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Rissa al Lido di Venezia, due conoscenti si azzuffano al bar poi spuntano i coltelli: finiti all’ospedale

Una serata che sembrava ordinaria tra conoscenti e fatta di chiacchiere si è trasformata in un drammatico episodio di violenza. Due uomini, un 54enne Lidense e un altro residente nella stessa zona, sono finiti al pronto soccorso in seguito ad una rissa scoppiata nella notte tra martedì e mercoledì davanti ad un bar del Gran […]

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Una serata che sembrava ordinaria tra conoscenti e fatta di chiacchiere si è trasformata in un drammatico episodio di violenza. Due uomini, un 54enne Lidense e un altro residente nella stessa zona, sono finiti al pronto soccorso in seguito ad una rissa scoppiata nella notte tra martedì e mercoledì davanti ad un bar del Gran Viale Santa Maria Elisabetta. Entrambi, alla fine, hanno dovuto ricorrere alle cure mediche essendo stati feriti con oggetti taglienti – c’è chi parla di un coltello apparso improvvisamente durante la zuffa, e chi invece racconta di bottiglie rotte usando i cocci come arma – riportando lesioni giudicate guaribili in circa dieci giorni.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla polizia e dai testimoni presenti, il diverbio sarebbe nato realmente per futili motivi, probabilmente acuiti dal caldo e da uno stato di alterazione dovuta all’alcol. La situazione, inizialmente verbale, è rapidamente degenerata in scontro fisico con calci, pugni e infine l’uso di “armi da taglio”.

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I due uomini avevano trascorso parte della serata all’interno del locale. Intorno a mezzanotte, secondo alcuni presenti, si sarebbe verificata una prima discussione degenerata in colluttazione. Uno dei due, il 54enne M.T., si sarebbe poi allontanato in auto assieme alla propria compagna ma solo per pochi attimi: poco dopo ha infatti fatto ritorno sul luogo della discussione forse avendo già idee facinorose. Al ritorno, l’altro soggetto coinvolto, L.C., l’avrebbe immediatamente riconosciuto e si sarebbe messo davanti al veicolo per impedirne la marcia.

È stato in quel momento che la tensione è esplosa nuovamente: secondo quanto ricostruito M.T. avrebbe impugnato un oggetto tagliente colpendo L.C. al torace. Quest’ultimo, però, è riuscito a reagire, ferendo a sua volta l’aggressore a un braccio. Poi, entrambi sanguinanti, si sono diretti autonomamente al punto di primo intervento del Lido per ricevere le prime cure. L.C., che era stato colpito al petto, ha avuto bisogno di essere trasportato in ambulanza all’ospedale Civile di Venezia per accertamenti e cure più “impegnativi”.

Le condizioni cliniche di entrambi, in ogni caso, non sono gravi e nessuno dei due è risultato essere in pericolo di vita. L’episodio ha però destato allarme tra residenti e commercianti della zona. Gli agenti del Commissariato del Lido, intervenuti tempestivamente grazie alla segnalazione di alcuni clienti del bar, hanno identificato entrambi i protagonisti della rissa e stanno ora analizzando le testimonianze e le riprese video delle telecamere di sorveglianza per ricostruire con precisione dinamica e responsabilità dei fatti.

Non si esclude che alla base della lite possano esserci rancori pregressi o motivi personali, ma al momento gli investigatori mantengono il più stretto riserbo. Le indagini proseguono anche per valutare eventuali responsabilità da parte del locale che ha fatto da sfondo all’aggressione. In particolare, si indaga sul fatto di quanto possa esser stato opportuna la somministrazione ripetuta di alcolici in una determinata situazione che può portare ad un’eventuale violazione di norme di sicurezza.

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Il locale, tra l’altro, è già noto alle forze dell’ordine essendo rimasto chiuso in estate del 2023 per 10 giorni con provvedimento di sospensione della licenza del Questore di Venezia. Il provvedimento era stato adottato in seguito a gravi fatti avvenuti quando un gruppo di cinque ragazzi di 15 anni erano stati soccorsi da personale del 118 in forte stato di alterazione alcolica per aver assunto numerosi superalcolici. Tre dei minori erano stati accompagnati da personale Suem presso il Posto di primo Intervento e trattati per “intossicazione alcoolica” mentre una quarta ragazza era stata ricoverata presso l’ospedale Civile San Giovanni e Paolo di Venezia per una forma più grave della stessa intossicazione.

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