Invece di riequilibrare finalmente la Laguna si vuole consolidarne il suo degrado

Il progetto che sarà votato martedì prossimo in Commissione di Salvaguardia rappresenta un giro di boa definitivo per la Laguna.

Se il progetto passasse, quanto è stato disposto dalle leggi speciali, cioè agire sulle cause del degrado della Laguna, non si potrebbe più fare per i secoli a venire.

L’intervento di armare con palancolate di ferro alte 9,5 metri le sponde del Canale dei petroli sancirebbe definitivamente il degrado, lo squilibrio e la divisione in due della Laguna.

Inoltre il progetto si configura con i soliti criteri di urgenza: è lo stralcio di un progetto generale MAI approvato, che prevede anche scogliere. Progetto che è stato bocciato nel 2013 dal Ministero dell’ambiente.

Vi preghiamo di dare risalto alla notizia con la speranza almeno di un ripensamento e di una più seria valutazione delle conseguenze di esso sulla Laguna da parte della Salvaguardia.

Lidia Fersuoch

La lettera inviata qui sotto.

Dott. Sergio Costa
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
segreteria.ministro@pec.minambiente.it
MATTM@pec.minambiente.it

Dott. Danilo Toninelli
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
segreteria.ministro@pec.mit.gov.it
segreteria.ministro@mit.gov.it

Dott. Alberto Bonisoli
Ministro per i Beni e le Attività Culturali
mbac-udcm@mailcert.beniculturali.it
ministro.segreteria@beniculturali.it

Provveditore Interregionale per il Veneto, Trentino AA, Friuli Venezia Giulia
ing. Roberto Linetti
oopp.triveneto@pec.mit.gov.it

Componenti della Commissione di Salvaguardia di Venezia
coordinamento.commissioni@pec.regione.veneto.it

Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna
arch. Emanuela Carpani
mbac-sabap-ve-lag@mailcert.beniculturali.it
emanuela.carpani@beniculturali.it

Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare –
Direzione generale per le Valutazioni e le autorizzazioni ambientali (Dva)
dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it
(MATTM Direzione generale VIA?)

Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare –
Direzione generale per la Tutela del Territorio e Risorse idriche
DGTri@pec.minambiente.it

Oggetto: Progetto per la Protezione del Canale Malamocco-Marghera. Richiesta di blocco del progetto e avvio del riequilibrio della Laguna di Venezia

La legge speciale del 1973 prescrive «la protezione e la valorizzazione dell’ambito naturale con particolare riguardo all’equilibrio idrogeologico e all’unità fisica ed ecologica della laguna»; la legge speciale del 1984 finanzia (e articola) le «opere volte al riequilibrio idrogeologico della laguna, all’arresto e all’inversione del processo di degrado del bacino lagunare e all’eliminazione delle cause che lo hanno provocato»; la legge speciale del 1992 sancisce il Piano degli Interventi per il «ripristino della morfologia lagunare» e per l’«arresto del processo di degrado della laguna»; nel 1993 è approvato il Piano Morfologico; seguono nel 1995 le prescrizioni del Palav e nel 2003 quelle della Commissione di Salvaguardia. Tuttavia tutti gli interventi previsti per arrestare il processo di degrado della Laguna non sono ancora stati attuati.

In questi giorni invece l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, preso atto della gravissima situazione di erosione del bacino centrale della Laguna prodotta dal Canale Malamocco-Marghera (e attestata da numerosi studi scientifici, ad esempio le recenti pubblicazioni del Cnr) ripresenta un progetto per irregimentare definitivamente il detto canale con materiali dal Palav dichiarati incompatibili con la Laguna (palancolate di acciaio cui si aggiungeranno scogliere di massi di enorme pezzatura). Ancora una volta invece di dare attuazione alle leggi speciali che prevedono di rimuovere le cause del degrado si progetta di congelarlo definitivamente con opere irreversibili, impedendo nel futuro qualsiasi possibilità di invertire il processo e ridare funzionalità alla Laguna Centrale. Il Canale Malamocco-Marghera, tristemente noto come Canale dei Petroli, così armato nelle sponde con palancole e scogliere, diventerà un’autostrada del mare, distruggendo definitivamente l’unità fisica ed ecologica della Laguna e provocando ulteriori, inevitabili squilibri.

Nel 2013 il Ministero dell’Ambiente, la Soprintendenza, il Mav e la Commissione di Salvaguardia fermarono un analogo progetto che prevedeva scogliere nel bacino lagunare. Italia Nostra chiede con forza agli stessi enti di bloccarlo nuovamente nella prossima riunione della Salvaguardia del 6 novembre.

Oggi comunque non è più sufficiente limitarsi a bocciare progetti contrari alle leggi vigenti. Mentre Venezia e la sua Laguna appaiono devastate dalla recente acqua alta eccezionale del 29 ottobre, è urgente una riflessione sul futuro della Laguna, e in particolare del bacino centrale, soggetto a fenomeni erosivi drammatici. Alcune voci sostengono che il riequilibrio è ormai impossibile e le opere necessarie irrealizzabili: l’Aggiornamento del Piano Morfologico riteneva «opportuno definire l’assetto (della Laguna) in termini funzionali negoziando un processo di (dis)equilibri tra ecologia, morfologia e usi». Tale scioccante teoria del ‘disequilibrio negoziato’ è stata recentemente sconfessata dal Ministero dell’Ambiente, che ha bocciato l’Aggiornamento. Italia Nostra ritiene dunque che sia possibile cambiare rotta e agire sulle cause, invece di consolidare lo squilibrio e sancirlo per i secoli a venire: chiare prescrizioni vengono dall’Ufficio di Piano, dalle Osservazioni presentate (anche da Italia Nostra) al Mattm sull’Aggiornamento del Piano Morfologico, dall’Ispra, dalla Direzione Via del Ministero dell’Ambiente. Le indicazioni fornite consentono di riprogettare il Piano Morfologico al fine di conseguire il riequilibrio e il restauro della Laguna. Altri contributi in tal senso, di S. Boato e L. Bonometto, sono stati pubblicati nel 2017 rispettivamente nei «Quaderni della Laguna» del Cvn e nel volume La Laguna di Venezia e le nuove opere alle bocche, edito dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.

Chiediamo pertanto al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e al Provveditore alle Opere Pubbliche, ing. Linetti, di farsi promotori di un convegno in cui si possano riproporre, aggiornandoli, gli obiettivi di riequilibrio e restauro morfologico della Laguna previsti per legge.

La Laguna di Venezia si è formata 6000 anni fa. Negli ultimi 60 anni ne abbiamo sconvolto la morfologia, la funzionalità ecologica e idraulica. Ci vorrà forse un secolo per ritrovare un possibile equilibrio. Italia Nostra chiede che si inizi ora, riunendo in un convegno di studio le forze e le conoscenze della comunità scientifica, e abbandonando definitivamente progetti ispirati da interessi contingenti e di parte.

Il presidente nazionale e legale rappresentante
Mariarita Signorini

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