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Profughi nelle ex-scuole di Piovezzano, il no di Andrea Bassi e Massimo Giorgetti

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La dichiarazione, da parte del Commissario Prefettizio del Comune di Pastrengo, di voler proseguire senza tentennamenti nel proprio intento di insediare un gruppo di profughi nelle ex-scuole di Piovezzano, non frena gli oppositori. Anzi, fa registrare l’ingresso sulla scena anche del Vice Presidente del Consiglio regionale Massimo Giorgetti.

‎Giorgetti, vice coordinatore regionale di Forza Italia, insieme al collega Andrea Bassi (Lista Tosi per il Veneto), hanno annunciato che, pur appartenendo a diversi schieramenti in Consiglio Regionale (uno maggioranza, l’altro opposizione), uniranno gli sforzi per tentare di fermare lo sciagurato progetto.

“Non vogliamo – afferma Giorgetti – oggi soffermarci sui tanti motivi che rendono assolutamente inopportuna la scelta, ma evidenziare quelle che ci sembrano forzature non coerenti con le varie normative. Abbiamo già chiesto l’accesso agli atti per avere in mano tutta la documentazione per poi segnalare quegli aspetti relativi al bando di gara che non ci convincessero all’ex Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici oggi inglobata all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Inoltre, visto che l’esecutore dei lavori sul bene pubblico (la scuola) sarà il soggetto che si aggiudicherà il bando o una ditta dallo stesso individuata, chiederemo che ci siano costanti verifiche nel cantiere al fine di garantire che siano rispettate tutte le norme edilizie e di sicurezza”.

“Ma un’altra forte perplessità è la seguente: qualche anno fa il comune di Pastrengo chiese alla regione Veneto, per il tramite dell’ufficio tecnico, un contributo per il progetto di adeguamento sismico dell’edificio ex-scuola che costa in totale 255.000 euro. Il sottoscritto, in qualità di assessore regionale ai lavori pubblici -continua Giorgetti- ha stanziato poi nell’anno 2015 un contributo di 179.000 euro, anche per andare in contro alle insistenti richieste dell’allora sindaco Varolo che voleva a tutti i costi riqualificare l’edificio per rimetterlo finalmente a piena disposizione della comunità. Oggi lo stesso ufficio tecnico avvalla un altro progetto che quantifica in soli 20.000 euro i lavori necessari per rendere abitabile l’edificio e ad adibirlo a ricovero per i richiedenti asilo. Qualcosa non torna: o la spesa nel primo progetto era gonfiata oppure quello attuale è ampiamente inadeguato. E se -conclude Giorgetti- con una leggera scossa di terremoto, venisse giù tutto, chi se ne assume la responsabilità?”

“Condivido in pieno le osservazioni ‎del collega ed aggiungo ulteriori aspetti di forte perplessità. Innanzitutto -attacca Bassi-, da ex presidente della Commissione Urbanistica Regionale, mi chiedo se un edificio avente una destinazione d’uso scolastica può essere adibito ad uso residenziale/ricettivo senza che serva per esempio una variante urbanistica o che ci sia qualche altro tipo di adempimento edilizio da rispettare. Poi mi chiedo: se i 20.000 euro non fossero necessari a rendere abitabile l’edificio, secondo le norme che qualsiasi professionista è tenuto ad osservare, e ne servissero per esempio il doppio? Chi pagherebbe la differenza? É evidente che, se li pagasse il Comune, scatterebbe la nostra immediata segnalazione alla Corte dei Conti per danno erariale; mentre se il vincitore omettesse volutamente alcune spese per rimanere dentro il limite massimo previsto dal bando, sarebbe forse ancora peggio, in quanto significherebbe che il business è ben più remunerativo di quanto calcolato dell’estensione del bando. Ma quel che mi preoccupa di più è sapere se, in caso di cedimenti all’edificio per lavori svolti non a regola d’arte oppure insufficienti a rendere sicuro l’edificio, si verificassero episodi che arrecano danni a cose o persone, chi se ne assumerebbe la responsabilità?”

I due consiglieri infine colgono l’occasione di esternare il loro sostegno al candidato sindaco Gianni Testi. ‎”È l’unico volto nuovo, è a capo di una lista civica slegata dai partiti, proviene dalla società civile ed soprattutto l’unico che ha preso seriamente posizione, sia con dichiarazioni che con precise istanze protocollate, contro questa scellerata decisione del Commissario: la sua chiarezza e la sua determinazione in questa fase sono la garanzia che, in caso di sua elezione, risolverà la questione visto che, tra l’altro, si è impegnato a revocare immediatamente la delibera incriminata. D’altronde poco ci convince l’altro candidato sostenuto dalla strana alleanza tra alcuni partiti del centrodestra e il Partito Democratico, che sulla gestione dei profughi hanno idee nettamente divergenti e che quindi condannerebbero Piovezzano a questa antipatica convivenza”.

Redazione| 13/05/2016 | (Photo d’archive) | [cod realma]

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