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Ragazzini veneziani che hanno distrutto la falegnameria: quali gli interventi previsti dalla Legge?

Ha suscitato un comprensibile stupore la vicenda dei tre ragazzini veneziani, tutti minori di 14 anni, che hanno distrutto con azioni tanto gravi quanto ripetute e tentato di incendiare una nota falegnameria della Città. Molti commentatori affermano che questi minori andrebbero rieducati e che i genitori dovrebbero non solo risarcire i danni ma anche vedersi […]

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Ha suscitato un comprensibile stupore la vicenda dei tre ragazzini veneziani, tutti minori di 14 anni, che hanno distrutto con azioni tanto gravi quanto ripetute e tentato di incendiare una nota falegnameria della Città.

Molti commentatori affermano che questi minori andrebbero rieducati e che i genitori dovrebbero non solo risarcire i danni ma anche vedersi sottrarre i figli alla luce di una (asserita) evidente incapacità educativa.

Senza entrare nel merito della vicenda, in attesa delle indagini, vediamo che cosa prevede in questi casi la Legge italiana.

In un nostro precedente articolo (“Bullismo e responsabilità dei genitori”) avevamo ricordato come l’adolescente che non abbia ancora compiuto 14 anni non sia imputabile (articolo 97 del codice penale) ma il Giudice, qualora accerti la sua pericolosità sociale, possa assoggettarlo ad una misura di sicurezza quale il riformatorio giudiziario.

Atti di Bullismo, chi ne risponde? Le responsabilità dei genitori

Il dovere dei genitori, i quali sono responsabili a norma dell’art. 2048 codice civile non solo quali sorveglianti, ma anche come educatori (così si è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5485/1997), è quello di impartire un’educazione “personalizzata ed efficace”; la vigilanza sull’operato dei figli può ritenersi “adeguata” solo se impartita “in conformità alle condizioni sociali, familiari, all’età, al carattere e all’indole del minore” (sentenza n. 26200/2011 della Corte di Cassazione), in modo da rispondere efficacemente alle necessità educative del singolo. 

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Nel caso dei ragazzini che hanno devastato la falegnameria, con azioni tanto gravi quanto reiterate, sembra evidente non solo una mancata vigilanza da parte dei genitori ma anche una carenza educativa che li ha portati a commettere gli atti vandalici.

Questa responsabilità espone i genitori all’obbligo di risarcire i danni provocati (le prime stime parlano di 100.000 euro) all’imprenditore della falegnameria.

Se questo principio è intuitivo, rimane da chiedersi quali possano essere le conseguenze di questi atti criminosi sul rapporto fra genitori e figli; in altre parole, se la responsabilità genitoriale dimostratasi carente possa essere limitata.

L’articolo 333 del codice civile stabilisce che: “Quando la condotta di uno o di entrambi i genitori non è tale da dare luogo alla pronuncia di decadenza prevista dall’articolo, ma appare comunque pregiudizievole al figlio, il giudice, secondo le circostanze, può adottare i provvedimenti convenienti e può anche disporre l’allontanamento di lui dalla residenza familiare …”.

Fra i provvedimenti che il Giudice può adottare, assume particolare rilevanza quello dell’affidamento del minore ai servizi sociali del territorio, qualora ogni altro intervento di sostegno alla famiglia si riveli inefficace.

L’intervento dei servizi sociali può estrinsecarsi con modalità diverse, a seconda che l’affidamento preveda compiti di vigilanza, supporto ed assistenza senza limitazione di responsabilità genitoriale (c.d. mandato di vigilanza e di supporto), ovvero sia conseguente ad un provvedimento limitativo della responsabilità genitoriale.

Nel primo caso il provvedimento indicherà dettagliatamente i compiti demandati ai servizi, esclusi poteri decisori; nel secondo caso, invece, l’affidamento ai servizi deve essere giustificato dalla necessità di non potersi provvedere diversamente all’attuazione degli interessi morali e materiali del minore, non avendo sortito effetto i programmi di supporto e sostegno già svolti in favore della genitorialità.

I contenuti del provvedimento debbono essere ispirati ad un principio di proporzionalità, richiedendosi che i compiti dei servizi siano descritti specificamente, con riguardo ai doveri e ai poteri sottratti dall’ambito della responsabilità genitoriale e distinti dai compiti che sono eventualmente demandati al soggetto collocatario (se persona diversa da i genitori), mentre i servizi non possono svolgere funzioni e compiti propri della responsabilità genitoriale, se non specificamente individuati nel provvedimento limitativo (in tal senso la recente Ordinanza della Suprema Corte n. 32290 del 21/11/2023).

In termini elementari, il minore continua ad abitare con i genitori ma la loro educazione viene sottoposta alla sorveglianza dei servizi sociali i quali riferiscono al Tribunale per i Minorenni, il quale modifica o revoca il provvedimento.

Il caso dei ragazzini veneziani verrà adeguatamente valutato dalla Magistratura dopo un’attenta fase istruttoria; riformatorio giudiziario o affidamento ai servizi sociali?

Avv. Luca Azzano-Cantarutti     Avv. Giulia Azzano-Cantarutti

Venezia, ragazzini vandalizzano falegnameria. Danni per 100mila euro

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Avv. Luca Azzano-Cantarutti Avv. Giulia Azzano-Cantarutti
Avv. Luca Azzano-Cantarutti Avv. Giulia Azzano-Cantarutti
Luca Azzano-Cantarutti , avvocato con abilitazione al patrocinio avanti la Corte di Cassazione e le Magistrature superiori. Già parlamentare. Nel 1990 fonda lo Studio Legale Azzano-Cantarutti & Associati, con sede in Venezia, San Marco 3911, ed altra sede in Adria.
Giulia Azzano-Cantarutti è Avvocato, fra i più giovani in Italia a conseguire l'abilitazione, cura in particolare il diritto di famiglia e delle successioni.
Per contatti : segreteria@acstudiolex.it
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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. La situazione di sicurezza nella zona Lido e Castello sembra essere altrettanto preoccupante di notte. Gli episodi di violenza continuano a verificarsi, e gli aggressori sono gli stessi individui noti per frequentare alcune palestre. Questi luoghi, oltre a essere luoghi di pratica sportiva, sembrano essere utilizzati per apprendere e perfezionare tecniche di combattimento, che poi vengono impiegate per intimidire e aggredire gli studenti. È fondamentale che le autorità intervengano immediatamente per garantire la sicurezza dei giovani e ripristinare l’ordine pubblico.

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