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mercoledì 04 Agosto 2021

Le prime parole di Marta: “Cosa è successo?”

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Marta Novello è sveglia, respira autonomamente e si avvia a guarigione, ringraziando Dio. Tra le cicatrici più profonde ci saranno quelle psicologiche da sopportare: quale mente razionale può trovare una spiegazione per una simile feroce bestialità contro un altro essere umano?
Il quadro drammatico in cui l’ha spedita un 15enne che le ha sferrato almeno 20 coltellate mentre lei semplicemente faceva jogging, era stato descritto dal primario di Terapia Intensiva di Cà Foncello, Treviso, Stefano Formentini: Marta è stata raggiunta da diverse coltellate al torace che hanno provocato un pneumotorace a entrambi polmoni. Aveva una grave ferita all’addome, inoltre è stata operata al terzo dito della mano destra per lesione del tendine, la tipica “ferita da difesa”.
Marta Novello è sveglia, ha chiesto e ottenuto di parlare con i genitori per qualche minuto. Non deve stancarsi. Secondo informazioni trapelate avrebbe chiesto cosa è successo. Ci vorrà tutta la delicatezza possibile per spiegarle l’accaduto senza farle rievocare quei terribili momenti. D’altra parte, viene spiegato, al momento è comprensibile che non ricordi: la mancanza di lucidità è normale dopo quasi tre giorni in stato di coma indotto.

Sul movente dell’aggressione da parte del 15enne è ancora buio totale. Marta stava facendo jogging lungo via Marignana, una lunga strada alberata di Marocco di Mogliano fiancheggiata da monumentali ville venete e cascine di campagna, quando è stata assalita alle spalle e ridotta in gravi condizioni.
Venerdì il suo aggressore sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia per la convalida dell’arresto per tentato omicidio alla presenza del pm del Tribunale dei minori di Venezia Giulia Dal Pos, che ieri ha voluto effettuare un sopralluogo nel punto dell’aggressione.
Che cosa abbia spinto il ragazzino a uscire da casa con un coltello da cucina, salire in bicicletta, seguire la donna per varie decine di metri durante la sua corsa e poi colpirla alle spalle, resta ancora un mistero. La pista privilegiata dai Carabinieri rimane quella della rapina ma gli interrogativi sul perché l’adolescente si sia avventato con tanta rabbia su Marta rimangono senza risposta.
A nutrire dubbi è anche il legale del giovane, Matteo Scussat. “Quale che sia il movente e l’evento scatenante – afferma – le modalità e le circostanze dell’azione fanno pensare ad un disagio, ad un disturbo profondo che andrà indagato”. Non è ancora chiaro se i due si conoscessero e neppure che cosa può aver spinto l’adolescente a sorprendere la giovane alle spalle, accanendosi più e più volte con la lama sul suo corpo. Nell’annunciare di non voler rilasciare altre dichiarazioni prima dell’udienza di convalida, l’avvocato Scussat ripete che nel gesto “vi sono aspetti di atipicità che sfuggono all’ordinarietà”. Intanto, nel colloquio avvenuto mercoledì presso il centro di prima accoglienza del carcere di Treviso dove il ragazzo è stato portato, il legale gli ha consigliato “di prendersi del tempo per riflettere ed elaborare l’accaduto”. “Analoga riflessione farò io – continua – sul riferito e il percepito”. Davanti alla drammaticità dei fatti, conclude il legale, la famiglia dello stesso 15enne “è scossa, chiusa nel suo dolore, ed esprime viva preoccupazione per le condizioni di salute di Marta e vicinanza ai suoi familiari”.

Intanto le indagini proseguono. I carabinieri hanno acquisito cellulare e computer dell’aggressore su disposizione del sostituto procuratore Giulia Dal Pos: in questi dispositivi si cercano frammenti di verità sull’accoltellamento di Marta Novello. L’accusa al momento è di tentato omicidio conseguente all’ipotesi di rapina. Ma ciò non può bastare a spiegare l’efferatezza di un’aggressione di quel tipo.
Tra l’altro, come ha potuto verificare il magistrato che ha voluto verificare di persona il luogo dell’aggressione, verso le 17 del pomeriggio in questa stagione vi è ancora una visibilità perfetta, erano molte dunque le probabilità di essere visti, pertanto la volontà di compiere una rapina avrebbe dovuto consigliare altre modalità.
Al momento però tutte le possibilità sono ancora aperte, per questo anche quella della rapina che, anzi, rimane con un suo fondamento. Perché se da una parte non è logico tentare di rapinare una ragazza che sta tranquillamente facendo una corsetta per il fatto che tipicamente in questi casi si esce solo con chiavi di casa e telefonino, una pista che gli investigatori sicuramente valuteranno è anche quella di una eventuale necessità impellente di soldi da “gesto disperato”, quello che può portare al punto di non valutare nessuna logica, forse per un debito.

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