Premio Campiello, la cinquina finalista. Finale a settembre alla Fenice di Venezia

Il Premio Campiello, concorso di letteratura italiana contemporanea promosso dalla Fondazione Il Campiello ‐ Confindustria Veneto giunto alla sua 56^ edizione, ha la sua cinquina finalista.

Nel corso di una votazione pubblica nell’Aula Magna G. Galilei di Palazzo Bo, Università degli Studi di Padova, la Giuria dei Letterati ha votato tra gli oltre 250 libri giunti alla segreteria del premio: al primo turno con 9 voti Helena Janeczek, La ragazza con la Leica (Guanda), con 6 voti Ermanno Cavazzoni, La galassia dei dementi (La nave di Teseo), con 6 voti Davide Orecchio, Mio padre la rivoluzione (Minimum Fax), al terzo turno con 6 voti Francesco Targhetta, Le vite potenziali (Mondadori), al ballottaggio con 6 voti Rosella Postorino, Le assaggiatrici (Feltrinelli).

Durante la selezione la Giuria ha inoltre annunciato il vincitore del Premio Campiello Opera Prima, riconoscimento attribuito dal 2004 ad un autore al suo esordio letterario. Il premio è stato assegnato a Valerio Valentini per il romanzo Gli 80 di Campo-Rammaglia (Editori Laterza).

Qui sotto i commenti e le votazioni dei giurati, un parterre di ospiti istituzionali, imprenditori, giornalisti e rappresentanti delle case editrici. La Giuria dei Letterati è presieduta quest’anno dal Magistrato Carlo Nordio ed è composta da autorevoli personalità del mondo letterario ed accademico quali: Federico Bertoni, Daniela Brogi, Philippe Daverio, Chiara Fenoglio, Paola Italia, Luigi Matt, Ermanno Paccagnini, Lorenzo Tomasin, Roberto Vecchioni, Emanuele Zinato.

L’hashtag #campiello2018 è entrato tra i trending topic su twitter.

Carlo Nordio, Presidente della Giuria dei Letterati, ha dichiarato: “L’imprenditoria veneta è stata spesso dipinta in termini negativi. I veneti sono stati definiti rapaci, interessati solo “ai schei”, qualche sciagurato ci ha chiamati anche ubriaconi. A tutto questo i veneti rispondono con i fatti, in questo caso, attraverso il Premio Campiello, patrocinando la cultura che è il sale della conoscenza, della vita ma anche dell’economia. Perché la cultura, intesa in tutte le sue sfaccettature, è un fondamentale elemento di arricchimento, su tutti i fronti, in tutti i campi. L’impronta etica che gli industriali del Veneto hanno voluto dare al Premio Campiello è un valore prezioso che non si ferma qui. Quella di oggi è infatti la cerimonia più bella ma ci sono molte altre iniziative promosse dall’imprenditoria veneta dedicate all’eticità, alla trasparenza, alla legalità. Per concludere, questo premio è davvero un portatore dei valori di trasparenza, competenza, professionalità, aspetti irrinunciabili che spero vengano trasferiti alle intere istituzioni Italiane.”

Matteo Zoppas, Presidente della Fondazione Il Campiello ‐ Confindustria Veneto, ha sottolineato: “Oggi, come accade da oltre 50 anni, la Giuria ha selezionato i 5 migliori romanzi italiani dell’anno editoriale: termina così il ruolo della Giuria dei Letterati, per affidare direttamente ai lettori e alle loro preferenze il giudizio finale. Un voto democratico e pulito grazie al quale il Campiello si identifica da sempre come premio autorevole e trasparente, oltre a rappresentare la testimonianza concreta dell’impegno sociale e culturale degli imprenditori veneti. È per questo che siamo orgogliosi di continuare a dare il nostro contributo, anche attraverso questo grande e splendido progetto culturale permanente che è il Premio Campiello.”

Massimo Finco, Presidente di Confindustria Padova, ha affermato: “Senza cultura non c’è sviluppo. È l’idea da cui è nato il Campiello e il fondamento del concetto stesso di sviluppo. Un’idea che ha posto la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale tra le necessarie priorità dell’azione politica, ha rimosso pregiudizi e diffuso la consapevolezza dell’industria come patrimonio culturale dell’Italia. Per noi, fare impresa e fare industria è fare cultura. E la cultura rafforza l’impresa. Una ‘cultura politecnica’, sintesi di umanesimo e scienza, di creatività e tecnologia, che sa parlare il linguaggio di un mondo che cambia. Il bilancio del Mibact è tornato, lentamente, a crescere e l’Art Bonus ha dato impulso. Non si interrompa questo percorso, anzi si acceleri. Investire in cultura e conoscenza è una sfida perfetta per il nostro Paese. I governi si alternano, ma l’Italia resta l’Italia e la cultura rimane uno dei settori principali su cui investire”.

Di seguito la motivazione con cui è stato assegnato il Premio Campiello Opera Prima:

Dopo il terremoto del 2009, “Camporammaglia di Sassa”, immaginario paese in provincia dell’Aquila, corre il rischio di diventare la capitale del dolore, e di attirare tutta l’attenzione dei media e dei politici. Attorno alla casa di Adelio, gli ottanta abitanti si muovono come sull’aia di un cascinale, sospesi tra stupore e angoscia: figure di resistenza alla catastrofe naturale e alla mutazione sociale.

Tra reportage, epos corale e romanzo di formazione, Valerio Valentini, con uno stile che non indulge mai al patetico, in equilibrio tra memorie di infanzia e referto saggistico, mette in scena due cataclismi: il terremoto esterno, che sconvolge le esistenze degli ottanta, e li relega nei moduli abitativi provvisori, e quello interiore, che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Sarà l’organizzazione della festa patronale a dare ai giovani la motivazione per una forma di resistenza che attraversa il tessuto sociale e le vite individuali.

La scrittura di Valentini, sorvegliata e ironica, in grado di assorbire elementi dialettali senza scadere nello stereotipo, narra il passaggio da una civiltà ancora contadina, mai mitizzata, alla modernità che stravolge le vite dei tre amici. E mostra come, contro ogni aspettativa, sia possibile ridare un centro al paese e riallacciare le vite e le storie di tutta la comunità.

Il vincitore della 56^ edizione del Premio Campiello sarà proclamato sabato 15 settembre a Venezia sul palco del Teatro La Fenice, selezionato dalla votazione della Giuria dei Trecento Lettori anonimi. I Giurati vengono selezionati su tutto il territorio nazionale in base alle categorie sociali e professionali, cambiano ogni anno e i loro nomi rimangono segreti fino alla serata finale.

Questa edizione del Premio Campiello è sostenuta da Eni, Intesa San Paolo, Umana, Fincantieri, Tiffany&Co, Verona Fiere, Anthea, Calearo Antenne, Sum, Somec, Seingim, Texa, con la collaborazione di Grafiche Antiga, Abate Zanetti, il Consorzio del Prosecco Superiore, i Bibanesi e Trenitalia quale vettore ufficiale del premio. Rai Main Media Partner, Rai Cultura Media Partner e Community Group Corporate Communication.

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