Invece di riequilibrare finalmente la Laguna si vuole consolidarne il suo degrado


Invece di riequilibrare finalmente la Laguna si vuole consolidarne il suo degrado armando il Canale Malamocco-Marghera

Tre leggi speciali (1973 1984 e 1992), un Piano Morfologico del 1993 e le prescrizioni del PALAV del 1995 e della Commissione di Salvaguardia del 2003. TUTTE le disposizioni prescrivono “la protezione e la valorizzazione dell’ambito naturale con particolare riguardo all’equilibrio idrogeologico e all’unità fisica ed ecologica della laguna” attraverso “opere volte al riequilibrio idrogeologico della laguna, all’arresto e all’inversione del processo di degrado del bacino lagunare e all’eliminazione delle cause che lo hanno provocato”. Ad oggi queste prescrizioni non sono state attuate.

Invece, proprio in questi giorni, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, preso atto della gravissima situazione di erosione del bacino centrale della Laguna prodotta dal Canale Malamocco-Marghera (e attestata da numerosi studi scientifici, ad esempio le recenti pubblicazioni del CNR) ripresenta un progetto per irregimentare definitivamente il detto canale con materiali dichiarati incompatibili dal PALAV con la Laguna (palancolate di acciaio cui si aggiungeranno scogliere di massi di enorme pezzatura).

Il Canale Malamocco-Marghera, tristemente noto come Canale dei Petroli, così armato nelle sponde con palancole e scogliere, diventerà un’autostrada del mare, distruggendo definitivamente l’unità fisica ed ecologica della Laguna e provocando ulteriori, inevitabili squilibri. Nel 2013 il Ministero dell’Ambiente, la Soprintendenza, il MAV e la Commissione di Salvaguardia fermarono un analogo progetto che prevedeva scogliere nel bacino lagunare.

Italia Nostra chiede con forza al Ministri Sergio Costa, Danilo Toninelli e Alberto Bonisoli, al Provveditore Interregionale per il Veneto, ing. Roberto Linetti, ai Componenti della Commissione di Salvaguardia di Venezia e alla Soprintendente di Venezia, arch. Emanuela Carpani di bloccare nuovamente tale progetto nella prossima riunione della Salvaguardia del 6 novembre.

Oggi comunque, non è più sufficiente limitarsi a bocciare progetti contrari alle leggi vigenti. Mentre Venezia e la sua Laguna appaiono devastate dalla recente acqua alta eccezionale del 29 ottobre, alcune voci sostengono che il riequilibrio è ormai impossibile e le opere necessarie irrealizzabili. Tale scioccante teoria del “disequilibrio negoziato” è stata recentemente sconfessata dal Ministero dell’Ambiente, che ha bocciato l’Aggiornamento.

Italia Nostra ritiene che sia possibile cambiare rotta e agire sulle cause, invece di consolidare lo squilibrio e sancirlo per i secoli a venire. La Laguna di Venezia si è formata 6000 anni fa. Negli ultimi 60 anni ne abbiamo sconvolto la morfologia, la funzionalità ecologica e idraulica. Ci vorrà forse un secolo per ritrovare un possibile equilibrio. Si inizi subito, riunendo in un convegno di studio le forze e le conoscenze della comunità scientifica, e abbandonando definitivamente progetti ispirati da interessi contingenti e di parte.

Italia Nostra


ultime notizie venezia

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here