immaginazione creativa del marito.
Gigi la fissò muto, allarmato. “Bisognerà asportare le foglie e le parti morte dalle piante, sradicare le erbacce, arieggiare, riseminare, concimare” pensò.
Fosca, intanto, aveva già elaborato il “Daily”, il giornale di bordo con le tutte attività d’intrattenimento incastrate perfettamente: «Mattino: palestra con le macchine e attività fisica con Antenna Tre in seminterrato. Pomeriggio: Zoom con le mie amiche per ballo di gruppo. Sera: immersione in una serie Netflix. In salotto. Qualche pomeriggio fai da te in garage e pratica yoga ovunque, a orario libero. Il panfilo si chiama Santosha. Nella pratica yoga, “Santosha”, è l’arte di accontentarsi di quello che hai raggiunto e che c’è nella tua vita in questo momento indipendentemente dal fatto che la tua mente lo definisca “positivo” o “negativo”.»
Gigi la guardò in un silenzio benevolo. In verità il “Daily” che lui avrebbe voluto ricevere era quello che dà le informazioni sullo sbarco. Uno sbarco sicuro, in un porto sicuro. Tempesta Covid 19 completamente passata.
«C’è anche la SPA: vasca a idromassaggio, ampi specchi per una beauty routine con più calma, candele per rendere l’ambiente più rilassante…» proseguì Fosca.
«E lettone super confort per spegnere le tensioni e abbandonarci al tocco di un massaggio?» l’interruppe Gigi.
«Sì e cuscini memory, uno speciale materasso “doppio lato” per fornire sia un supporto morbido sia uno più rigido, biancheria da letto di lusso…»
«Be’, sono proiettato a immaginare scenari meravigliosi in quest’area del panfilo» la bloccò Gigi abbracciandola.
«Allora, non ci resta che iniziare la nostra crociera. Mi vesto e scendo in cucina per il rito della colazione.»
«Come! Niente room service a bordo del nostro Santosha?»
«Avresti dovuto compilare il cartellino con l’ordinazione ieri sera.»

 

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